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Endurance in zona arancione, alleniamoci con buonsenso

Endurance in zona arancione, alleniamoci con buonsenso

Post periodo natalizio l’Italia riparte con zona arancione per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia, le altre regioni in giallo, vediamo come allenarsi.

Andrea Toso

11 Gennaio 2021

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Se nel 2019 esordivo l’anno raccontando il disagio invernale del triathleta, diviso tra vasche fredde, corse al gelo e pedalate glaciali, quest’anno urge variare le difficoltà dovute all’allenamento invernale in zona arancione, o comunque gialla con rinforzi o meno.

Bei ricordi comparati a questa stagione 20/21 costellata da pandemia e conseguenze che ben conosciamo, andiamo a studiarle ed a analizzare come allenarci in zona arancione tra DPCM e Decreti Legge.

Partiamo dalla prima distinzione fondamentale, l’endurance rientra a pieno nell’attività sportiva, ben diversa l’attività motoria (passeggiata ad esempio). Per alcune attività come vedremo sarebbe meglio, necessario, possedere tesseramento a federazione riconosciuta dal CONI ed il certificato medico sportivo valido.

l'abc dello scialpinismo

Sci alpinismo e fondo rientrano ugualmente nell’attività sportiva: in questo caso ci si può recare in luoghi di allenamento comunque all’interno della propria regione in zona arancione o gialla sia, e tornare alla propria residenza o domicilio finita la pratica dello sport.

Ad oggi 11 gennaio l’Italia vede (per fortuna) solo due colori: giallo e arancione.

Le raccomandazioni valgono soprattutto per gli sportivi della zona arancione, ma il buonsenso deve impattare sempre la situazione di emergenza che si sta vivendo.

Se e come sia possibile o meno allenarsi è definito dalle F.A.Q. nel sito del Governo, in conseguenza dei Dpcm del 3 Dicembre 2020 e del Decreto Legge del 5 gennaio.

L’attività sportiva di corsa e ciclismo è consentita in forma individuale  o con un distanziamento di almeno 2 metri,(negli orari dalle 5 alle 22) quindi si può correre o pedalare in gruppo, ma rimanendo distanti, non affiancati da poter chiacchierare o in scia succhiando la ruota, in questo caso si esce dal consentito.

Inoltre è possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza.

zona arancione
zona arancione

Ci teniamo a questa importante precisazione perché si sta assistendo alla riduzione dei gruppi di allenamento a 3/4 ciclisti o podisti, ma non al distanziamento necessario.
Da atleti amatori sappiamo bene che ci stiamo allenando perché ci sentiamo bene, con persone fidate che conducono il nostro stesso stile di vita, in piena buona fede, ma in quest’anno siamo stati additati troppe volte come untori, irrispettosi di una situazione delicata, menefreghisti a rischio di contagiare da asintomatici tutto un reparto di Pronto Soccorso come da leggenda metropolitana… da ciclisti siamo già odiati anche senza Covid-19, invasori della strada, indisciplinati, non necessitiamo di ulteriore odio.

Nel mezzo di questa pandemia abbiamo la fortuna di poterci allenare, zona arancione o gialla si tratti, a differenza del lockdown primaverile in cui eravamo relegati a rulli, scale e corse in giardino o attorno al condominio, non andiamo in cerca di ulteriori rischi (grandi o piccoli siano), non rischiamo di essere giudicati per a nostra passione che gioco forza sta contagiando anche improbabili nuovi attori provenienti dalle palestre chiuse.

Diamo il buon esempio: a Milano durante la zona rossa è stata disegnato un percorso all’interno del comune di ben 67 km senza ripercorrere una singola strada, di necessità virtù!

E’ vero: uscire da soli in bicicletta in zona arancione è un rischio maggiore che essere accompagnati da qualcuno; in caso di emergenza in due è più facile darsi assistenza, da una foratura ad un malessere ad un incidente. Anche correndo nelle ore serali, il gentil sesso non si sente al sicuro da solo.
E’ anche vero che la tecnologia ci assiste con chiamate di emergenza attraverso i device, numeri prioritari da segnare sullo smartphone, braccialetti di emergenza e simili.

Trovato un problema, questa epoca ci offrirà una soluzione o un’opportunità.

Una notizia che crea invidia a molti è che “l’attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP.

Per fortuna non sempre vengono richieste dalle piscine questi stretti eventi, ma il fatto di avere il tesseramento FITRI, o FIN, con certificato medico sportivo per agonismo rende possibile l’accesso alla vasca, al passaggio in spogliatoio ma non alla doccia, handicap di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.
Ci sono squadre agonistiche che si allenano in corsie riservate, è vero, cerchiamo di onorare la fortuna di poterci allenare rispettando gli altri atleti in corsia, meritiamoci la fiducia che ci si sta dando, per il bene nostro e dello sport in Italia.

Non serve far polemica ma solo far passare la tempesta prima possibile e tornare a vivere e gareggiare nel modo che ci sarà consentito, speriamo come prima, meglio di prima.