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Nike ZoomX Vaporfly Next% 2, più leggera, massima resa

Nike ZoomX Vaporfly Next% 2, più leggera, massima resa

In cima alla piramide Run Fast di Nike si accomoda, subito sotto le Alphafly Next%, la Nike ZoomX Vaporfly Next% 2, con una tomaia rinnovata ed alleggerita

Andrea Toso

21 Aprile 2021

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Quando ho ricevuto la notizia dell’imminente lancio della Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 devo ammettere di essere rimasto stupito, credendo che il lancio primaverile della Nike Air Zoom Alphafly Next % avesse soppiantato il modello preesistente.

Niente di più errato!

Nike ZoomX Vaporfly Next% 2

Così, quando mi è stato richiesto se volessimo testare la Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 ho accettato con entusiasmo; come potresti aver letto in un contenuto precedente, in cui analizzo 3 diversi tipi di scarpa e la diversa resa di piastra parziale in carbonio o in nylon, amo i numeri e in questi vado a cercare la conferma delle sensazioni che proviamo indossando un paio di scarpe.

A gennaio dell’anno scorso, prima che scoppiasse la pandemia, al lancio delle React Infinity Run avevo avuto l’occasione di correre per un’oretta per le strade di Monaco di Baviera con le Nike ZoomX Vaporfly Next% , nella prima versione, curioso dalle voci riportate da atleti e conoscenti che le avevano ai piedi.
Già all’epoca ero rimasto impressionato dalla facilità con cui si possa cambiare passo: sto correndo a 5’, accelero e mi trovo a 3’30”, ovviamente un ritmo possibile, ma che con una scarpa tradizionale richiede una progressione diversa. Purtroppo, il tempo limitato non mi ha fatto godere a pieno come ho fatto con il nuovo modello, lanciato il 2 aprile.

L’unico “difetto” che era stato ravvisato da alcuni atleti era traspirabilità limitata della tomaia. Se questo fosse davvero un difetto per la scarpa che è stata, ed è, pietra miliare per le andature da pro-runner, non ha bloccato l’utilizzo massivo, anche di atleti sponsorizzati da altri brand, cammuffandole con colori e loghi.

L’evoluzione dalla prima edizione alla Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 mantiene la struttura intersuola/suola vincente, ma trasforma ed alleggerisce la tomaia, rendendola più morbida, avvolgente e traspirante, senza perdere fit né supporto.
Nike ZoomX Vaporfly Next% 2

Da oltre un anno Nike ha creato due diverse linee di scarpe, una protettiva con il concetto Run Fearless con le React Infinity Run 2 e ZoomX Invincible Run, e quella Run Fast, che va dalle Air Zoom Pegasus 38 (in uscita a fine mese) passando per le Vomero, Zoom Fly, Air Zoom Tempo etc.
In questa linea Run Fast si aggiunge la nuova Nike ZoomX Vaporfly Next% 2.
La schiuma ammortizzante utilizzata è ovviamente la ZoomX, leggerissima e con un ritorno di energia massimo, all’interno della quale è incastonato il piatto suola, o piastra, in fibra di carbonio che si estende per tutta la lunghezza della scarpa.

Il drop è di 8 mm, meno estremo della Nike Air Zoom Alphafly Next % che ha soli 4 mm.

Calzando la Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 si sente subito la novità della tomaia alleggerita, i lacci si assestano in maniera ferma nei passanti gommati, l’allacciatura asimmetrica scende verso il mignolo ed avvolge in maniera eccelsa il piede tenendolo ben saldo.
Strano l’effetto attorno al tendine di Achille: la costruzione con pad stabilizzante sul tendine di Achille lascia luce tra il collare posteriore ed il piede, ma non influisce sull’efficienza dell’allacciatura. La linguetta asimmetrica, leggermente imbottita, ottimizza il comfort proteggendo dai lacci, con un taglio al centro per lasciare libertà di movimento.

La schiuma Zoom X è davvero morbida, chi si aspettava una sensazione del genere??? Ma non deve ingannare, la resa non ne risente, anzi.
È solo un valore aggiunto.

Appena si parte a correre si inizia a sentire che la Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 sia una scarpa da gara: il drop 8 mm perdonerebbe anche runners con una corsa seduta, ma la resa ottimale viene chiaramente nella corsa spinta, con appoggio sul meso/avampiede.

Il disegno del piatto suola dal punto di fondo del drop verso la punta è molto pronunciato, rendendo minima la transizione tra appoggio e spinta. La diminuzione della schiuma ZoomX sulla punta della scarpa lascia sensibilità alle dita per completare il passo, collaborando al lavoro della piastra.

Sebbene la tomaia sia alleggerita rispetto al primo modello, la spinta non perde efficienza grazie al rinforzo lungo l’avampiede.

Nike ZoomX Vaporfly Next% 2

Il disegno della suola chiarisce bene il tipo di corsa cui è destinata la Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 : il battistrada è intagliato con gomma nera solamente sulla parte anteriore della suola, mentre resta la schiuma ZoomX a disegnare il grip sul tallone.

In questo periodo in cui sto facendo diversi lavori di qualità e velocità sto apprezzando molto le Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 , i ritmi che tengo nei lavori vengono ridotti di qualche secondo a pari distanza, ma il vero valore aggiunto sta nel tempo minore in cui raggiungo i ritmi di lavoro: se fosse una macchina si parlerebbe di test “da 0 a 100”, per i miei ritmi di corsa direi da “0 a 3’30” “.
È chiaro che se non avessi una muscolatura sufficiente non arriverei a queste velocità, ma la sensazione che se ne ricava è che si possa prolungare il tempo di ripetuta. Non per niente, in questi test, complice il periodo di lavoro mirato, abbia migliorato il mio personal best sul km e abbia ottenuto il secondo tempo sui 400m, se non che i precedenti primati fossero di 5 anni fa.

Una notizia che farà piacere a tutti i runners interessati alle Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 è che il prezzo sia calato di 25€ rispetto al primo modello, passando da 274,99€  a 249,99€, una spesa sicuramente importante ma che permette di ottimizzare i propri sforzi.

Nike ZoomX Vaporfly Next% 2

Un’ultima curiosità: alla maratona di domenica all’Enschede Airport Twente, il campionissimo Elliud Kipchoge sfoggiava le Nike ZoomX Vaporfly Next% 2 in una colorazione diversa da tutti gli altri partecipanti (che correvano con le scarpette turchesi, o Aurora Green), in un azzurro tenue con banda rossa, omaggio al suo primo tentativo di maratona sotto le 2 ore a Monza per “Breaking 2”.