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Guida alla scelta dei pedali clipless

Guida alla scelta dei pedali clipless

I pedali a sgancio rapido sono la soluzione più diffusa nel mondo della mountain bike, assicurando il miglior equilibrio tra efficacia in pedalata e sicurezza in discesa.

Cristiano Guarco

15 Novembre 2021

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Quando si tratta di pedali, la maggior parte dei biker si divide in due schieramenti: agganciati o liberi, altrimenti conosciuti come clipless e flat. Alcuni appassionati cambiano a seconda di cosa e dove stanno girando in mountain bike.

In ogni caso, ogni tipo di pedale è perfettamente adatto all’utilizzo off-road, a seconda che si preferisca l’efficienza in pedalata o la libertà di movimento in discesa. Vi abbiamo già spiegato come sono fatti i pedali flat, ora arriva il momento per approfondire il discorso di quelli a sgancio rapido. (Leggi: “Guida alla scelta dei pedali flat”)

Noti anche come clip-in o clipless, incorporano un meccanismo su entrambi in lati che si blocca sulla tacchetta di metallo avvitata nell’apposita sede ricavata sulla parte inferiore della scarpa. Pedale e tacchetta sulla scarpa sono vincolati in modo saldo, ma una semplice torsione del piede – verso l’esterno o l’interno – favorisce lo sgancio istantaneo.

Cosi come accade per l’approccio “libero” dei pedali e scarpe flat, anche nel caso di quello clipless ci sono pro e contro. Tra i vantaggi, troviamo ovviamente la grande efficacia nella pedalata, essendo il biker un tutt’uno con la bici e scaricando tutta la potenza impressa sui pedali, oltre a un altro aspetto trascurato: la solidità dell’insieme aiuta a superare con naturalezza e fluidità i tratti tecnici – in discesa ma anche nel pedalato –, non perdendo l’appoggio a causa di urti e vibrazioni ripetute. Tra i contro, ovviamente la necessità di applicare un movimento rotatorio sul piede per svincolarlo dal pedale in situazioni critiche, o semplicemente per dare una zampata a terra in curva. Non manca anche la scarsa propensione ad affrontare tratti camminati più o meno lunghi, per la presenza della tacchetta all’interno della suola, che tende a danneggiarsi su fondi rocciosi.

 

 

Le opzioni per i pedali a sgancio sono realmente ampie, con il design che riflette la destinazione d’uso. Da quelli più compatti e leggeri per il cross country, offrendo esclusivamente il supporto per l’aggancio, a quelli che replicano la costruzione dei pedali flat, quindi per impieghi enduro/gravity, con ampia piattaforma (dotata di pin) al cui interno si trova il meccanismo clipless. Questi ultimi offrono il meglio dei due mondi: efficienza, sostegno e controllo, dalla salita alla discesa.

 

 

Vediamo ora i pilastri portanti di ogni pedale a sgancio che si rispetti.

 

Regolazione della tensione

La maggior parte dei pedali clipless ha una regolazione che agisce sulla tensione della molla che tiene la tacchetta in posizione. Aumentando la tensione – girando la vite in senso orario – cresce proporzionalmente la forza necessaria per liberare il pedale, il che riduce la possibilità di sgancio involontario e/o accidentale. Aumentarla in modo eccessivo rende ovviamente la procedura più lenta e difficoltosa. Come sempre, è necessario trovare il giusto equilibrio per le proprie esigenze e il proprio stile di riding.

 

Tacchette

La maggior parte dei pedali usa tacchette specifiche. Lo standard più diffuso è quello SPD di Shimano, accanto a questo troviamo le soluzioni proprietarie di Crank Brothers, Time, e Look (le alternative più diffuse). Presentano un aspetto simile, e lo stesso sistema di montaggio sulle scarpe: due viti collocate sulla sede – personalizzabile sulla lunghezza del piede entro un limite predeterminato – ricavata all’interno della suola.

 

Gabbia

Una cosiddetta gabbia intorno all’attacco assicura un maggiore sostegno al piede, protegge il meccanismo dai danni accidentali, e fornisce anche un riferimento per agganciare in modo corretto. Alcune gabbie sono più estese, rispetto a quelle minimali – per dimensione e peso – dei pedali da cross country, diventando delle vere e proprie piattaforme (fino a replicare per forma e ampiezza quelle dei modelli flat), con pin sulla parte anteriore e posteriore, oltre a piastre dalle dimensioni ridotte per aiutare sia il corretto posizionamento del piede sia il grip, agganciato o meno.

 

Floating

Con il termine Floating ci si riferisce alla quantità di movimento libero – sia di rotazione sia di oscillazione da un lato all’altro – che è disponibile con la scarpa vincolata sul pedale e prima che si sganci. Per alcuni design, come quello proprietario di Crank Brothers, il Floating è indipendente dalla tensione della molla – non regolabile – anche se si può cambiare l’angolo di rilascio, e quindi il movimento libero, scambiando il posizionamento delle tacchette sulle scarpe (design asimmetrico).

Per un sistema tradizionale come Shimano SPD, ma anche per altri produttori, a catalogo sono presenti diverse soluzioni per fermezza dell’aggancio (Floating ridotto o addirittura assente), a seconda che si prediliga maggiore efficienza in pedalata o più sicurezza in discesa.

 

Ruotismi e asse

I pedali devono ruotare liberamente e senza gioco. Sono caricati in modo costante dal vostro peso corporeo, questo è il motivo principale per cui utilizzano una combinazione di cuscinetti a cartuccia (rulli e aghi) e/o boccole. Sono anche dotati di sigilli per evitare le dannose infiltrazioni di sporco e umido.

Cuscinetti e boccole ruotano intorno a un asse, che vincola la gabbia del pedale alla pedivella. Alcuni modelli di fascia alta usano perni in leggero titanio. La maggior parte impiega invece assi in acciaio, che assicura in ogni caso la giusta dose di rigidità, robustezza e resistenza all’usura. Solitamente l’asse presenta un incavo per chiave esagonale da 6 o 8 mm sull’estremità interna per il montaggio sulla bici, molto più raramente (modelli di fascia bassa) il classico innesto per la chiave aperta da 15 mm, in corrispondenza dell’inserimento del perno sulla gabbia.


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