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Insider: Campagnolo, com’è fatto il gruppo gravel Ekar

Insider: Campagnolo, com’è fatto il gruppo gravel Ekar

La rubrica Insider entra nello stabilimento Campagnolo, una visita alla produzione per arrivare a conoscere il gruppo Ekar, nato per il gravel.

Andrea Toso

08 Febbraio 2021

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Angelo Furlan per la rubrica Insider fa pochi chilometri a bordo del Volkswagen Multivan di ENDUchannel per arrivare alle porte di Campagnolo, azienda vicentina, creatrice di grandi innovazioni nel mondo del ciclismo.

Il fondatore Tullio Campagnolo nel 1927 percorreva le strade italiane, prevalentemente sterrate, viene quindi dalla sua eredità lo sviluppo di un gruppo meccanico dedicato al Gravel.

Nicolò Ildos, responsabile marketing dell’azienda, accompagna Angelo nel cuore della produzione, un viaggio immaginario tra le cime bellunesi come il Croce D’Aune e cima Ekar nel vicentino.

Nel percorrere il passo Croce D’Aune Tullio Campagnolo immaginò il primo sgancio rapido; su cima Ekar l’azienda che porta il nome del fondatore ha creato e testato il nuovo gruppo gravel.

Dal 1933 l’azienda produce innovazione per i ciclisti nel vicentino, made in Italy.

 Ogni anno vengono depositati decine di brevetti, per rimanere “innovazione nel ciclismo”, con il supporto di tanti staff paralleli che studiano e producono: la meccanica, la metalmeccanica, la chimica e l’elettronica, ed altri ancora, organi vitali della realtà Campagnolo.

La stamperia interna, ad esempio, è specializzata grazie al supporto degli ingegneri interni con cui collaborano continuamente, per produrre pezzi precisi alla necessità di questi, veloce ed in aggiornamento continuo.

In Campagnolo si unisce il cuore artigiano e l’innovazione industriale, con la passione che contraddistingue le eccellenze italiane.

Tornando al focus, il gruppo Ekar con il peso di 2385 gr viene alla luce grazie al lavoro di 4 anni; non è un adattamento di alcun gruppo da strada, nè MTB, ma un progetto ex novo che si fonda nelle esigenze di chi pedala gravel. Giacomo Sartore Product Manager di Ekar ne racconta la genesi e presenta i dettagli della produzione.

La grande rivoluzione inizia già nella produzione della cassetta in due blocchi rendendo super agevole la pulizia e la manutenzione, senza perdersi nell’assemblamento di corone singole.

Per mantenere la qualità assoluta e la precisione, Campagnolo è partita dall’ambiente di lavoro, rendendo perfetta la pavimentazione resinata, così da non rischiare irregolarità di funzionamento nella produzione, supportando la qualità con una pulizia continua. I controlli di produzione del pacco pignoni cercano difetti in oltre 1000 punti, tutte indagini robotizzate, azzerando ogni dubbio di qualità.

Nicolò Martinello mostra altri passaggi di lavorazione per avere il corpetto perfetto, passando da 11/12 rapporti ai 13 dell’Ekar. Il nuovo corpetto N3v copre ogni esigenza, dai 10 ai 13 rapporti, 4,4 mm con adattatori per poter funzionare con qualsiasi gruppo. Innovazione già supportata e montata da oltre 30 produttori di ruote, un nuovo standard.

La catena del gruppo Ekar è quindi più fina, necessità dei 13 rapporti, mantenendo robustezza e scorrevolezza con una lega differente con maggiore presenza di carbonio, un disegno nuovo e trattamenti differenziati tra maglia interna ed esterna.

Catena più sottile ma con vita senza riduzioni, con trattamenti super tecnologici pensati proprio per gestire la sporcizia.

Passando al manubrio ed ai comandi di questo gruppo Ekar, è stata anche modificata la “leva 3” per scalare, posizionata per arrivarci in ogni posizione di presa, studi maniacali, se si vuole, per dare la massima resa. Una piega freno sulla “leva 1” differente con il logo Ekar a dare grip aggiuntivo in condizioni di umidità, sudore, fango, dettagli importanti per massimizzare questo progetto che vuole dettare un nuovo standard di qualità ed efficienza.

Anche la guarnitura presenta dettagli importanti: una monocorona con costruzione in carbonio unilaterale per garantire la massima trasmissione di potenza, un paracolpi sulla testa della pedivella a proteggere eventuali urti sullo sterrato.

Nuovo per Campagnolo il concetto di frizione, per tenere sempre in tensione la catena, con due pulegge a dentatura differenti. Per la pulizia c’è la possibilità di bloccare e sbloccare con grande facilità le pulegge.

Un brindisi con il cavatappi ideato dal fondatore, Tullio Campagnolo ed è tempo di lasciarsi.

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In collaborazione con Volkswagen Veicoli Commerciali