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Run Drugs and Rock’n’Roll

Run Drugs and Rock’n’Roll

Hai mai pensato che quella sensazione di benessere che spesso abbiamo dopo una bella corsa, possa essere dovuto a qualcosa di più concreto di un fattore psicologico? Benvenuto: non sei assolutamente solo e forse non hai nemmeno torto!

Riccardo Mares

07 Maggio 2021

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Spesso tra runner ci si domanda “Perché corriamo”. Me lo domando probabilmente ogni volta che faccio fatica ad allacciare le scarpe e partire ed ogni volta che ho finito di affrontare un allenamento particolarmente duro.

Qualcuno sostiene che, dopo aver affrontato la dura fase iniziale, poi l’effetto chimico dell’attività di endurance permetta al corpo, tra i vari effetti, di auto-produrre sostanze chimiche in grado di apportare un senso di appagamento e benessere. Ne parlari nel post “La chimica della corsa” due anni fa, o poco più.

Non solo noi runner però ci poniamo queste domande, ma la scienza stessa (o meglio la parte che non si chiede se l’attività fisica aumenta le difese immunitarie) si pone la domanda di cosa porti gli atleti di corsa o comunque di attività aerobiche sulla distanza, ad essere “high” ovvero euforici.

Il dottor. Matthew David Jones dell’università di Sidney, studiando proprio questo tipo di comportamento, è arrivato ad un dilemma: come mai iniettando sostanze che inibiscono gli effetti delle endorfine, non viene annullato l’effetto dell’attività fisica?  C’è qualcos’altro che contribuisce al high-fx?

Un professore dell’università di Amburgo, Johannes Fuss, durante il suo dottorato di ricerca si è messo davvero d’impegno e ha messo in atto un vero studio scientifico al fine di valutare il motivo di questa euforia.

Dapprima ha eseguito dei test su dei topolini:

  • i topolini che potevano correre nella ruota per un paio d’ore erano meno ansiosi e impauriti dei topolini che non correvano
  • i topolini che che correvano nella ruota, dopo l’assunzione di droghe bloccanti l’effetto dell’endorfina, non mostravano comportamenti diversi da quelli che non avevano assunto la sostanza
  • i topolini che correvano nella ruota, dopo l’assunzione di droghe bloccanti l’effetto degli endocannabioidi, vedevano ogni effetto benefico vanificare rispetto a quelli che non avevano assundo la sostanza

Endocannabiodi? Proprio quelli simili a… si, proprio quelli!

Non contento il dr. Johanness volle provare il medesimo test su umani, con un campione di 63 runners. Purtroppo non ha potuto effettuare il test somministrando dei bloccanti degli endocannabioidi, perché non ci sono prodotti approvati somministrabili all’uomo.

Ai due gruppi di test creati vennero quindi somministrati un bloccante l’effetto delle endorfine e un placebo.

Risultato? Entrambi i gruppi – dopo attività sul treadmill – dimostravano i medesimi effetti benefici e soprattutto sono stati ritrovati effetti di endocannabioidi elevati nel sangue.

Lo studio completo è stato pubblicato molto recentemente su Science Direct e gli highlight riportano che (libera traduzione):

  • L’euforia e l’ansiolisi indotte dall’esercizio fisico sono indipendenti dall’occupazione diretta dei recettori μ-opioidi endogeni
  • La corsa riduce i livelli di ansia
  • La corsa stimola il sistema endocannabinoide
  • Gli endocannabinoidi sono candidati migliori delle endorfine per spiegare lo sballo del corridore nell’uomo

Stai ancora aspettando un altro buon motivo per iniziare a correre o fare altra attività fisica di endurance?

Grazie per essere passato di qui.

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Photo by Cam Adams