Granfondo Gavia e Mortirolo 2026: alla conquista del “paradiso in salita”
Entra nelle pagine di storia del Giro d’Italia. Gavia e Mortirolo ti aspettano il 5 luglio: scopri la nuova ciclopedonale e vivi in anteprima il percorso nel video con Angelo Furlan.
Ci sono montagne che si pedalano, e montagne che si venerano. Il Passo Gavia e il Passo del Mortirolo appartengono indiscutibilmente alla seconda categoria. Sono i giganti che hanno forgiato gli eroi del Giro d’Italia, teatro di tempeste leggendarie, scatti fulminanti e crisi memorabili.
Il 5 luglio 2026, queste stesse strade torneranno a riempirsi di passione per la Granfondo Gavia e Mortirolo. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia misurarsi con la storia del grande ciclismo, partendo dalla splendida conca di Ponte di Legno.
Che siate a caccia del tempo o che vogliate semplicemente spuntare queste vette dalla vostra personalissima “lista dei sogni”, ecco cosa vi aspetta lassù, dove l’aria si fa rarefatta.
Il Gavia: 17 km di fascino, fatica e una grande novità per il 2026
Il menù del percorso lungo non fa sconti: 140 km e 3.500 metri di dislivello positivo. L’ascesa al Passo Gavia inizia dolce, con un “antipasto” al 5% che permette di scaldare la gamba. Ma è superata località Sant’Apollonia che la montagna inizia a mordere. La strada si stringe, i lariceti incorniciano rampe che toccano il 14%, e si entra nel cuore della vera salita.
La novità assoluta dell’edizione 2026 si trova a quota 2.500 metri: la celebre e temuta galleria del Gavia – spesso crocevia tattico per il buio e lo sbalzo termico – sarà affiancata da una grande sorpresa. Grazie ai lavori di riqualificazione, la storica strada esterna antecedente alla galleria diventerà uno dei tratti ciclopedonali più alti d’Europa, offrendo ai partecipanti maggiore sicurezza e un panorama mozzafiato a strapiombo sulle vallate. L’arrivo al Rifugio Bonetta (2.621 m) ripagherà di ogni singola goccia di sudore.
Mortirolo da Mazzo: le pendenze estreme e il tributo al Pirata
Dopo la lunga discesa verso la Valtellina, c’è un solo modo per rientrare in Valcamonica: affrontare il “mostro”. Il Mortirolo dal versante di Mazzo non fa prigionieri. Parliamo di 12,5 km, 1.300 metri di dislivello, pendenze medie oltre il 10% e punte brutali del 18%.
Eppure, in questa sofferenza estrema c’è una magia innegabile. Arrivare all’altezza del Monumento a Marco Pantani impone quasi una sosta spirituale: un tributo all’uomo che su queste pendenze non ha solo scritto pagine di storia sportiva, ma ha lasciato un’ispirazione immortale per intere generazioni di ciclisti.
Godersi il viaggio: la ricognizione di Angelo Furlan
Per ricordarvi che il ciclismo non è solo sguardi fissi sul Garmin e ansia da prestazione, siamo andati in avanscoperta su queste strade. Accompagnato da Matteo Aielli (Guida Ambientale ed esperto del territorio), il nostro Angelo Furlan ha ripercorso il tracciato della Granfondo.
Nel video su YouTube, Angelo ci racconta l’emozione di ritornare sui luoghi delle sue battaglie da professionista, ma con una consapevolezza nuova (e 20 kg in più!). Il suo messaggio è chiaro: scalare Gavia e Mortirolo con i rapporti giusti e la voglia di guardarsi attorno trasforma la fatica in pura gratitudine. È la scoperta di quello che lui stesso definisce “il paradiso in salita”.

Come partecipare
La Granfondo Gavia e Mortirolo vi aspetta il 5 luglio 2026. L’evento prevede tre opzioni per adattarsi alle gambe e agli obiettivi di tutti:
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Percorso Lungo: 140 km e 3.500 m D+ (La sfida definitiva con Gavia e Mortirolo da Mazzo).
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Percorso Medio: 110,85 km e 3.021 m D+ (Un percorso impegnativo che sfiora la leggenda con un chilometraggio più contenuto).
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Percorso Corto: 45,76 km e 1.742 m D+ (Perfetto per chi desidera concentrarsi solo sull’emozione e l’atmosfera della scalata al Gavia).
La leggenda ha lanciato la sua sfida e le griglie si stanno riempiendo.
Riserva subito il tuo posto e preparati a scrivere la tua storia su queste cime leggendarie.
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