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l’importanza del sistema Scarpa-Calzino-Lacci

l’importanza del sistema Scarpa-Calzino-Lacci

Corriamo, corriamo tanto, corriamo poco, veloce, lento, non importa.  Tutti noi abbiamo un bisogno primario chiamato SCARPE. Ognuno ha le […]

Andrea Toso

30 Agosto 2018

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Corriamo, corriamo tanto, corriamo poco, veloce, lento, non importa. 

Tutti noi abbiamo un bisogno primario chiamato SCARPE. Ognuno ha le proprie nozioni a proposito, ognuno sa intimamente cosa gli piace indossare e magari sogna di potersi permettere qualcosa di più competitivo, a livello di leggerezza o di prezzo magari.

Ci facciamo consigliare da amici più esperti, da commessi specializzati, blog di settore o gruppi social nei quali riponiamo assoluta fiducia. 

Ora però voglio porre attenzione al “sistema scarpa” per allargare i punti di priorità, un po’ come nel “sistema letto” non parliamo più del solo materasso ma valutiamo anche la rete e doghe.

Quindi insieme alle nostre adorate scarpe iniziamo a valutare calzini e… allacciatura. Siete d’accordo? Quindi oltre a perdere ore a studiare ammortizzazione e differenziale, peso su taglia standard e inconsapevolmente mode, iniziamo a domandarci che calza useremo, ancor prima che se compressiva o non, il volume che richiederà nelle nostre scarpe. Ma non solo, quanti km/lavaggi hanno fatto le nostre calze preferite? Degenerano anche i calzini, (ancor prima dei buchi!) e dobbiamo farcene una ragione. 

Esistono diversi livelli di cushioning anche nei calzini, diversi spessori di punta/tallone, diversi spessori e diverse compressioni del piede, oltre che del polpaccio. Se abbiamo esaurito una scarpa, anche i calzini saranno a buon punto (anche se ne giriamo più).

Al sistema scarpa manca ancora il “concetto” scontato di allacciatura, e non è una sciocchezza perché davvero se ne vedono e leggono di tutti i colori: da chi allacciate una volta la scarpa senza chinarsi spingendo sul tallone, a chi spera che allacciare un’asola abbia assestato e fermato il piede. I primi spesso rompono la conchiglia delle scarpe perdendo una bella fetta di precisione, e magari scollando anche inserti della suola incolpando poi l’azienda di scarsa qualità. I secondi anneriranno le unghie dei piedi fino a perderle, acquistando la successiva almeno un mezzo cm in più del primo cm dovuto. 

Allacciare le scarpe deve diventare una operazione importante, corollario alla spesa fatta e ad aver indossato i calzini R sul piede destro e L sul sinistro (uguali almeno nel modello se non nel colore). Esistono sicuramente acquisti mal riusciti, raramente chi ha esperienza sbaglia numero (se si compra on line esiste il rischio), ma quando si vedono scarpe con un buco sulla punta spesso si vede anche un primo laccio ben disteso, ossia una scarpa che non è stata adattata alla nostra forma del piede. Siamo tutti concordi che non bisogna esagerare nello stringere eccessivamente i lacci per lasciare un lasco al piede perché su distanze lunghe si potrebbero gonfiare, ma non possiamo neanche lasciare che il piede vaghi all’interno della scarpa, provocando vesciche o urti continui delle unghie sulla tomaia (circa 500 al km…) che alla lunga la danneggerà, e renderà le havaianas un miraggio anche nelle calde giornate estive. 

Quindi valutata e provata la scarpa, magari con un calzino proprio, partiamo ad allacciare dal fondo; quella che vediamo uscita dalla scatola è frutto di una macchina o di un operaio che completa la produzione, non una chiusura funzionale alla nostra corsa. 

Ultimo piccolo consiglio, dettato da mie recenti esperienze, lo stesso vale (almeno) una tantum sull’allacciatura con lacci elastici per le scarpe da triathlon, e sulle allacciature “quick pace” su scarpe trail; un conto è per andarci a spasso o arrivarci in pista a sciare, un altro per correrci con dislivello. Quick si, ma se l’adatterete al vostro piede, le unghie ringrazieranno!