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Il riscaldamento è passato di moda

Il riscaldamento è passato di moda

Il riscaldamento ha lo scopo di portare l’organismo al giusto livello di attivazione neuromuscolare per poter eseguire, nelle migliori condizioni, la parte centrale dell’allenamento.

David Morelli

01 Febbraio 2022

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Il riscaldamento ha lo scopo di portare l’organismo al giusto livello di attivazione neuromuscolare per poter eseguire, nelle migliori condizioni, la parte centrale dell’allenamento. Molto spesso, specie a livello amatoriale, il riscaldamento non viene eseguito in modo corretto. Molti amatori non si rendono conto come il riscaldamento possa influire in modo determinante sul risultato desiderato. Gli adattamenti indotti da ogni allenamento dipendono dalla stimolazione biochimica e fisiologica che fornisco all’organismo.

In biochimica esistono delle proteine chiamate enzimi il cui ruolo è quello di determinare la velocità con cui una certa reazione chimica può svilupparsi nel nostro organismo. Gli adattamenti dell’allenamento aumentano la quantità di questi enzimi in modo da migliorare la velocità della reazione in cui sono impiegati. Questo è l’effetto a lungo termine dell’allenamento, ma gli stessi enzimi necessitano di determinate condizioni per lavorare al meglio nella singola seduta.  La qualità̀ dell’intervento degli enzimi nelle reazioni biochimiche è fortemente condizionata dalla temperatura. Il riscaldamento di una seduta di allenamento è determinante per elevare la temperatura corporea al livello ottimale e prepara le diverse componenti fisiologiche all’attività. Quindi fare male il riscaldamento ci impedisce di sfruttare nel migliore dei modi l’allenamento.

Il riscaldamento oltre a portare l’organismo ad un’adeguata temperatura, ha lo scopo di attivare il sistema neuromuscolare al fine di garantire il coordinato reclutamento delle unità motorie. I nostri movimenti sono provocati da un reclutamento volontario della muscolatura. I nostri muscoli sono sensibili ad un segnale elettrico che, partendo dalla corteccia prefrontale, attraverso i passaggi sulla corteccia motoria ed il midollo spinale, arriva alla placca neuro-muscolare in cui il potenziale d’azione permette la contrazione delle fibre muscolari. La coordinazione motoria dipende dalla “qualità” di questo segnale elettrico, più sarà efficace e senza interferenze e migliore sarà il gesto motorio espresso.

Attivare nel modo corretto, durante il riscaldamento, lo schema motorio del gesto che sarà utilizzato in allenamento ottimizza il risultato e diminuisce la probabilità di infortunio. Durante il riscaldamento dovrebbero sempre essere inseriti elementi tecnici prima di eseguire la parte centrale dell’allenamento che “riscaldino” il sistema neuro-motorio. La fase specifica contiene gli elementi tecnici e condizionali che vi intende stimolare durante la seduta.

Il defaticamento, come il riscaldamento è spesso trascurato. Lo scopo è agevolare il recupero. La perfusione muscolare provocata da una blanda attività̀ permette di rimuovere più̀ velocemente i metaboliti. In questa fase trova l’ideale collocazione lo stretching. È importante comprendere che le tre fasi dell’allenamento sono integrate tra loro e solo quando eseguite correttamente conducono ai migliori risultati. Riscaldamento e defaticamento sono componenti della seduta di allenamento e non elementi che possono essere evitati.


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