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Mal di schiena e postura

Mal di schiena e postura

Cerchiamo di capire com’è composta la nostra struttura portante. La nostra postura è ciò che condiziona la buona salute della nostra schiena. 

Mikol Garulli

25 Ottobre 2021

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Oggi vi parlo della schiena, ed esordisco dicendovi che parlare di schiena, così come quando pronunciamo la fatidica frase “ho mal di schiena”, è molto generico.

Cerchiamo di capire com’è composta la nostra struttura portante, così com’è importante anche confermare che la nostra postura è ciò che condiziona la buona salute della nostra schiena. 

Possiamo parlare della “zona alta” della schiena, ovvero il tratto dorsale dove troviamo muscoli piccoli ma importanti come il sovraspinato (spesso troppo debole e infiammato) l’infraspinato, il piccolo e il grande rotondo che fanno parte dei muscoli scapolari. E’ importante lavorare questi muscoli che daranno tono alla nostra schiena assieme al muscolo gran dorsale che è così potente e spettacolare, ma allo stesso tempo poco utilizzato da chi conduce una vita sedentaria e molto importante per le più svariate attività sportive. 

Gli esercizi del metodo Pilates vi faranno sviluppare tonicità su tutta la catena muscolare posteriore, potrete intensificarli con l’inserimento di una resistenza come l’elastic band o il ring e vi consiglio di eseguire i movimenti con lentezza e precisione per una maggior efficacia.

 

 

Gli esercizi che vi vado a proporre sono tutti quelli che dalla quadrupedia alla posizione prona, coinvolgono il movimento degli arti superiori: come l’esercizio di “swimming” il nuotatore che lavorando sulla tenuta del centro prevede un allungamento e distensione di braccia e gambe opposti, alla ricerca di stabilità, controllo e tenuta. Provatelo sia in quadrupedia (per iniziare) e anche nella versione di pancia a terra (più impegnativo), noterete subito differenze e possibili difficolta nell’elevazione delle braccia.

Inserite, mettendovi alla prova, le circonduzioni delle braccia e non solo l’elevazione e la distensione avanti provate prima, sentirete così tutto il lavoro dei muscoli sopracitati nonché il lavoro della “bassa schiena” ovvero quadrato dei lombi. Non forzate e attivate il centro in entrambe le varianti e per attivarlo dovrete, nell’espirazione (in cui eseguo il movimento) richiamare l’ombelico verso la colonna”.

Ulteriore accorgimento è quello di non coinvolgere sempre i muscoli dei trapezi ma pensare alla depressione delle spalle (dal coaching: “spalle lontane dalle orecchie”).


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