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Cristian Zorzi svela i segreti per affrontare la  Marcialonga

Cristian Zorzi svela i segreti per affrontare la  Marcialonga

Carlo Brena ha l’onore di accompagnare il campione, padrone di casa, Cristian Zorro Zorzi lungo il percorso della Marcialonga per scoprire come affrontare i 70 km del percorso.

 

Andrea Toso

30 Gennaio 2021

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La Marcialonga nasce dal sogno di 4 amici che di ritorno dalla Vasaallopet (la gara di fondo più antica di sempre, in Svezia) immaginano dove poter svolgere un percorso simile tra le proprie montagne.

Così il 7 febbraio del 1971 esordisce la Marcialonga, aprendo in Italia la cultura delle granfondo: da Moena in Val di Fassa fino a Canazei per chiudere il percorso in a Cavalese  Val di Fiemme, 70 km da percorrere sugli sci da fondo.

Chi di fondo è stato un re è Cristian Zorro Zorzi, nativo proprio di Cavalese, ospite di Carlo Brena per raccontare il piacere e le difficoltà di questo percorso, che vive in questo 2021 la 49ma edizione, seppur ridimensionata a 3mila partecipanti causa restrizioni Covid-19.

Cristian Zorzi è nato nel 72, e crescendo da fondista ha sempre sognato di partecipare a la Marcialonga, vivendone fin da bambino il clima di festa ed i ristori succulenti, sebbene la sua specialità fosse su distanze più brevi.

Racconta quindi le difficoltà oggettive per professionisti ed amatori nel preparare gli sci per questa lunga gara. La più complicata è il cambio delle condizioni della neve e del clima: da freddo a caldo e nuovamente freddo, una bella gatta da pelare per avere dei materiali ad elevato scorrimento per tutti i 70 lunghi chilometri.

L’esperienza di Zorro si dimostra già dalla nobile arte della sciolinatura, come preparare la soletta per la sciolina e soprattutto dell’importanza di premere con la stessa forza su entrambi gli sci per non avere differenze di resa tra destro e sinistro, e di conseguenza un affaticamento troppo differente da gamba a gamba che su 70 km può pesare molto.

Fatta la sciolinatura d’esperienza Carlo Brena e Cristian Zorzi partono per la ricognizione del percorso, che il campione suddivide in 3 blocchi principali: il primo ovviamente parte da Moena e si “combatte” nei primi 6 km, tutti in salita, in cui si cerca la posizione migliore ma un’eccesso di fatica fisica in questo blocco peserà nel rimanente 90% del percorso. Diverso il secondo blocco da Pozza di Fassa fino al giro di boa, perché è una parte del percorso in falsopiano senza discese che consentano di tirare il fiato, si lavorerà tanto di braccia, più che in salita. A queste difficoltà per un amatore che impiega 4 o 5 ore a percorrere la Marcialonga, si aggiunge il cambio di temperatura della neve, cui si può sommare anche il cambio del meteo, rendendo ancor più pesante il percorso.

Il terzo blocco è il famoso passaggio della Cascata, dopo 67 km, parola che torna familiare anche agli atleti nordici come spauracchio… Le energie sono esaurite, mancano ancora 250 m di dislivello in 3 km, una pendenza media di quasi il 10%. Qui si troverà un ristoro che aiuterà a rifocillarsi e bere prima dell’ultimo sforzo, ma c’è anche il supporto degli appassionati che sciolinano gli sci degli appassionati per aiutare l’ultimo lungo strappo.

Come per ogni sport di endurance sarà necessario idratarsi e mangiare durante questi 70 km per non esaurire le energie.

Quest’anno non ci sarà la solita folla a fare il tifo lungo il percorso ma Cristian Zorzi assicura che ogni paese avrà tifosi alla finestra a festeggiare i 3mila appassionati.

Il racconto di Carlo e Cristian è arrivato a Cavalese, per i fortunati 3mila il traguardo in Val di Fiemme sarà domenica 31 per la 48ma edizione della Marcialonga.



In collaborazione con Visit Trentino