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Tech&Test, Jaked Challenger e Shocker

Tech&Test, Jaked Challenger e Shocker

Nella puntata in diretta di Tech&Test Luca Sacchi ci racconta, con il supporto del triathleta Daniel Fontana,2 mute molto diverse di Jaked, Challenger e Shocker

Andrea Toso

21 Gennaio 2021

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La puntata in diretta di Tech&Test è dedicata alle mute di Jaked, azienda specializzata nel nuoto che sponsorizza tra gli altri campioni Federica Pellegrini e l’ospite odierno di Luca Sacchi, padrone di casa, e delle piscine di ENDUchannel, Daniel Fontana, triathleta long distance che ha partecipato a diverse edizioni delle finali Ironman di Kona.

Per calzare la muta in modo ottimale Luca ci lascia qualche accortezza da seguire:

  • Usare i guanti che si trovano nella confezione è buona norma, le unghie segnano il neoprene e possono danneggiarlo in maniera importante.
  • Cercare di infilare la muta da asciutti, prima di fare il bagno, per non faticare il doppio per scorrere all’interno di questa.
  • Usare un sacchettino da infilare sui piedi prima, e sulle mani poi, accelera l’ingresso annullando gli incastri delle dita e l’umidità maggiore delle estremità.
  • Luca se ne dimentica nel video ma se ne ricorda durante la diretta, tagliarsi le unghie di mani (e piedi!) per diminuire il rischio di danneggiare la muta.

Challenger è una muta inquadrata come medio livello, come punto prezzo e come resa teorica.
La prima impressione sulla pelle di Luca Sacchi calzata la Jaked Challenger è di ottimo comfort, il neoprene è morbido e tagliata con spessori differenti per ottimizzare le varie necessità richieste ad una muta: busto e glutei 3mm, 1,5 mm dal ginocchio in giù e maniche, 4,5 mm sulle cosce per garantire un galleggiamento superiore.
Il galleggiamento è quindi ottimale, le gambe inaffondabili e anche un grande nuotatore come Luca Sacchi ne gode.
Le cuciture non si avvertono in nuotata, sembra un pezzo unico nonostante gli spessori differenti. La muta sul collo sigilla bene anche se Luca sente la presenza, pro e contro di una buona chiusura. Entra poca acqua sia dal collo e niente dalle maniche, ottima resa.
La Challenger Jaked non limita i movimenti del corpo, quindi anche dopo qualche centinaio di metri non si sente un affaticamento maggiore che nuotando “naked”.

Per la seconda muta in test si sale di livello: la Jaked Shoker nasce dal concetto di massima libertà all’articolazione della spalla, essendo nella categoria top di gamma sia per triathleti con un nuoto molto forte, che per nuotatori di acque libere. Questi ultimi che raramente amano questa protezione, sentendone più il fastidio che i pregi.
Il neoprene nella Jaked Shoker aumenta nella zona cosce a 4,8mm, 4mm sul busto e scende a 0,5 mm sulle braccia e dal ginocchio in giù. Il galleggiamento è molto diverso, si sente molto essendo riservato a nuotatori esperti che non necessitano aiuti. La differenza di spessore dai 4 mm del busto ai 0,5 mm delle spalle braccia si sente sulla pelle, inevitabile.
Riassumendo, Jaked Shoker una muta più “severa” per nuotatori veri, con una protezione dal freddo minore che su altre per lo spessore minimo delle maniche.

Le divertenti chiacchiere sull’evoluzione delle mute e sulla carriera di Daniel Fontana le lasciamo alla diretta differita che trovate sul link che pubblichiamo, dove troverete anche il listino prezzo dei prodotti e qualche altra curiosità.

Non possiamo mica svelarvi tutto!

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