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Un nuotatore in piscina solleva un pull buoy giallo, con borraccia e tavoletta appoggiate sul bordo vasca
School of Swimming

Pull buoy nel nuoto: come usarlo, dove posizionarlo e quando evitarlo

Tra le cosce, sotto le ginocchia o alle caviglie: come usare il pull buoy per migliorare bracciata, respirazione e assetto in acqua, con quali stili e quanti metri fare senza diventarne dipendenti.

con Luca Sacchi ·

Pull buoy: alleato prezioso o "delizioso strumento di tortura"?

Il pull buoy è uno degli attrezzi per il nuoto più diffusi in vasca, ma anche uno dei più fraintesi. Usato bene aiuta a migliorare tecnica, galleggiamento e respirazione; usato male rischia di diventare una stampella di cui non si riesce più a fare a meno.

In questo episodio di School of Swimming su ENDU Channel, Luca Sacchi risponde a due domande arrivate dai follower. La prima è di una ragazza che sta imparando lo stile libero: il suo istruttore le dice che alza troppo la testa quando respira e che usa troppo le gambe, con un grande consumo di energia e una spinta di braccia limitata. La seconda riguarda la differenza tra posizionare il pull buoy alle cosce o alle caviglie. Due domande diverse, con un denominatore comune: il pull buoy.

Cos'è il pull buoy

Il pull buoy è un galleggiante che si tiene tra le gambe per mantenere il corpo in asse e nuotare senza usarle. Proprio per questo può essere un valido aiuto ma anche, come lo definisce Luca, un “delizioso strumento di tortura”: migliora il galleggiamento, ma senza la spinta delle gambe tutto il lavoro ricade sulle braccia, che devono forzare di più la bracciata.

Perché usare il pull buoy

Il pull buoy è particolarmente utile per:

  • Isolare le braccia: con le gambe ferme e sostenute dal galleggiante, ci si concentra solo sulla bracciata.
  • Correggere l'uso eccessivo delle gambe: se fatichi a trovare l'equilibrio tra braccia e gambe, togliere temporaneamente le gambe dall'equazione ti permette di lavorare sul punto debole.
  • Lavorare su testa e respirazione: non dovendo pensare alle gambe, puoi prestare più attenzione alla posizione della testa durante la respirazione. È la risposta alla prima domanda.
  • Allenare la bracciata: senza la spinta delle gambe, le braccia lavorano di più.
  • Fare esercizi di remata: con il galleggiante a sostenere il corpo puoi concentrarti solo sulla fase di avanzamento, con remate a qualsiasi altezza, a pancia in giù o in su, in direzione della testa o dei piedi. Insomma, ci si può sbizzarrire.

Dove posizionare il pull buoy: cosce, ginocchia o caviglie?

La posizione del pull buoy cambia il modo in cui il corpo galleggia. Ecco le differenze.

Posizione classica: tra le cosce

È la collocazione storica e la più semplice. Questo posizionamento:

  • sostiene il corpo vicino al suo baricentro naturale;
  • permette di nuotare e virare con facilità, senza che il pull buoy scappi;
  • è la scelta giusta per l'allenamento vero e proprio, quando devi fare tanti metri e allenare la bracciata.

Appena sotto le ginocchia o alle caviglie

Spostare il pull buoy rende il movimento più complicato, ma crea degli sbilanciamenti controllati che aiutano a percepire come il corpo galleggia. È una soluzione utile per correggere problemi specifici dello stile libero:

  • è indicata per chi non ha una percezione corretta del galleggiamento del bacino, ad esempio chi nuota con il sedere troppo alto rispetto alla superficie dell'acqua;
  • spostando il sostegno più in basso, il corpo tende naturalmente a distendersi in modo più omogeneo in acqua;
  • si usa su tratti brevi, come 25, 100 o 200 metri, concentrandosi sull'equilibrio del corpo.

Nello stile libero, tra la posizione sotto il ginocchio e quella alla caviglia la differenza non è così importante: entrambe servono allo stesso scopo.

Quanti metri fare con il pull buoy

Dipende dal livello di allenamento: si può partire da 200 metri (8 vasche classiche) e arrivare a serie da 1.200, 1.600 o anche 2.000 metri.

Attenzione però a non abusarne. Gli uomini, che in genere galleggiano meno delle donne con gli arti inferiori, traggono grande beneficio dal pull buoy, ma proprio per questo rischiano di abituarsi. E quando ci si abitua a nuotare sempre con il galleggiante, poi si fa una fatica tremenda a lasciarlo da parte. Va usato, sì, ma con intelligenza.

Pull buoy e stili di nuoto

  • Stile libero: l'uso più comune, sia per allenamenti lunghi sia per esercizi tecnici.
  • Dorso: molto utile, perché aiuta ad aumentare la frequenza di bracciata.
  • Rana: più difficile, perché il pull buoy limita il movimento e la rana ha bisogno del supporto del calcio delle gambe.
  • Delfino: poco consigliato, perché il pull buoy blocca il movimento del bacino, fondamentale in questo stile. C'è chi lo usa, ma non è un'abitudine comune.

In sintesi: usalo, ma non abusarne

La regola è semplice: allenati con il pull buoy e fai esercizi con il pull buoy. Quando però hai imparato il gesto in modo corretto, rimettilo nella sua posizione naturale, cioè fuori dalla vasca, e alterna sempre il lavoro con il galleggiante a nuotate senza supporto.

Vuoi saperne di più? Guarda l’episodio completo e scopri come usare al meglio il pull buoy nei tuoi allenamenti!


In collaborazione con Cetilar Nutrition

Tag  allenamento nuoto · attrezzi nuoto · tecnica nuoto

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