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The Two Volcano Sprint, Omar di Felice terzo assoluto ci racconta la sua gara

The Two Volcano Sprint, Omar di Felice terzo assoluto ci racconta la sua gara

Dal Vesuvio all’Etna: la costa, il Pollino e la Sila, un viaggio nel sud Italia. Questa la “The Two Volcano Sprint” divenuta un vero e proprio “campionato del mondo” di ultracycling.

ENDU

11 Novembre 2020

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1100 km e 22 mila metri di dislivello.

Dal Vesuvio all’Etna attraverso la costa, il Pollino e la Sila. Un lunghissimo viaggio nel sud Italia. Questa la “The Two Volcano Sprint” gara di chiusura del calendario di ultracycling, divenuta gioco forza un vero e proprio “campionato del mondo” data la presenza al via di alcuni dei più forti ultracyclist d’Europa.

La stagione corta per via del Covid-19 e la sapiente macchina organizzativa (nonostante fosse la seconda edizione) messa in atto da Juliana Buhring hanno fatto si che la “The Two Volcano Sprint” sia diventata l’appuntamento di fine stagione imprescindibile per questo folle e complicato 2020

The Two Volcano Omar
The Two Volcano

La partenza all’alba dalle pendici del Vesuvio

Ore 5.30 am: 70 ultracyclist al via. Nel termine “Sprint” sta la definizione di ciò che sarebbe stata nel mio immaginario la gara. La partenza, volutamente “a tutta” per approfittare delle prime due ascese di giornata (Vesuvio e Faito) e fare da subito la selezione rispetto ai tanti atleti piu portati di me per il lungo e successivo tratto pianeggiante lungo la costa tra Amalfi, Sorrento ed il Cilento.

Subito in testa insieme al tedesco Ulrich Bartholmoes (vincitore 2019) e al francese Sofiane Sehili, una caduta rimescola velocemente le carte. 

Ancora dolorante e con la divisa completamente strappata non ho altra scelta che proseguire. Troppo importante l’occasione per lasciarsela sfuggire ma, soprattutto, troppa la voglia di non vanificare l’ultimo mese di allenamento su e giu dallo Stelvio per non stringere i denti. Poco importa se la prima sosta forzata, per medicare le ferite, è arrivata solo all’inizio della prima notte, prima di attaccare la lunga salita verso la Sila

The Two Volcano Omar
The Two Volcano

La Sila, la pioggia, la notte e gli attacchi dei cani

La prima notte tra Pollino e Sila, infiamma la lotta per il podio: ripartito in terza posizione dietro Ulrich e Sofiane (1 ora di sosta complessiva per medicare le ferite e verificare che non ci fosse nulla di piu grave) la lunga traversata tra Pollino e Sila sancisce l’ingresso in Calabria ma anche, e soprattutto, l’inizio della fase piu delicata, quella del passaggio in zone “presidiate” tanto da cani randagi quanto da altri a guardia delle greggi. 

Quello dei cani notturni è ormai un problema noto in alcune gare di ultracycling, per cui cerco di mantenere la calma e non buttare all’aria la gara anche se in alcuni settori, soprattutto quelli sterrati, diventa arduo seminare i branchi di cani incontrati.

L’alba regala una tregua dalla pioggia e dal maltempo: siamo ad ottobre e la forte escursione termica fa si che la fatica sembri il doppio rispetto a quella fatta durante le competizioni estive. La privazione del sonno diventa ancor più decisiva quando bisogna forzare il fisico a restare sveglio in queste condizioni

L’Aspromonte e la seconda notte decisiva

Il ritmo di gara è sempre più serrato: le previsioni iniziano a delineare un tempo finale previsto ben al di sotto delle 61 ore (tempo impiegato dal vincitore del 2019) per noi tre che ci giochiamo la vittoria, segno che il ritmo è elevatissimo. Il rischio di saltare, ovviamente, è dietro l’angolo e per questo decido di effettuare una seconda veloce sosta prima della picchiata che mi porterà al’imbarco del traghetto per la Sicilia. 

Ulrich è saldamente in testa, Sofiane si imbarca 2 ore dopo mentre io prendo il traghetto successivo. 2 ore dopo Sofiane e ben 4 dopo Ulrich.

La gara continua senza alcuna sosta: mai così vicini i primi 3 dopo 900 km di gara, mai così folle la gestione del sonno. Nessuno di noi ha chiuso occhio e, continuando di questo ritmo, termineremo la corsa senza alcuna sosta per il sonno.

The Two Volcano Omar
The Two Volcano Etna

Verso l’Etna

200 km dalla fine. E’ qui che nella mente scatta un moto d’orgoglio. Certo del podio, ormai, decido che è il momento per movimentare gli ultimi 200 km tentando il tutto per tutto. Ogni cavalcavia improvviso una volata, ogni salita, piu o meno breve, diventa il terreno su cui rosicchiare minuti ai due rivali. 

Il sole sorge, regalando l’alba più bella: per chi pensa che la Sicilia sia solo mare e caldo beh, ho sotto gli occhi la bellezza del suo entroterra. 

Lo spettacolo delle luci del mattino affievolisce le fatiche e rende la rincorsa verso Zafferana Etnea più indolore del previsto. Sono già alla base della salita. E’ tempo dell’ultimo sforzo, quello decisivo.

Alla fine il gap con Sofiane si sarà ridotto a 30 minuti, un’ora in più rispetto ad Ulrich che si conferma il vincitore. 

Si fa spazio un pò di rammarico: senza la caduta, probabilmente, avrei potuto completare questo piccolo capolavoro, figlio di una stagione iniziata in Mongolia tra mille peripezie dopo un incidente che aveva rischiato di far saltare tutto.

Il cronometro finale conferma la mia convinzione: al netto delle soste e del gioco dei traghetti, sono stato il piu “veloce” nella parte pedalata.

Il 2020 si chiude così, con questo velocissimo sprint. Un lungo viaggio attraverso il Sud Italia, troppo spesso dimenticato dagli itinerari piu battuti ma pieno della sua bellezza e del fascino della sua gente.

Foto di Danilo Sguali @2Volcanosprint