Friuli Venezia Giulia su due ruote: pedalare immersi nella cultura e nell’enogastronomia delle Prealpi

Friuli Venezia Giulia su due ruote: pedalare immersi nella cultura e nell’enogastronomia delle Prealpi

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Alla scoperta della Pedemontana FVG3: 180 km da Sacile a Gorizia. Un viaggio lento tra siti UNESCO, borghi medievali, sapori autentici e la storia affascinante di un confine che non c’è più.

20 Maggio 2026

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Il Friuli Venezia Giulia non è mai stato così bike-friendly: la regione, tra le meno battute in Italia, è attraversata da una rete di cinque ciclovie che si snodano tra vigneti, antichi borghi, cantine d’eccezione, città d’arte e i paesaggi delle Prealpi. La prima è la pluripremiata FVG 1, la ciclovia dell’Alpe Adria che unisce Salisburgo (Austria) a Grado, in Italia, attraversando l’intero Friuli Venezia Giulia e riqualificando in parte i sedimi di ferrovie dismesse. Ci sono poi la ciclovia costiera che collega Venezia a Trieste (FVG2), la Pedemontana (FVG3), la ciclovia del Tagliamento (FVG6) e la ciclovia della Carnia (FVG8).
I percorsi sono ben segnati e collegati con il trasporto pubblico in maniera intermodale: i tracciati ciclistici si integrano alla perfezione con le ferrovie e con i trasporti marittimi per via marittima e fluviale.

Palazzo di Sopra - Spilimbergo. Credits: @Fabrice Gallina

In Friuli Venezia Giulia, si pedala attraversando un territorio di confine, che è ancora Italia ma ha già il sapore dell’Est, dove le culture si mescolano e le differenze diventano un’occasione di arricchimento. Le ciclovie sono disseminate di siti UNESCO, musei e monasteri a tal punto che vi sarà difficile non scendere dalla bici per visitarne alcuni, o per lasciarvi tentare dagli ottimi vini e dalla gastronomia della regione. Se dovesse venirvi la voglia di praticare anche un altro sport, sul territorio non c’è che l’imbarazzo della scelta: canoa, kayak, windsurf e altri sport acquatici nei fiumi e in mare, parapendio e deltaplano, falesie e palestre di arrampicata, parchi avventura e percorsi di trekking sulle Dolomiti Friulane.

Ciclisti tra i vigneti. Credits: @Devis Solerti

Ciclovia pedemontana FVG3: un itinerario ciclistico e culturale

La Pedemontana attraversa il Friuli Venezia Giulia tracciando un arco ideale ai piedi delle Alpi: è un percorso di circa 180 chilometri con dislivello e pendenze mai eccessivi, che si snoda tra strade secondarie e poco trafficate, piste ciclabili e facili sterrati. Il punto di partenza è fissato a Sacile, quello di arrivo a Gorizia-Nova Gorica, capitali europee della cultura nel 2025, in mezzo c’è tutto un mondo di paesaggi, storia, natura, cultura e gusto.

La prima tappa da Sacile conduce a Maniago, borgo famoso nel mondo per la produzione di coltelli, passando per il borgo di Polcenigo, il cui paesaggio è plasmato dall’abbondanza d’acqua. Sul fiume Livenza si trova il sito UNESCO di Palù di Livenza, dove l’uomo primitivo viveva su palafitte, oggi semisommerse e visitabili a bordo di barchini. Sono inoltre notevoli le vicine sorgenti del Gorgazzo, da cui fuoriesce acqua cristallina infiltratasi a monte dei sistemi carsici delle Prealpi. Una breve deviazione sul percorso di questa tappa conduce a Pordenone, città designata come Capitale italiana della cultura per il 2027, un centro urbano sorprendente per la sua vivacità e creatività.

La seconda tappa della pedemontana da Maniago raggiunge Gemona del Friuli, borgo medievale contaminato dalla Street art e dall’architettura contemporanea. Qui, il tracciato della FVG3 si interseca con la ciclovia dell’Alpe Adria e con quella del Tagliamento, permettendo al cicloturista di giostrare i percorsi come preferisce. Dal punto di vista gastronomico, siamo nella patria del prosciutto di San Daniele DOP, prodotto nell’omonimo paese grazie a una tradizione millenaria e a un microclima particolare, che ne consente la stagionatura.

Prosciutto San Daniele. Credits: @Gianpaolo Scognamiglio

Durante la terza giornata in bicicletta si continua verso Est, attraversando un territorio collinare e fluviale: un primo stop è d’obbligo a Spilimbergo, cittadina sulle rive del fiume Tagliamento, sorta nel Medioevo attorno al nucleo del castello e poi ampliata durante il Rinascimento. Qui ha sede la Scuola Mosaicisti del Friuli, che tramanda le tecniche musive romane e bizantine e sperimenta nuove soluzioni artistiche per la contemporaneità. Rimontando in sella si raggiunge Cividale del Friuli, delizioso borgo che fu uno dei primi insediamenti longobardi in Italia, e conserva le tracce di questa popolazione nel suo Museo archeologico, con un’esposizione di corredi funebri davvero sorprendente. All’esterno meritano una visita il tempietto longobardo e il misterioso ipogeo celtico, edificio di cui è ignoto l’utilizzo originario. Le ipotesi indicano che si trattasse in epoca celtica di un luogo di sepoltura, in epoca romana e longobarda di un carcere.
Per non lasciare indietro il gusto, a Cividale è impossibile non fermarsi da Al Monastero, il ristorante più tradizionale del centro storico, che rivisita i piatti della tradizione rendendo molto difficile la scelta tra i piatti del menù.

A spasso in passeggino a Sacile. Credits: @Fabrice Gallina

Durante la quarta tappa si attraversano i paesaggi collinari e rurali friulani fino a raggiungere Gorizia/Nova Gorica, cittadina ideale per essere esplorata su due ruote. La città era stata tagliata in due da un confine nel 1947, in seguito ai Trattati di Parigi, e gli abitanti si erano trovati – in molti casi – con il negozio in Italia e la casa in Slovenia, o con la cucina in Italia e la stalla in Slovenia. Attraverso la frontiera fioriva il contrabbando, oggi raccontato nel museo della Prepustnica, nome in sloveno del lasciapassare che veniva rilasciato a chi viveva a meno di dieci chilometri dal confine. Questo è stato aperto solo nel 2004, in seguito all’ingresso della Slovenia nell’Unione Europea: il simbolo dell’abbattimento del confine è oggi nella piazza Transalpina, con un mosaico che raffigura l’esplosione del ceppo su cui erano tese le reti che dividevano in due parti una sola città.

Giardino Viatori. Credits: @Fabrice Gallina

Una buona pedalata merita sempre una buona bottiglia come conclusione: nelle vicinanze di Gorizia la si può trovare alla Tenuta Luisa, azienda vinicola portata avanti dalla stessa famiglia dal 1907, ettaro dopo ettaro. Una visita a questa tenuta va oltre la semplice degustazione: si percepisce fin dal primo momento la dedizione che il nonno Eddi e la nonna Nella hanno trasmesso ai figli e ai nipoti per la vinificazione e per l’accoglienza, la stessa che si può trovare oggi al Wine Resort della Tenuta Luisa.

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