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Le pinnette, accessori utili nell’allenamento del nuoto

Le pinnette, accessori utili nell’allenamento del nuoto

Le pinnette sono un grande alleato dei nuotatori, motore aggiuntivo per la velocità della nuotata e la rende più divertente, meglio però non abusarne

Martina Benetton

10 Marzo 2021

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Le pinnette sono un grande alleato dei nuotatori, motore aggiuntivo per la velocità della nuotata e la rende più divertente.

Che cosa sono le pinnette?

Nell’allenamento di nuoto le pinne più indicate sono le pinnette, dette anche mezze pinne o pinne corte, ovvero quelle con la pala corta che fanno mantenere una gambata veloce e con ampiezza ridotta. Le pinne lunghe, invece, modificano la gambata trasformandola in una battuta più lenta e più ampia, un po’ al contrario di ciò che sarebbe più utile al nuotatore.

Importante è sicuramente la scelta delle pinnette: ormai in commercio ce ne sono di vari tipi, le variabili da considerare sono: la lunghezza della pala (per i nuotatori si consiglia quella corta, come già accennato); la tipologia di tallone, se aperto o scarpetta chiusa (la versione aperta fornisce maggiore libertà di movimento, la versione chiusa però aderisce meglio al piede); la rigidità della pala (maggiore rigidità consente di allenare ancora più intensamente le gambe e comporta maggiore fatica ma porta anche più stanchezza, di conseguenza ne risentirà la fluidità della gambata e la tecnica; sconsigliate per questo quelle in plastica); il materiale (plastica, gomma o silicone, quest’ultimo è sempre più diffuso per le sue proprietà elastiche)

pinnette

A cosa servono?

Il primo obiettivo di un lavoro con le pinnette è sicuramente il potenziamento della gambata e dei muscoli della parte inferiore del corpo.

Anche per i nuotatori che hanno una gambata molto debole (…ehm, come ad esempio la sottoscritta), l’utilizzo delle pinnette può stimolare l’aumento la frequenza (…ehm, per me su questo c’è ancora parecchio lavoro da fare!) perché altrimenti le gambe tenderanno ad affondare, invece la maggiore battuta riposizionerà il corpo più in alto sull’acqua.
La più ampia superficie data dalle pinnette porta ad una maggiore sensibilità e spinta, permettendo di lavorare anche sulla fase della gambata che va dal basso verso l’alto, solitamente più difficile da allenare.

Le pinnette, inoltre, permettono di migliorare la flessibilità delle caviglie, aspetto importante nell’efficacia della propria battuta di gambe, perché la superficie maggiore di presa sull’acqua permette una maggiore estensione della caviglia e ne amplifica le sensazioni.

Una caviglia rigida, con scarsa flessibilità, infatti, non fa assumere al piede la posizione corretta “a ballerina” ma anzi lo farà stare “a martello” e vanificherà parte della spinta.

Nuotare con le pinne, ovviamente, fa raggiungere una velocità superiore e lo fa a fronte di un dispendio energetico inferiore, quindi con meno fatica (…ehm, a patto di utilizzare bene le gambe, io ho il particolare potere di andare anche più lenta con le pinne che senza)

Logicamente questo dà la possibilità di nuotare una maggiore quantità di vasche in un tempo uguale o inferiore a quello abituale; l’innalzamento della frequenza cardiaca diventa fattore più allenante rispetto al nuoto senza pinnette.

Infine, l’aumento della velocità e l’impiego dei maggiori gruppi muscolari della parte bassa del corpo migliorano anche l’allenamento cardiovascolare.

pinnette

I contro?

Le pinnette sono solitamente uno strumento utilizzabile anche per i principianti.

Gli aspetti negativi del loro impiego sono pochi:

  • la possibile comparsa di crampi, soprattutto se si utilizzano delle pinne particolarmente rigide o si irrigidiscono i muscoli;
  • possono comparire delle vesciche, aspetto facilmente rimediabile valutando l’adozione di appositi calzini tecnici da pinne che aggiungono uno spessore ed evitano lo sfregamento nel punto sopra il tallone;
  • se si utilizza una pinna a pala lunga, si avrà una diminuzione della frequenza della gambata e la battuta stessa subirà degli adattamenti sia per quel che riguarda l’ampiezza che la posizione
  • ci si può abituare ad avere le pinnette come la soluzione ideale per sopravvivere agli allenamenti più duri e raggiungere una velocità maggiore illusoria, che non è cioè rappresentativa della reale condizione ma è data da questo motore aggiuntivo.

Come utilizzarle e alcuni esempi di esercizi con le pinnette

Come sempre, evitando la fase del riscaldamento, le pinne possono essere utilizzate in modo diverso in base agli obiettivi dell’allenamento:

  • si possono fare dei lavori di tecnica utilizzando le pinne come supporto per la sperimentazione di un esercizio particolarmente difficile o come strumento principe dell’esercizio stesso; in questa categoria, si inseriscono ad esempio esercizi per la nuotata a delfino e la rotazione delle spalle;
  • si possono fare lavori aerobici, con nuotate su distanze più lunghe a ritmo medio e con poco recupero; si sottolinea a proposito che il lavoro settoriale con le pinne sposta la spesa energetica sui muscoli delle gambe, si avrà così un maggiore dispendio in termini energetici rispetto ad un lavoro di sole braccia
  • si possono utilizzare per degli spunti di velocità, andando a cercare la massima frequenza della gambata
  • si può fare un lavoro specifico di sole gambe, con la tavoletta o con le braccia in posizione di “assetto”
  • si può migliorare, infine, la parte subacquea della nuotata, il cosiddetto “quinto stile”
  • non si può nuotare a rana con le pinnette

Qualche esempio:

  • esercizi di tecnica : 4×25 + pinnette gambe a stile con le braccia lungo il corpo, si esegue una controllata rotazione delle spalle durante la vasca (spingendo una spalla verso l’alto, mentre l’altra naturalmente scenderà e il corpo ruoterà automaticamente); 4×25 + pinnette, 1 vasca con braccia e gambe a delfino veloci senza respirare (terminata l’aria si termina a stile) e 1 vasca a delfino con accentuazione della gambata;
  • lavoro aerobico: 5×100 stile + pinne rec. 10” oppure una piccola piramide tipo 50 + 100 + 200 + 100 + 50 sempre a stile con le pinne
  • velocità: 6×25 stile con pinne 1 vasca alla massima velocità 1 vasca piano rec. 20” + seguiti da 6×25 fatti allo stesso modo ma senza pinne ricercando la stessa frequenza;
  • tavoletta: 4×50 solo gambe con la tavoletta rec. 10/15” – da qui si possono poi inserire cambi di velocità della gambata magari alternando 1 x 50 con gambe veloci a 1×50 con gambe costanti
  • subacquea: 4×25 + pinnette con ½ vasca subacquea gambe delfino, braccia in assetto; 4×50 stile + pinne con subacquea min. di 5 mt sia in fase iniziale di spinta dal muretto che in fase di spinta dopo la virata.

Ovviamente le pinnette si possono abbinare ad altri accessori come le palette o lo snorkeling.

Un nota in più? Le pinnette alleggeriscono il carico di lavoro sulla parte superiore del corpo, quindi possono essere un ottimo alleato quando si ha la spalla dolente o è necessario risparmiare un po’ le spalle.

Pronti a mettere le pinne nel vostro prossimo allenamento? Attenti a non abituarvi troppo bene però!