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L’importanza del respiro: ascoltiamoci

L’importanza del respiro: ascoltiamoci

Spesso viviamo situazioni di tensione che modificano il nostro respiro. Questo può portare a spiacevoli conseguenze.

Mikol Garulli

12 Gennaio 2021

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In quest’articolo vi parlerò dell’importanza del respiro, iniziamo dicendo che:

“Il corpo non sbaglia, il corpo reagisce”

Senza rendercene conto modifichiamo il nostro atteggiamento, le nostre emozioni e i nostri pensieri, più volte al giorno e facciamo lo stesso anche con il nostro respiro.

Mi occupo di Pilates e di Yoga, alleno persone di ogni età nelle più svariate attività, osservo da più di 7 anni come le persone attorno a me respirano e vi posso assicurare che le differenze e la trasformazione di esso è costante.

Dalla qualità del nostro respiro, inteso come atto respiratorio, dipende la qualità della nostra vita.

E quindi come possiamo dare importanza al respiro e capire se stiamo respirando correttamente?

Possiamo dedicare qualche minuto al giorno, seduti o sdraiati in una posizione comoda, con la colonna allungata e “semplicemente” ascoltare.

Ritmo, temperatura, suono: sono gli elementi su cui possiamo concentrare la nostra attenzione e pian piano entrando più in profondità riusciremo a percorrere tutto il percorso del nostro respiro. Naso, gola, polmoni, diaframma, addome .. ecco un’ulteriore analisi. Inoltre, possiamo percepirne la profondità, dare un tempo al respiro, pause e sensazioni di unilateralità (ad esempio: immaginando di riempire solo uno dei due polmoni, oppure respirando con una sola narice).

Possiamo giocare con il nostro respiro e affinare la sua qualità, facendolo sempre più nostro ricordando che si tratta di un atto involontario che noi svolgiamo come automatismo dalla nascita.

Lascio qui qualche indicazione per entrare in profondità, ora che la riflessione è stata aperta, perché non provare ?!?

l'importanza del respiro

L’importanza del respiro: i tre livelli di profondità.

La respirazione Esterna

La respirazione esterna è quella più fisica. Appoggiando le mani sull’addome e sul petto possiamo percepire il flusso del respiro nel nostro corpo.

Inspirando possiamo gonfiare l’addome percependo così ingrassato del volume, una leggera espansione toracica e un dolce sollevamento di clavicole e spalle. Attenzione a non forzare il respiro! Espirando svuotiamo l’addome e percepiamo quindi una piacevole sensazione di “vuoto”.

La respirazione Mediana

Entrando più in profondità possiamo parlare della respirazione mediana. Inspirando non gonfieremo più l’addome ma ricercheremo una più profonda espansione della cassa toracica con volume intercostale, sentiremo che le clavicole si alzeranno leggermente, fate attenzione questa volta, a non sollevare le spalle. Espirando ritroviamo la nostra sensazione di “vuoto”.

La respirazione Profonda

Scendiamo ancora più in profondità, la respirazione profonda.

Inspirando facciamo entrare l’aria come un soffio sottile. L’aria è nell’addome ma non ci sono movimenti visibili all’esterno, pervade il bacino e rilassa i muscoli profondi. Ascoltando ancora sentiamo il movimento del diaframma, lo percepiamo davvero: scende nell’atto dell’inspirazione, lascia spazio ai polmoni per riempirsi in modo completo, senza movimenti di clavicole e spalle, ascoltiamo il respiro all’interno senza movimento esterno. Espirando oltre alla sensazione di vuoto, il diaframma si solleva, una dolce sensazione di leggerezza e abbandono ci pervade, ricordando che in questo atto di scambio tra dentro e fuori, portiamo all’interno ciò che serve, “solo” quello che serve e lasciamo ciò di cui il corpo non ha bisogno.

Buon ascolto e buon respiro.