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Luca Sacchi si sistema gli occhialini da nuoto a specchio, a torso nudo in riva al mare sotto un cielo con nuvole sparse
School of Swimming

La scia nel nuoto esiste davvero? Tipi di scia e come sfruttarla al meglio

Nuotare in scia fa davvero la differenza in acque libere? Assolutamente sì, ma serve tecnica per non disturbare. Scopri come sfruttare questo vantaggio per risparmiare energia in gara.

con Luca Sacchi ·

Nel ciclismo o nella corsa è un concetto scontato, ma in molti si chiedono se la scia esista davvero anche nel nuoto. La risposta è assolutamente sì: entrare in scia di un altro nuotatore garantisce un enorme beneficio in termini di velocità e, soprattutto, di risparmio energetico. In piscina o in allenamento, il miglioramento su base 100 metri può andare dai 2 secondi in su.

Tuttavia, nuotare attaccati agli altri non è facile. In questo episodio di School of Swimming, Luca Sacchi ci spiega come ottimizzare la prestazione sfruttando l'energia di chi ci precede, ma senza comprometterne la gara.

Le strategie e i tipi di scia che puoi sfruttare in gara

  • La Scia Posteriore. È in assoluto la condizione migliore e più vantaggiosa da un punto di vista energetico. Consiste nel mettersi esattamente dietro l'avversario. Il trucco? Sviluppare "l'atteggiamento parassitario" perfetto, diventando invisibili. Devi evitare assolutamente di toccargli ripetutamente i piedi: per farlo, puoi allargare leggermente le braccia in fase di ingresso in acqua o accorciare il gesto della tua bracciata.
  • La Scia Laterale. Più complessa da gestire e quasi impossibile da allenare in piscina, questa scia si sfrutta posizionando la propria testa all'altezza del bacino dell'avversario, leggermente distanziati per non scontrarsi. Posizionandoti qui sentirai un reale "risucchio" dell'acqua. Spesso viene usata prima di tentare un sorpasso, o per dare un segnale all'avversario: "Ho il tuo stesso passo, sono pronto a darti il cambio in testa".

Il consiglio da PRO per non bruciarsi

La scia è estremamente confortevole, ma nasconde un'insidia. Se passi 15-20 minuti "pacifico" nel ritmo dell'avversario e decidi di uscire in laterale per sorpassarlo, potresti renderti improvvisamente conto di non avere la velocità necessaria per passargli davanti, "rimbalzando" indietro. La regola d'oro è non essere arroganti in gara: evita le volate improvvise di 30 secondi se non sei certo di poterle sostenere. Al tempo stesso, fai attenzione a non andare "sotto ritmo": se la scia in cui ti trovi è troppo comoda, esci ogni tanto dalla tua zona di comfort per testare la condizione e assicurarti di non stare nuotando più lentamente del tuo potenziale reale.

Guarda il video e impara a gestire il ritmo in acque libere e a capire quando è il momento di prendere il comando.

School of Swimming: perché ogni metro contato in acqua può trasformarsi in un vantaggio decisivo.


Presented By Cetilar e Swimprove

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