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MTB – I trucchi per la confidenza nella guida

MTB – I trucchi per la confidenza nella guida

Nella prima puntata dedicata alla tecnica di guida in mountain bike ci siamo concentrati sui tre pilastri portanti del riding. Ora vediamo come iniziare a metterli in pratica.

Cristiano Guarco

21 Ottobre 2021

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Nella prima puntata dedicata alla tecnica di guida in mountain bike (Leggi: i 3 fondamentali di guida in MTB) ci siamo concentrati sui tre pilastri portanti del riding. Ora vediamo come iniziare a metterli in pratica attraverso le più classiche e comuni situazioni che ritroviamo quando giriamo in MTB sui sentieri, per guadagnare tutta quella confidenza nella guida che ci serve per divertirci in sicurezza.

 

1. L’importaza dei fondamentali

Per iniziare a guadagnare confidenza sui sentieri non c’è niente di meglio di una sezione del tracciato scorrevole, con una pendenza dolce e curve naturali. Qui possiamo realmente percepire come ci sentiamo sulla bici, se siamo noi a comandarla o viceversa.

Il pieno controllo si ottiene piegando leggermente i gomiti e le ginocchia, in modo da avere più spazio per le manovre e più tempo per reagire agli input che arrivano dal terreno.

Quando si inizia questo percorso che porta a un controllo totale della mountain bike, bisogna sempre guardare alla guida nel complesso: non importa quale sia l’obiettivo finale, se godersi la pedalata nella natura o ambire alla classifica di una competizione, ci si deve semplicemente assicurare che il biker sia sicuro prima di passare a qualcosa di tecnico.

La posizione del biker sulla bici è cruciale: se è leggermente decentrato, è molto più difficile ottenere una guida controllata quando il sentiero diventa veloce e tecnico. Dobbiamo essere forti sulle gambe, mantenere una posizione centrale e le braccia leggermente piegate, per lasciare spazio al movimento della bici sotto di noi. Concentriamoci sulle basi del riding per consentire un rapido progresso.

 

2. Le curve

Il passo successivo è concentrarsi sulle curve, andando a cercare quelle più strette, magari con qualche ostacolo naturale come radici. In genere si tende ad arretrare in modo eccessivo, con i fianchi che si abbassano dietro la sella come meccanismo di sicurezza. L’istinto di auto conservazione purtroppo fa sì che le braccia si distendano con la bici che perde la sua capacità di girare.

Concentrandoci nel mantenere il nostro peso sul manubrio con le braccia piegate, la bici è in grado di venire verso di noi invece di allontanarci da essa, permettendoci di mantenere il controllo e aumentare la velocità.

Questo è fondamentale in curva, uno dei pilastri portanti del riding. Percorrere una curva velocemente può fare la differenza, rendendo davvero fluido un sentiero. Ci sono molti modi per affrontare una curva a seconda della ripidità del percorso, il grip disponibile, la regolarità del suo raggio. Ciò significa che un biker deve adattarsi al tracciato e capire come percorrere ogni curva per mantenere il flow tra di esse.

La completa padronanza dei fondamentali nella guida gioca anche in questo caso un ruolo primario nel trovare aderenza e portare velocità in curva. L’obiettivo principale è quello di rimanere sempre centrati, questo crea spazio per il movimento della bici e ci permette di rimanere forti e saldi alla guida, per spingere con le gambe e trovare tutto il grip che ci serve.

 

3. Curve strette e ripidi

Arriva il momento di affrontare e padroneggiare in sicurezza e controllo le sezioni più ripide, curve e gradoni compresi. Il lavoro principale è sempre sulla posizione del corpo, mantenendosi centrati sulla bici.

Con il baricentro ribassato e la testa in asse sul cockpit, siamo in grado di guidare la bici in modo più preciso. Anche in questo caso entra in gioco l’istinto di conservazione, che porta a tirare i freni nelle curve più strette. Dobbiamo liberarci dalla paura obbligandoci a visualizzare, prendendo un riferimento sul sentiero, un punto in cui staccare. Questo porta a un guadagno di aderenza per gli pneumatici in curva oltre a meno tensione sulle braccia per un controllo superiore.

L’ideale è provare questo approccio su sentieri brevi e intensi, o percorrere la stessa sezione risalendo a piedi se non è possibile in bici: un paio di run ci fa sentire più veloci e sicuri, oltre alla possibilità di sperimentare linee differenti rispetto a quelle che tendiamo a prendere per istinto.

Inoltre rimanere bassi sulla bici permette di sfruttare il movimento delle braccia per spingere la bici sopra i dossi e nelle compressioni, per guidare in modo aggressivo e in pieno controllo.

Nel complesso dobbiamo capire che ci servono diversi approcci per curve differenti. Questo ci aiuta a capire quali fondamentali nella guida dobbiamo impiegare e a leggere il tracciato per mantenere il flow.

 

 

4. Eliminare la tensione

Passare del tempo per tornare alle basi del riding e concentrarsi duramente su come guidare in modo corretto, permette di rompere quei processi mentali che creano tensione, limitandoci in una situazione o nell’altra, facendo anche tabula rasa per tutte quelle cattive abitudini che ci portiamo dietro nella nostra vita – più o meno lunga – di biker.

Questa è una vera rivelazione, il passo finale per (ri)guadagnare la fiducia in noi stessi. Nessuno di noi ha una bacchetta magica, che funzioni sempre e comunque. In ogni caso possiamo lavorare su di noi, magari facendoci aiutare a un maestro qualificato, per concentrarci nel dettaglio su ciò che abbiamo realmente bisogno di fare per migliorare. Essere guidati da un esperto ci rende meno nervosi e ci fa comunque pensare di meno in tutti quei momenti in cui dobbiamo fare una scelta. Con la giusta tecnica e posizione sulla bici, ci sentiamo molto più sicuri, percependo la reale differenza nell’aderenza e nel controllo. Sembra complicato, ma in realtà basta davvero poco per guadagnare confidenza alla guida.