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Italian Bike Festival pronto per una nuova sfida

Italian Bike Festival pronto per una nuova sfida

È andato in scena dal 9 all’11 settembre, con una nuova formula e in una nuova location, l’Italian Bike Festival, il principale evento fieristico italiano dedicato al ciclismo in tutte le salse.

Cristiano Guarco

21 Settembre 2022

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Un cambio di paradigma che è piaciuto al pubblico di appassionati e appassionate e agli espositori, con un villaggio ospitato all’interno del Misano World Circuit Marco Simoncelli che ha alzato decisamente l’asticella rispetto al passato. Un’idea vincente, che deve ancora trovare una piena espressione concreta, ma che pone le basi per la trasformazione in un vero e proprio festival delle due ruote a pedali.
I numeri parlano chiaro: oltre 500 marchi espositori e più di 40 mila visitatori nell’arco dei tre giorni (dati comunicati dagli organizzatori), la pista di Misano Adriatico come banco di prova per le road bike, gare su strada e off-road, e tanti eventi collaterali all’interno dell’evento. Tutto questo fa pensare a due tra i più grandi happening mondiali dedicati al ciclismo, la statunitense Sea Otter Classic e la francese Roc d’Azur. I punti comuni sono molti, anche se questi due storici festival sono decisamente a trazione off-road, ma le basi ci sono per un futuro più che roseo per l’Italian Bike Festival.

Quali sono stati i principali trend visti nell’area expo, cosa ha funzionato e quali sono invece gli elementi da migliorare.

Gravel tra racing e bikepacking
Curiosando tra gli stand, la prima sensazione è che la nicchia del gravel biking sia in decisa espansione. Deve ancora decidere dove andrà, ma l’attenzione di marchi e appassionati c’è tutta. Il fenomeno, nato negli Stati Uniti, ha raccolto tanti appassionati anche in Europa e nel nostro Paese. La nostra bella Italia infatti offre molte zone ideali per la pratica del gravel, come le colline toscane, le Langhe piemontesi, o ancora quell’altrettanto magnifica zona che dalla sponda veneta del Lago di Garda si inoltra verso la Valpolicella. Per chi ama invece macinare chilometri ad alta velocità tra carrarecce e ghiaiate pianeggianti, l’ampia Pianura Padana è il bacino perfetto per sfogare i propri istinti.
Due sono i trend dominanti nel settore del gravel biking: quello del bikepacking, o dei cicloviaggiatori, che cercano una bici comoda su cui caricare facilmente i bagagli per macinare lunghe distanze su strade secondarie;

l’espressione agonistica, in piena esplosione, che ha attirato l’attenzione di grandi marchi come Pinarello e BMC con bici specifiche e pronte a battagliare ai primi Mondiali Gravel in programma tra le province di Padova e Vicenza i prossimi 8 e 9 ottobre.


Non solo bici, per ogni gusto, ma anche tanti accessori tra cui set di borse da viaggio di ogni tipo e abbigliamento che spazia dai capi ultra tecnici a quelli che strizzano l’occhio al ciclismo classico, più amati da cicloviaggiatori.

 

E-bike per tutti i gusti
La pedalata assistita è forse la più grande forza trainante del moderno ciclismo, spingendo in modo deciso l’acceleratore sul commuting – gli spostamenti quotidiani per lavoro e/o studio – e sulla mountain bike. Se tutto ciò che ruota attorno alla mobilità urbana è ancora un mondo acerbo per il nostro Paese (purtroppo in ritardo rispetto a nazioni più mature da questo punto di vista), non è un mistero che la pedalata assistita stia fagocitando il classico mountain biking.
Italian Bike Festival, che da sempre ha un’impronta più orientata all’asfalto e meno all’off-road, ha mostrato in ogni modo come l’attenzione dei brand si sia spostata sulle eMTB, in particolare su quelle che nella versione elettrificata trovano maggiore ragione d’essere: le trail bike e le enduro. Sono bici capaci di tutto, le prime davvero totali per un utilizzo a 360°, con la fondamentale spinta del motore. Un motore che, in questo utilizzo, diventa compatto e leggero, accompagnato da una batteria dalla capacità e peso contenuto, e da un’assistenza più dolce e naturale. Sono le cosiddette eMTB Light che affiancano le più massicce e capaci Full Power. È forse la spinta più grande nella pedalata assistita off-road, con i principali attori del mercato destinati a battagliare colpo su colpo: Trek Fuel EXe e Haibike Lyke sicuramente le più attuali e accattivanti viste a Misano Adriatico.


Le eMTB Full Power appaiono invece sempre più prestanti, con batterie super capienti per non porsi alcun limite su qualsiasi terreno. Molte novità sono attese a breve, in particolare per la declinazione agonistica, che sta prendendo piede in particolare nell’enduro.

Adesso pedala: destinazioni turistiche a misura di biker
Una volta comprata la bici, che sia a pura propulsione umana o con l’assistenza del motore, road oppure off-road con tutti gli step intermedi, bisogna portarla da qualche parte. Gli organizzatori di IBF non hanno trascurato l’offerta turistica, collocata in modo strategico proprio nel cuore del villaggio espositivo. Quest’anno si è vista una vera e propria esplosione delle vacanze attive in bicicletta, così questa scelta è stata assolutamente appropriata nonché lungimirante. È stato bello passeggiare tra i numerosi stand di regioni e operatori cicloturistici, tra destinazioni note e quelle meno note, ma dal grande fascino sia dal punto di vista naturalistico che enogastronomico, passando naturalmente per gli itinerari – da uno o più giorni – da pedalare. D’altronde l’aspetto più bello del nostro sport, a meno che non si pratichi anche e soprattutto agonismo, è l’esperienza da vivere e condividere in sella all’amata due ruote a pedali.

 

L’esplosione dei piccoli marchi
A questo Italian Bike Festival hanno partecipato tutti i principali marchi dell’industria ciclistica, sentendo però la mancanza di alcune vere icone come Specialized e Colnago. I brand hanno comunque partecipato in modo consistente, con grande apprezzamento e divertimento del pubblico, che ha visto, toccato con mano, e provato – per chi ha portato una flotta di bici test – alcune delle bici più rappresentative del mercato attuale. Si è trattato di un pubblico fortemente interessato, una presenza finalmente tornata attiva e non per lo più passiva come le precedenti edizioni di IBF a Rimini. Sicuramente molti espositori si sono presentati a Misano Adriatico timorosi, portando poche bici da provare o comunque di una sola tipologia, come Canyon che aveva solo road bike. Chi ha puntato più sui test ride e meno sull’expo ha forse compiuto la scelta vincente: presi d’assalto per tre giorni, dalla tarda mattinata di venerdì al pomeriggio inoltrato di domenica, girando sugli anelli di test – il circuito per la strada, il fettucciato off-road all’interno dello stesso – sino alla chiusura ufficiale delle operazioni.


Tutti contenti, anche e soprattutto per la massiccia presenza dei marchi più piccoli, quelle realtà tra artigianali italiane che tanto hanno reso famoso il Made in Italy nel mondo. Tantissimi piccoli stand che attorniavano le strutture – alcune davvero imponenti come il gruppo Scott e Shimano – e raccoglievano l’attenzione degli appassionati, alla ricerca di abbigliamento, accessori o anche bici di nicchia nate unendo passione e cura artigianale.

IBF: tra Sea Otter e Roc d’Azur
Italian Bike Festival, dopo questa edizione 2022 di successo, deve decidere cosa fare da grande.
L’area expo funziona all’interno dell’autodromo di Misano Adriatico. Abbiamo apprezzato l’attenzione dedicata al turismo e ai test bike, così come il ricco programma di uscite organizzate da alcuni brand, le cosiddette ride. Un modo facile per pedalare insieme ai responsabili dei vari marchi e ad alcuni atleti sponsorizzati, nello splendido contesto dell’immediato entroterra della Riviera Romagnola. Un altro aspetto, quello agonistico della granfondo La Gialla, ha la potenzialità di far crescere davvero IBF, spingendolo ad affiancarsi a festival di caratura mondiale come Seat Otter Classic in California e Roc d’Azur in Costa Azzurra: un pacchetto completo tra expo, turismo e agonismo che può solo far felici tutti gli attori del ciclismo, dagli operatori del settore agli appassionati passando per chi vive questo sport come performance e quindi agonismo.

 

Cosa migliorare
Non sono tutte rose e fiori: c’è ancora tanta strada da fare, oltre al tipo di strada da intraprendere…
L’impressione è che il salto verso un evento più serio sia riuscito, merito soprattutto della location. Molte sono le cose da migliorare, tra imperfezioni e difetti. A partire dalla logistica, con aree di parcheggio segnalate poco e male, l’assenza di un servizio di navetta da/per la stazione o comunque l’area centrale delle vicine cittadine di Cattolica e Misano Adriatico, ma ancora più grave la mancanza di un’adeguata segnaletica all’interno del villaggio expo per orientarsi in modo rapido e preciso tra gli stand. Sono peccati facilmente risolvibili nell’arco dei 12 mesi che ci separano dall’edizione 2023, che crediamo sarà quella della definitiva consacrazione di Italian Bike Festival.