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Mct: acidi grassi “buoni” a media catena

Mct: acidi grassi “buoni” a media catena

se i grassi sono una fonte inesauribile di energia, difficili da mobilitare, gli MCT sono velocemente disponibili e iniziano a comparire come integratore

Veronica Signorini

28 Aprile 2021

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Negli ultimi tempi, tra la miriade di integratori che si trovano in commercio, sono spuntati gli integratori a base MCT.

In particolare si possono trovare prodotti dietetici come barrette, creme spalmabili o anche biscotti con all’interno questi ingredienti.

MCT è l’acronimo di Acidi Grassi a Media Catena, una categoria particolare di grassi.

Prima di raccontarti qualcosa in più di loro è però doveroso fare una premessa: così come le proteine sono formate da aminoacidi, anche i grassi sono costituiti da unità funzionali più piccole, gli Acidi Grassi, organizzati in catene lineari più o meno lunghe, che raramente si possono trovare anche in forma ramificata o ciclica.

La lunghezza di questa catena è molto importante in quanto influenza le caratteristiche chimico-fisiche dell’acido grasso stesso: mano a mano che la catena si allunga, si riduce la solubilità del grasso in acqua ed i processi di digestione si complicano.

Cos’hanno quindi di particolare gli MCT?

A differenza degli acidi grassi saturi a lunga catena (con 14-20 o più atomi di carbonio), gli MCT vengono “digeriti” molto più velocemente e altrettanto velocemente sono trasportati dal sangue ai muscoli dove sono utilizzati come fonte di energia.

I trigliceridi a media catena hanno quindi una funzione prevalentemente energetica e rappresentano una via metabolica alternativa e/o complementare all’assunzione di carboidrati, permettendo quindi un risparmio sia di glicogeno che di amminoacidi a livello muscolare.

Gli acidi grassi a media catena forniscono inoltre un apporto energetico nettamente superiore (circa 8 kcal per grammo) a quello dei carboidrati (solo 4 kcal per grammo).

Gli MCT si trovano principalmente nell’olio di cocco.

MCT

Potresti provare per esempio a spalmarne un filo sulle fette biscottate (rigorosamente integrali o di kamut!!) insieme ad un filo di marmellata, la mattina a colazione prima di andare ad allenarti!

Un’altra idea potrebbe essere quella di utilizzarli durante i lunghi in bici: anziché ingozzarti con quintali di barrette, potresti provare a preparati un paninetto con olio di cocco e marmellata (buonissimo!) oppure con olio di cocco e prosciutto (esiste anche la versione deodorata per i non amanti del cocco).

L’olio di cocco inoltre può esse utilizzato anche per cucinare grazie al suo alto punto di fumo (la temperatura alla quale un olio inizia spontaneamente a ossidarsi per contatto con l’aria e produce una colonna di fumo simile a quello di una sigaretta) e al fatto che la sua struttura rimane intatta quando viene riscaldato, non producendo sostanze nocive.

Come dicevo all’inizio, infine, oggigiorno diverse case di integratori hanno una linea a base di MCT, adatta anche a chi è sottoposto ad un regime chetogenico. Hanno infatti una bassissima quantità di carboidrati in luogo di un maggiore apporto proteico e di grassi.

Attenzione però è di non esagerare!

Si tratta pur sempre di un grasso saturo (a temperatura ambiente è solido) quindi se utilizzato in abbondanza potrebbe dar problemi al tuo colesterolo, in particolar modo se soffri già di ipercolesterolemia.

Detto questo, non ti resta che provarlo!

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