Nuotare in scia fa davvero la differenza in acque libere? Assolutamente sì, ma serve tecnica per non disturbare. Scopri come sfruttare questo vantaggio per risparmiare energia in gara.
Nel ciclismo o nella corsa è un concetto scontato, ma in molti si chiedono se la scia esista davvero anche nel nuoto. La risposta è assolutamente sì: entrare in scia di un altro nuotatore garantisce un enorme beneficio in termini di velocità e, soprattutto, di risparmio energetico. In piscina o in allenamento, il miglioramento su base 100 metri può andare dai 2 secondi in su.
Tuttavia, nuotare attaccati agli altri non è facile. In questo episodio di School of Swimming, Luca Sacchi ci spiega come ottimizzare la prestazione sfruttando l'energia di chi ci precede, ma senza comprometterne la gara.
La scia è estremamente confortevole, ma nasconde un'insidia. Se passi 15-20 minuti "pacifico" nel ritmo dell'avversario e decidi di uscire in laterale per sorpassarlo, potresti renderti improvvisamente conto di non avere la velocità necessaria per passargli davanti, "rimbalzando" indietro. La regola d'oro è non essere arroganti in gara: evita le volate improvvise di 30 secondi se non sei certo di poterle sostenere. Al tempo stesso, fai attenzione a non andare "sotto ritmo": se la scia in cui ti trovi è troppo comoda, esci ogni tanto dalla tua zona di comfort per testare la condizione e assicurarti di non stare nuotando più lentamente del tuo potenziale reale.
Guarda il video e impara a gestire il ritmo in acque libere e a capire quando è il momento di prendere il comando.
School of Swimming: perché ogni metro contato in acqua può trasformarsi in un vantaggio decisivo.
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