Reggisella telescopico: come è fatto

Reggisella telescopico: come è fatto

Cristiano Guarco

Il reggisella telescopico è diventato un componente essenziale della moderna mountain bike, permettendo ai ciclisti di affrontare in sicurezza le discese tecniche con più controllo e velocità.

7 Ottobre 2021

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Tra i molti update che potreste fare alla vostra MTB, ce n’è uno su quasi tutti i biker sono d’accordo: il telescopico (o dropper post). Questo componente è la chiave per “sbloccare” il divertimento in sicurezza. Ma cosa è esattamente un reggisella telescopico? E come funziona?

In questa guida essenziale risponderemo a queste e altre domande, per aiutarvi a prendere una decisione consapevole sul fatto che voi vogliate o meno investire in questo aggiornamento, e quale dei migliori telescopici potreste valutare per la vostra bici.

Come funziona

Una delle caratteristiche più distintive della MTB sono le sospensioni. Una forcella ammortizzata per l’hardtail, e il carro ammortizzato per una full suspended, aiutano a superare i terreni più accidentati, senza essere sbalzati dalla bici e cadere.

Il telescopico si è affermato negli anni come un altro componente – insieme ai freni a disco – che fanno la differenza per la vostra sicurezza in mountain bike. Per quanto le vostre sospensioni possano essere efficaci nel mantenere la trazione quando si scende dai sentieri rocciosi o si percorrono curve costellate di radici, la verità è che la distribuzione del peso di un ciclista conta molto. Il biker medio è circa sei volte il peso della sua bici, questo significa che la posizione del corpo fa una grande differenza per la stabilità e la confidenza generale nella guida.

Più ci si abbassa in discesa, più controllo, trazione e fiducia si hanno durante il riding. La classica altezza sella, quella che si imposta su ogni nuova bici, è fissata per la pedalata in generale. Può rendere molti difficile l’esperienza lungo qualsiasi sentiero tecnico, e c’è una ragione per cui gli specialisti del downhill hanno sempre guidato con reggisella molto corti e quindi selle molto basse.

 

 

Il meglio di due mondi

Il telescopico permette di avere il meglio di entrambi i mondi quando si va in mountain bike. Supporta il ciclista a un’altezza sella corretta per la salita e il gesto della pedalata in generale, ma può scendere di un margine significativo al semplice tocco di una leva, per mettervi in una posizione di attacco migliore quando affrontate una discesa.

Il telescopico non è un’idea nuova. Fin dai primi giorni della mountain bike, i ciclisti sono stati consapevoli del potenziale di un reggisella abbassato per la discesa su sentieri tecnici. Per molti anni, l’umile morsetto a sgancio rapido è stato una sorta di telescopico post fai da te, ma richiedeva di fermarsi, scendere dalla bici, e poi rimetterlo in posizione per la salita.

Il quick release non era troppo fastidioso per quei biker che affrontavano lunghe salite seguite da discese altrettanto lunghe. Ma per qualsiasi sentiero flow, collegato con brevi salite, era terribilmente poco pratico.

Un reggisella regolabile, che tornasse meccanicamente alla posizione di pedalata ideale, era la soluzione definitiva. Le opzioni a molla elicoidale con leve meccaniche montate sotto la sella hanno rappresentato i primi veri telescopici (come il Gravity Dropper), ma avevano dei limiti.

Inserire una molla nel reggisella è difficile a causa dei limiti dovuti allo spazio ridotto. Anche il meccanismo di rilascio sotto la sella è poco pratico, perché richiede ai biker di togliere le mani dal manubrio.

La vera svolta è avvenuta con il lancio del reggisella Rock Shox Reverb nel 2010, che ha segnato l’inizio della rivoluzione dei telescopici con comando remoto. Finalmente, c’era un telescopico che si abbassava e tornava in posizione, con una leva al manubrio, con funzionamento idraulico assistito da una cartuccia ad aria. Senza dimenticare il fondamentale ruolo svolto da KS nell’evoluzione di questo componente, dai primo Lev con funzionamento ad aria e con comando sotto sella.

Nel tempo, i telescopici sono diventati di serie su tutte le mountain bike, a parte le cross country più leggere e quelle da discesa.

 

 

Per molti ma non per tutti

Poiché la domanda è aumentata, lo ha fatto anche la produzione di una generosa gamma di misure. Qualunque sia la quantità di abbassamento di cui avete bisogno, a seconda del terreno e dell’altezza del biker, siete sicuri di trovare un reggisella che sarà perfetto per la vostra fisiologia o il design del telaio.

Dai migliori reggisella a corsa breve che partono da circa 60 mm a quelli a corsa lunga che possono arrivare a 200mm di travel, è un componente ormai indispensabile per la maggior parte dei ciclisti.

Per gli atleti XC, un telescopico li aiuta a ottenere un baricentro leggermente più basso per superare discese brevi e tecniche, mentre quelli di enduro possono facilmente pedalare in salita prima di attivarlo su una sfidante discesa di 15 minuti. In sostanza, serve a tutti, in un modo o nell’altro.

Un vantaggio essenziale, che spesso non viene riconosciuto, è come ha reso più libero il design del telaio. Grazie a esso, i designer hanno creato geometrie più audaci che forniscono un buon equilibrio in salita e un’eccellente stabilità in discesa. Ne è un esempio la lunghezza di un piantone sella più contenuta rispetto al passato, sfruttando per l’appunto il diverso abbassamento di un telescopico sulle varie taglie (da 125 su quelle piccole sino ad arrivare ai 170 o addirittura 200 mm di quella più grandi).

Ma quali sono i reali vantaggi di un reggisella telescopico per il biker? Vi dà effettivamente il miglior design della bici per la salita e la discesa su un singolo telaio. Con la possibilità di modificare radicalmente l’altezza della sella in un istante, i ciclisti possono usare il peso del loro corpo e la loro postura per caricare e scaricare la bici in curva, sui salti, e sugli ostacoli sentiero.

 

Affidabilità in primo piano

La manutenzione può essere un problema, in quanto deve sostenere il peso del biker durante la salita, pur mantenendo proprietà di basso attrito per consentire al suo stelo di scivolare lungo il fodero esterno quando viene attivato.

Il gioco delle boccole può essere un problema per i biker più alti sui reggisella a corsa lunga. Questo è dovuto alla leva esercitata sulle varie parti che lo compongono quando si pedala su terreni più sconnessi in posizione seduta.

Negli ultimi anni c’è stato un ritorno al più semplice design con molla elicoidale, specialmente per gli abbassamenti ridotti. DT Swiss ha dimostrato il potenziale di bassa manutenzione di questo design con il suo D232, anche se è un telescopico relativamente corto, a 60 mm. E13 ha invece utilizzato questo approccio essenziali per modelli Vario a corsa lunga da trail/enduro.

 

Nuove idee

Per quegli appassionati di MTB che credono che un reggisella ad aria regali il miglior feeling e l’estetica più piacevole, ci sono soluzioni perfettamente integrate nel telaio.

Ad esempio, il marchio austriaco Eightpins è un sostenitore di questo approccio. Promette un’affidabilità impareggiabile, ma avrete bisogno di un produttore di telai che sia disposto a considerare il reggisella come parte integrante del suo processo di progettazione e produzione. Come il marchio svizzero BMC, che per le sue full da cross country Fourstroke ha integrato uno spettacolare telescopico a sezione ellittica, senza gioco e dal funzionamento impareggiabile, anche se limitato a un travel di soli 80 mm.

In pratica si utilizza il tubo sella della bici come parte integrante della struttura, eliminando la necessità di un tubo separato da inserire nel telaio.

Ciò significa che potete avere un telescopico con una struttura dal diametro leggermente più ampio, che fa un lavoro migliore per distribuire il carico e prevenire l’usura prematura dei componenti che sono a contatto tra loro, soprattutto se vi piace girare con modelli a lungo abbassamento (il caso di Eightpins, molto più flessibile di BMC).

Una delle sfide per ogni biker che sceglie un reggisella è la quantità di corsa necessaria. La maggior parte dei telescopici sono fissi ad una specifica quantità di travel, ma brand come PNW offrono una gamma di reggisella regolabili, tra cui il modello Rainier G3, grazie ad una boccola DU. Questo permette al ciclista di aumentare o diminuire la lunghezza della corsa del telescopico, a seconda dello stile di guida o del design del telaio.

Indipendentemente dal design e dalle tecnologie adottate, il reggisella telescopico rimane un componente azionato a distanza dal manubrio che regola l’altezza sella per il riding in pochi secondi, permettendovi di essere sempre nella posizione di guida più stabile possibile, sia in salita che in discesa.

 


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