Tra le cosce, sotto le ginocchia o alle caviglie: come usare il pull buoy per migliorare bracciata, respirazione e assetto in acqua, con quali stili e quanti metri fare senza diventarne dipendenti.
Il pull buoy è uno degli attrezzi per il nuoto più diffusi in vasca, ma anche uno dei più fraintesi. Usato bene aiuta a migliorare tecnica, galleggiamento e respirazione; usato male rischia di diventare una stampella di cui non si riesce più a fare a meno.
In questo episodio di School of Swimming su ENDU Channel, Luca Sacchi risponde a due domande arrivate dai follower. La prima è di una ragazza che sta imparando lo stile libero: il suo istruttore le dice che alza troppo la testa quando respira e che usa troppo le gambe, con un grande consumo di energia e una spinta di braccia limitata. La seconda riguarda la differenza tra posizionare il pull buoy alle cosce o alle caviglie. Due domande diverse, con un denominatore comune: il pull buoy.
Il pull buoy è un galleggiante che si tiene tra le gambe per mantenere il corpo in asse e nuotare senza usarle. Proprio per questo può essere un valido aiuto ma anche, come lo definisce Luca, un “delizioso strumento di tortura”: migliora il galleggiamento, ma senza la spinta delle gambe tutto il lavoro ricade sulle braccia, che devono forzare di più la bracciata.
Il pull buoy è particolarmente utile per:
La posizione del pull buoy cambia il modo in cui il corpo galleggia. Ecco le differenze.
È la collocazione storica e la più semplice. Questo posizionamento:
Spostare il pull buoy rende il movimento più complicato, ma crea degli sbilanciamenti controllati che aiutano a percepire come il corpo galleggia. È una soluzione utile per correggere problemi specifici dello stile libero:
Nello stile libero, tra la posizione sotto il ginocchio e quella alla caviglia la differenza non è così importante: entrambe servono allo stesso scopo.
Dipende dal livello di allenamento: si può partire da 200 metri (8 vasche classiche) e arrivare a serie da 1.200, 1.600 o anche 2.000 metri.
Attenzione però a non abusarne. Gli uomini, che in genere galleggiano meno delle donne con gli arti inferiori, traggono grande beneficio dal pull buoy, ma proprio per questo rischiano di abituarsi. E quando ci si abitua a nuotare sempre con il galleggiante, poi si fa una fatica tremenda a lasciarlo da parte. Va usato, sì, ma con intelligenza.
La regola è semplice: allenati con il pull buoy e fai esercizi con il pull buoy. Quando però hai imparato il gesto in modo corretto, rimettilo nella sua posizione naturale, cioè fuori dalla vasca, e alterna sempre il lavoro con il galleggiante a nuotate senza supporto.
Vuoi saperne di più? Guarda l’episodio completo e scopri come usare al meglio il pull buoy nei tuoi allenamenti!
In collaborazione con Cetilar Nutrition
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