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Kilian Jornet: Campione e Uomo. Il costo di una rinuncia?

Kilian Jornet: Campione e Uomo. Il costo di una rinuncia?

Un anno di allenamento per una prova estrema: 24 ore di corsa su pista. Lo stop per Kilian Jornet “solo” dopo 11 ore di corsa: cosa può insegnare a noi comuni mortali?

Riccardo Mares

30 Novembre 2020

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Kilian Jornet, classe 1987, è uno dei più grandi campioni che lo sci alpinismo e soprattutto la corsa estrema sia comparso su questa terra. Per conoscerlo meglio ho intervistato Francesco, suo traduttore per Correre o Morire.

Da qualche mese è tema caldo dell’editoria sportiva per un suo passaggio dalla corsa estrema tra le montagne alla corsa su strada: si parla di gare brevi, si parla di test di 24 ore su pista.

Ed è proprio l’ ultima avventura di Kilian Jornet di qualche giorno fa ad aver creato molto rumore, tra chi continua ad osannarlo a chi critica la prova stessa.

Il tutto arrivato al culmine con un video da lui stesso condiviso:
https://www.facebook.com/watch/?v=442723083558052 

Dopo 11 ore e mezza di corsa, ad un passo rilevato come più veloce da quello previsto, Kilian Jornet ha alzato bandiera bianca: dapprima si parlava di un problema alle ginocchia poi si è scoperto si trattò di un malore fisico.

Voglio astenermi da critiche tecniche sull’evento stesso, ma voglio focalizzarmi su Kilian Jornet: un campione per aver rinunciato ad un nuovo record preparato per oltre un anno e un uomo costretto a cedere ai richiami del corpo.

Vorrei proprio partire da questo status quo: quanti di noi hanno rischiato di farsi danni per concludere una gara che in quel momento non era alla propria altezza? Quanti di noi – non ascoltandosi – continuano ad allenarsi rischiando stop di settimane o mesi. Ma per cosa? Noi che non siamo professionisti e che dobbiamo tenere conto che non viviamo di sport e che abbia impegni di vita ben più importanti come il lavoro o la famiglia.

Se si ferma Kilian JOrnet pensiamo davvero non ci si possa fermare anche noi? O il nostro ego è così forte da annebbiare i richiami che il corpo ci manda?

Non pensiamo sempre alla gara, ma anche a segnali di stanchezza che cerchiamo di ignorare, costituiti da accumuli di stress fisico e mentali. Come già scrivevo tempo addietro: l’arte di ascoltarsi.

Forza Kilian, il tuo pubblico aspetta il tuo ritorno!

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