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L’importanza di un corpo elastico per un Runner

L’importanza di un corpo elastico per un Runner

Avere un corpo elastico per un runner è molto importante. Consente di utilizzare al meglio le nostre leve, di evitare infortuni e di migliorare la postura.

Mikol Garulli

16 Luglio 2021

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Voglio dedicare questo articolo ai runner, voglio spiegare loro l’importanza di un corpo elastico e come ottenerlo per godere a pieno dei risultati nei loro allenamenti di corsa.

La flessibilità di un corpo è la capacità di realizzare gesti motori con la più ampia escursione articolare ed è l’unica qualità fisica che se non allenata regredisce già dopo i 10 anni d’età. Mantenendo costante l’allenamento della flessibilità consentiamo ai nostri muscoli di mantenere la lunghezza fisiologica dei muscoli (elasticità) incrementando invece il ROM articolare (range of move) con i seguenti risultai:

  • migliore utilizzo delle leve
  • evitare possibili lesioni muscolari e infortuni articolari
  • migliorare la postura.

Quindi è importante, oltre a correre, eseguire routine di allungamento, ma anche esercizi di forza per sollecitare muscolatura e articolazioni in modo diverso.

Ci sono tanti fattori che possono influenzare la nostra flessibilità: la capacità individuale di svolgere un esercizio o di percepire l’allungamento, la temperatura del corpo, ma anche il sesso e l’età hanno la loro importanza. Ricordiamo che, anche la presenza di vecchi o recenti infortuni può alterare la nostra elasticità modificandone proprio la capacità del tessuto muscolare, di tendini e legamenti. Ci sono persone infine che non hanno sviluppato la capacità di contrarre e decontrarre la muscolatura e quindi la capacità di rilassare e decentrare i muscoli antagonisti in un determinato esercizio di allungamento, a mio parere caratteristica fondamentale per la buona riuscita di questo.

 

corpo flessibile

 

Proponetevi quindi diverse tipologie di sedute di allenamento per sviluppare anche la capacità di ascolto e percezione del corpo che magari avete già sviluppato nella corsa.

Lavorate sulla flessibilità dinamica ovvero la capacità di svolgere in maniera attiva un movimento utilizzando l’intero range di movimento dell’articolazione coinvolta nel gesto.

Nel caso specifico del runner, lavorate su rotazioni dell’anca complete nei due sensi di marcia (extra-rotazione e intra-rotazione), lavorate allo stesso modo l’articolazione della spalla e il bacino, molto importante la mobilità del bacino è direttamente collegata al lavoro delle anche.

Importante anche il movimento delle vostre caviglie, rendetele attive e propriocettive con movimenti di spinta, salto e rimbalzo.

Passiamo alla flessibilità statica attiva che ci permette di assumere una posizione e mantenerla in modo attivo cioè grazie all’azione dei muscoli agonisti, mentre i muscoli antagonisti vengono distesi. Per sviluppare questa capacità potete provare a praticare hatha yoga e il pilates che lavorano su questi principi di allungamento e attivazione in contemporanea, ne gioverete in elasticità, controllo, percezione e sviluppo della concentrazione. E vi assicuro che non è poco!

Infine dobbiamo parlare e avvicinarci ad un lavoro statico passivo ovvero, assumere una postura e mantenerla in maniera passiva cioè con l’auto di un intervento esterno, fatevi aiutare da un coach o un insegnate o un compagno che sappia come procedere nell’incrementare gradualmente la vostra flessibilità senza correre rischi.

Quindi come abbiamo visto non si tratta di puro e semplice stretching a fine corsa, ma vere e proprie sessioni di lavoro finalizzate a incrementare la vostra flessibilità. L’importanza che diamo ad essa si riflette sul miglioramento  delle nostre performance e il nostro stato di salute in generale.

Correte, ma non solo, migliorate il gesto atletico e migliorerete i risultati finali!