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Like a pro, in Val di Fiemme e Val di Fassa con Cristian Zorro Zorzi

Like a pro, in Val di Fiemme e Val di Fassa con Cristian Zorro Zorzi

Like a Pro si trasferisce in Trentino per quattro chiacchiere sugli sci con un campione assoluto del fondo italiano, Cristian Zorro Zorzi.

Andrea Toso

05 Febbraio 2021

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Carlo Brena, a bordo del Volkswagen Multivan di ENDUchannel, torna in Trentino a Moena, in Val di Fassa, per incontrare sul percorso della Marcialonga un campione assoluto: Cristian Zorro Zorzi.

La genesi di un campione come Cristian Zorzi, campionissimo nello sci di fondo, passa per tanti sport sulla neve: nascendo a Cavalese, in Val di Fiemme, gli sci ai piedi sono un dovere, ma prima di quelli stretti ha provato anche quelli da discesa come pure gli sport su ghiaccio, ma Cristian ha sempre vissuto la Marcialonga come un’ambizione, sognando di parteciparvi.

La figura, il carattere estroverso di Cristian Zorro Zorzi sembrerebbe poco adatta al fondo, uno sport di dedizione estrema, fatica e sacrifici, che nell’immaginario collettivo sembra più adatto a personalità introverse. Al contrario Cristian ha scoperto “la droga”, la dipendenza dalla fatica che ben conosciamo come amatori degli sport di endurance, scoprendo già da giovane come la fatica vada in secondo piano comparata alla passione ed al divertimento di uno sport, cercando di diffondere questo verbo alle nuove generazioni.

Le chiacchiere proseguono andando a carpire segreti sulla sciolinatura da Cristian, e sullo sviluppo dei materiali da fondo come quelli da discesa. Infatti, lo sci da fondo viene utilizzato dalle case di produzione come banco di prova per lo scorrimento sia per scioline che per materiali.

Cristian si confronta con Carlo Brena anche sull’evoluzione della soletta degli di sci da fondo: lui esperto skiman utilizza scioline con stesura mirata per tenere in salita ma scivolare in piano e in discesa, Carlo, da amatore esperto, utilizza delle pelli parziali sulla soletta per avere una tenuta simile. Non tutti possono girare con 8 cassoni di sciolina come gli skiman di coppa del mondo, sebbene l’esperienza faccia riconoscere subito i tipi da utilizzare in base alla qualità e temperatura della neve.

Uno sci ben preparato vale il 60% del risultato dell’atleta, quindi al giorno d’oggi vince il team fondista in forma massima con i propri skimen. Un errore di materiali costa la gara.

Il mito di Zorro Zorzi nasce a Salt Lake City, alle Olimpiadi, dall’ esuberanza di Cristian e la creatività della moglie: insieme hanno creato siparietti che hanno smosso un ambiente molto “serio”, facendo anche, talvolta, storcere il naso.

Cristian si racconta nei passaggi per i grandi eventi, Mondiali e Olimpiadi, altari e inferni vissuti fino a Torino 2006. L’oro con Valbusa, Di Centa, Piller Cotter e Zorro in ultima frazione, con un’esultanza polemica, dedicata a una persona che non credeva a questa sua partecipazione alla staffetta.

La grandezza di Cristian si vede nel pesare il bilancio finale di carriera: tanti podi, vittorie, e quarti posti che non fanno male, ma rendono giustizia al lavoro fatto per arrivare in cima al mondo.

“quando uno gira attorno al podio il quarto posto è d’obbligo… quando sei quarto quinto fa bene al morale, la volta successiva dai ancora di più per arrivare a podio!”

Dopo le Olimpiadi di Torino 2006, il progetto Milano Cortina 2026 vedrà il Trentino come arena per le prove di sci di fondo, pattinaggio e salto: Val di Fiemme per il fondo, Predazzo il salto, pattinaggio di velocità a Baselga di Pinè a pochi chilometri di distanza.

Il Trentino è diventato la culla del fondo italiano ed un punto di riferimento mondiale, grazie alle competenze in aumento continuo, da allenatori, atleti, preparatori di pista ed organizzatori. Cristian Zorzi spera di esserci come supporto al mondo Olimpico, ma anche non capitasse sarà in prima linea a fare il tifo per il fondo italiano, l’entusiasmo non cambia.



In collaborazione con Visit Trentino, Volkswagen Veicoli Commerciali e Volchem.

Si ringraziano:
Val di Fiemme
Val di Fassa