La fitta al fianco quando corri: cos’è davvero (e non è la milza)
La scena: la fitta che ti taglia le gambe
Stai correndo bene, il ritmo è buono, ti senti in controllo. Poi, all’improvviso, arriva: una fitta acuta sotto le costole, di solito sul lato destro, che ti piega in due e ti obbliga a rallentare o a fermarti. Provi a resistere, a premere con la mano, a cambiare respiro, ma quel dolore ti taglia le gambe proprio sul più bello.
L’hai sentita chiamare “punto della milza” da sempre. È il nome più diffuso, ripetuto da generazioni di runner. Peccato che sia fuorviante: la milza, in tutto questo, ha un ruolo minimo o nullo.
No, non è la milza (e non è nemmeno l’acqua che hai bevuto)
Il nome scientifico è meno poetico: si chiama ETAP, sigla inglese per “dolore addominale transitorio legato all’esercizio”. E il primo passo per gestirla è smontare due convinzioni sbagliate.
La prima: non è la milza che “si gonfia” o “lavora troppo”. La milza non c’entra con quella fitta.
La seconda: non è semplicemente colpa di quanto hai bevuto o mangiato. Il pasto ha un ruolo, ma indiretto: mangiare troppo o bere bevande molto zuccherate poco prima di correre aumenta il rischio, non perché “pesano sullo stomaco”, ma per un motivo più sottile che vediamo tra poco.
Cosa succede davvero: diaframma, organi e postura
Le spiegazioni più accreditate dalla ricerca sono tre, e spesso agiscono insieme:
- L’irritazione della membrana addominale. Nella pancia c’è una sottile membrana che riveste la cavità e avvolge gli organi. Il continuo saliscendi della corsa crea attrito tra i suoi strati, e uno stomaco pieno peggiora lo sfregamento. Ecco perché mangiare troppo vicino alla corsa fa male
- Lo stress sui legamenti. Molti organi sono “appesi” al diaframma tramite legamenti. Il rimbalzo continuo della corsa li tira e li sollecita, generando dolore, soprattutto quando l’apparato non è ben allenato
- Il diaframma sotto sforzo. Il diaframma è il muscolo principale della respirazione. Se respiri in modo superficiale e scoordinato, si affatica e va in sofferenza, proprio come qualsiasi altro muscolo
Il filo comune? Respirazione, postura e allenamento. Non la milza.
La scienza dei disturbi addominali nella corsa
Come farla passare in pochi secondi
Quando la fitta arriva, non serve solo fermarsi. Ci sono gesti precisi che la sciolgono in fretta:
- Rallenta e respira con la pancia. Inspira gonfiando l’addome ed espira lentamente e a fondo. La respirazione diaframmatica profonda “libera” il muscolo sotto stress
- Espira quando appoggia il piede opposto. Se la fitta è a destra, espira con forza quando tocca terra il piede sinistro: riduce la trazione ripetuta sempre dallo stesso lato
- Premi e piegati. Premi con le dita nel punto dolente e piega leggermente il busto in avanti per qualche passo
- Allunga il fianco. Alza il braccio del lato dolorante e inclinati dolcemente dalla parte opposta, come per stirare il costato
Uno di questi, o la loro combinazione, di solito basta per ripartire in poche decine di secondi.
Gli esercizi di respirazione diaframmatica
Come evitare che torni
La buona notizia è che la fitta al fianco si può prevenire, e più migliori più diventa rara. Su cosa lavorare:
- Attenzione ai pasti. Niente abbuffate nelle 2-3 ore prima di correre, e taglia le bevande molto zuccherate o i succhi appena prima dell’uscita
- Scalda bene. Partire a freddo e forte è un classico innesco: un riscaldamento graduale prepara diaframma e respirazione
- Cura la postura. Correre “accartocciato” comprime l’addome e favorisce la fitta. Testa alta, spalle rilassate, busto eretto
- Allena il respiro e il core. Respirazione diaframmatica e un centro del corpo più forte sono i due investimenti che, nel tempo, fanno sparire il problema
E la prossima volta che qualcuno accanto a te si ferma dicendo “che male, la milza”, potrai spiegargli come stanno davvero le cose. Anche se, probabilmente, in quel momento preferirà solo che gli passi.
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