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ENDUdream2, il viaggio tra i 2 vulcani di Giampiero Monti

ENDUdream2, il viaggio tra i 2 vulcani di Giampiero Monti

Il 18 ottobre è stato il giorno della partenza della Two Volcano, una gara di Gravel tra Vesuvio ed Etna, 1175 km e 22500 m di dislivello, cui Giampiero Monti ha partecipato con ENDUdream2.

ENDU

10 Novembre 2020

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Il giorno 18 ottobre sono partito per questa nuova avventura The Two Volcano Sprint con la “mia” Cannondale Topstone Carbon carica di borse e di sogni. Il percorso decisamente impegnativo: 1175 km e 22500 m di dislivello, partenza alle falde dal Vesuvio con arrivo a Nicolosi a ridosso dell’Etna .

Meeting point ad  Ercolano, dove ci aspettava il controllo bici e l’incontro con la mitica Juliana Buhring, organizzatrice e detentrice del record del giro del mondo in bici. Ritrovo con vecchi e nuovi amici, tra cui Omar Di Felice (terzo assoluto) che funge da padrone di casa per ENDU e mi fa una breve intervista; alle 17 briefing pre partenza, una pizza e poi tutti a nanna.

Giorno 1. Alle 5,30 del giorno dopo partenza in salita ai piedi del Vesuvio. E’ freddo e  buio, la salita riscalda subito, noi partecipanti siamo tanti fanalini rossi che si inseguono, io parto piano c’è tanta strada da fare.
Arrivo in cima, giubbino e via per ritornare ad Ercolano e poi proseguire la tappa giornaliera sino al Monte Faito, che mi chiede 12 km di salita, una strada chiusa al traffico quanto tutta rovinata con il pro di essere in mezzo al verde. In vetta mi aspetta lo spettacolo della penisola Sorrentina ,il tempo di mangiare una barretta energetica VOLCHEM e via in discesa.
Il percorso si snoda lungo tutta la costa Amalfitana, la giornata è splendida e c’è il sole, troppe moto sulla strada, ma è domenica. Ravello, Vietri, Salerno, un continuo saliscendi.
Poi la strada spiana, è caldo e i km di pianura tanti: mi fermo a mangiare un meritato piatto di pasta. Riparto. Il sole comincia a tramontaree arrivo al famoso muro di Pisciotta: uno strappo lastricato a gradoni con oltre il 20% di pendenza, durissimo ma tengo duro e non metto il piede a terra! Il panorama in cima richiede lo  scatto di qualche foto. La salita prosegue sino a Camerota: è buio, ed un residence/ristorante mi appare come un miraggio, decido che è ora di fermarsi, con 250 km fatti.
Dopo un’ottima cena ed un discreto riposo, alle 5 del mattino riparto, inizia il giorno 2.
Spettacolare il tratto a picco sul mare sino a Sapri. Purtroppo qui il maltempo ha fatto danni pazzeschi e con la bici devo percorrere parecchi km di strada danneggiata ancora da riasfaltare.
Proseguo lungo il mare costeggiando Maratea, Praia Mare, e da qui inizia la salita verso San Nicola Arcella per poi proseguire su sino al colle di San Martino nel Parco del Pollino.
Finalmente la discesa, lungo il percorso mi aspetta una strada in ghiaia e mentre mi gusto le qualità della mia Cannondale Topstone arrivo a tutta velocità nello spiazzo di una casa contadina da cui sbucano con tre maremmani liberi, ed essendo in Campania non sono cittadini ma cani! Visto l’abbrivio decido di proseguire la corsa senza rallentare: la tattica li ha spiazzati non aspettandosi mantenessi la velocità! Ho sudato freddo! Sentendo i latrati allontanarsi mi sono tranquillizzato. E’ scesa la sera e lungo la strada incontro un ristorante: una bistecca con patatine ed una birra media sono proprio quello che ci voleva. Cerco poi di riposare presso un motel .
Giorno 3. Riparto sempre di buon’ora, la giornata scorre tranquilla e pedalo sino  ad arrivare a Bisignano, ed è già scesa la sera. Stop per la cena presso una pizzeria, chiedo notizie al proprietario su dove poter dormire, ma lui con tante telefonate non mi trova niente. Decido di proseguire nonostante la sua insistenza a non fare il percorso di nottetempo, la strada è boschiva e piena di cinghiali, ma l’avventura è avventura e si procede. Più avanti so già ci sarà un intoppo e infatti all’una di notte arrivo in un bosco nei neanche pressi di un torrente che ha tracimato. Devo cercare una specie di ponte che unisce le due rive, non sarebbe facile vederlo di giorno, di notte poi… Alzo la bicicletta per farmi luce, il tempo passa, chiamo l’organizzazione: nessuna risposta.
Continuo a cercare con i piedi nell’erba fradicia e dopo un po’…

ECCOLO.

Mi appare come un miraggio. Sollevo la bici sopra la spalla e passo all’altra riva, ma per tornare sulla strada devo comunque mettere i piedi dentro una bella pozza d’acqua.Si riparte: pedalo in fretta per scaldarmi e provare ad asciugarmi. Tutto in salita ma poi a un certo punto, sento arrivare la stanchezza, devo fermarmi…

ma dove? sono in aperta campagna. Per fortuna da quelle parti si trovano delle Cappelle votive, mi ci infilo con la bici e, steso dentro al mio sacco-sopravvivenza acquistato da SPORTLER(come tutta l’attrezzatura che ho con me), mi addormento.
Diciamo che il giorno 4 parte alle 4.30, sebbene sia un continuum dal giorno 3, riparto dal Parco della Sila, quanto verde! Quanta natura! Attraverso diversi paesini dove faccio rifornimento di panini entro nell’Aspromonte e a Delianuova mi accorgo che il GPS è in blocco e sia il cellulare che la powerbank si stanno scaricando. Trovo un negozio di informatica e chiedo se possono aiutarmi a ricaricare, trovo il soccorso di un ragazzo gentilissimo che mi offre anche il caffè.
Il soccorso tecnologico dura solo un’ora, riparto ma è già buio. L’Aspromonte profondo mi aspetta, sto per arrivare alla discesa che porta al traghetto per la Sicilia, quando all’improvviso sento uno scalpitio provenire dalla foresta, il ringhio di una cane libero si avvicina, non so che velocità io abbia fatto, complice un po’ di discesa ma anche questa volta l’ho scampata. Comincio a vedere le luci in lontananza di Villa San Giovanni ma incontro un hotel ristorante e qui decido di fermarmi.
Giorno 5 già da un po’, alle 4.00 riparto e riesco a prendere il traghetto per la Sicilia delle 6. Ancora 180 km al traguardo. Dopo un’abbondante colazione a Messina, la strada sale ripida ma lo spettacolo della natura davanti al mare aperto riempie gli occhi, pedalo per diversi km lungo la costa sino a Milazzo poi ci si sposta nell’entroterra peer arrivare a Linguaglossa.
Giunti a Zafferana Etnea al tramonto si intravede l’Etna e comincia la dura salita di 18 km, forse tappa anche del Giro.
La strada non passa più, il tempo sembra essersi fermato, tutto intorno è buio. Finalmente arrivo in cima, nemmeno il tempo di gioire che la cenere del Vulcano mi riempie bocca e occhi… via a tutta verso Nicolosi! Mancano solo 20 km verso il sospirato traguardo. Eccomi finalmente! La piazza illuminata, gli arancini caldi, la birra, Juliana e gli altri amici dell’organizzazione che mi aspettano per festeggiarmi.

Ce l’ho fatta!!!

Giampiero Monti con la Cannondale Topstone
Un Grazie particolare ovviamente a ENDU che mi ha supportato in questa avventura con ENDUdream2, a CANNONDALE che mi ha fornito la TopStone, una bici eccezionale, LA SPORTIVA  che mi ha fornito il giubbotto impermeabile, sebbene per fortuna non l’abbia usato, VOLCHEM per gli integratori in allenamento ed in gara, e SPORTLER da cui ho ordinato di tutto già durante il lockdown, offrendomi un’esperienza di acquisto online unica, dall’abbigliamento bike all’attrezzatura per il bikepacking.

ENDUdream2 finisce così per me, il mio sogno del coast to coast degli Stati Uniti, progetto originale è stato rinviato al 2021, come tanti appuntamenti in questo complicato anno che mi ha visto cercare una gara per giustificare la mia partecipazione a questo progetto, annullate una dopo l’altra fino a questa Two Volcano che per fortuna ha resistito.