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Bici da Triathlon, aero o TT dipende dai regolamenti

Bici da Triathlon, aero o TT dipende dai regolamenti

Abbiamo analizzato quali siano le distanze del triathlon, andiamo adesso a vedere come, quale e perché scegliere la bici da triathlon.

Andrea Toso

10 Novembre 2020

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La bici da triathlon è la spesa maggiore di questo bellissimo sport che unisce nuoto, ciclismo e corsa, obbligando noi amatori ad investimenti importanti dopo aver sognato il mezzo perfetto.

Vediamo i pro su bolidi super aerodinamici, piegati sulle prolunghe a produrre watt su watt andando a chiudere distanze a velocità incredibili, ben oltre i 45 km/h per 90 km, ma qual è la bici da triathlon da acquistare?

La prima distinzione, la più ovvia, è se si partecipi a triathlon con frazione ciclistica su asfalto o su sterrato, nel secondo caso è obbligata la scelta di una MTB, come nel caso del nostro ambassador Filippo Rinaldi.

Se invece, come la maggior parte degli amatori, si sceglie di pedalare su asfalto, la bici da triathlon ha due mondi in cui immergersi:

la bici da strada                   la bici da cronometro

La scelta di che bici da triathlon acquistare è figlia dei regolamenti ancor prima dell’aspetto, dato che le distanze sprint e olimpico con scia (draft) vietano l’utilizzo delle prolunghe che escano dal manubrio, sono invece lecite quelle corte.

Le gare in cui la scia è vietata (no draft) come sta accadendo per le poche gare disputate nel 2020, vedono invece la possibilità di utilizzo delle bici da cronometro (Time Trial, sincopato in TT). Queste bici montano prolunghe che garantiscono una migliore aerodinamica, figlia della posizione più compatta, con un impatto frontale dell’aria molto minore, un diverso disegno sia del telaio con tubi più aerodinamici che una rigidità maggiore; tendenzialmente si pedala perpendicolari alla corona, con la conseguenza che quando si è in posizione sulle prolunghe la testa è sopra il mozzo della ruota anteriore, una sensazione strana da gestire.

Alessandro Degasperi

Non solo, il telaio un po’ più corto e questa posizione avanzata fa sì che girando il manubrio, il piede urti la ruota quando il pedale sia al primo quarto, rendendo la guida un po’ più d’esperienza, comunque da abituarsi alla dimensione differente.
Sulla bici da cronometro si usano ruote con profilo tendenzialmente più alto, addirittura lenticolari complete sulla posteriore, ma dipende sia dal percorso, più o meno ondulato, che dalle condizioni meteo: il rischio vento richiederà profili minori.

Quindi a parte questo 2020 in cui ogni gara age group, anche sprint e olimpico,  in Italia si è svolta in versione no draft, quindi con la possibilità di utilizzo delle bici da triathlon TT o crono, le distanze classiche per questi bolidi sono i medi o i full, quindi 70,3 o Ironman, per tradurre in linguaggio comune. Il circuito Ironman ha anche la gara su distanza olimpica denominata 51,50 in cui vale il regolamento no draft ed è quindi lecita la bici da cronometro, come pure (poche) altre gare.

Disegnato il campo d’azione delle bici da cronometro o TT, il resto del mondo della bici da triathlon è costituito dalle BDC “tradizionali”, anche se esistono modelli più focalizzati all’aerodinamica, le cosiddette “aero”, con telaio un pelo più rigido che vengono usate nel ciclismo nelle tappe pianeggianti, specialmente dagli sprinter.

Bici da triathlon Scott Foil
Bici da triathlon Scott Foil

Andando a zonzo tra i brand possiamo citare la Scott Foil che usa Alistair Brownlee, la Cannondale SuperSix, la Canyon Aeroad, ma anche la Specialized Tarmac SL-7 usata da Vincent Luis e Flora Duffy, la De Rosa SK Pininfarina, e così via.

Poi dipenderà dalla gara che si va ad affrontare, dato che triathlon non significa per forza percorsi piatti e veloci, ma talvolta anche percorsi ciclistici collinari o con salite importanti in cui bici più agili possono risultare vincenti. Pensiamo a Gustav Iden che sorprese tutti nel 2019 a Nizza per le finali di 70.3, quando utilizzò la bici da strada con le prolunghe da cronometro dato il percorso impegnativo previsto, staccando Alistair Brownlee e Rudy Von Berg, che usarono la bici TT.

Bici da triathlon Gustav Iden al Mondiale di NIzza
Bici da triathlon Gustav Iden al Mondiale di NIzza

Chiaramente per iniziare, come sempre meglio da distanze più brevi, ce ne parlerà coach Davide Labanti a breve, ha più senso  iniziare con una bici da strada imparando ritmi e difficoltà delle gare  sprint e olimpico per poi allungare a mezzi e full ironman, l’esperienza servirà sicuramente, sia sulla gestione di gara, quanto ancor prima sulla guida della bicicletta.