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Come far ripartire il belpaese sportivo e le migliaia di competizioni dei weekend?

Come far ripartire il belpaese sportivo e le migliaia di competizioni dei weekend?

Da qualche giorno lo sport outdoor, nella sua dimensione intima e privata, è uscito dal lockdown.
Finalmente si può correre, pedalare, nuotare all’aria aperta. Da soli.

ENDU

11 Maggio 2020

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Chi però ha vissuto il mondo degli eventi sportivi si sta chiedendo quando le piazze, le acque, le strade e i sentieri del Belpaese torneranno a riempirsi dei colori e dei suoni del nostro mondo, fatto di precise liturgie sia nei giorni precedenti la gara che durante il gesto atletico.

Una liturgia che coinvolge circa 4.000 realtà urbane e non dell’Italia, tante sono le manifestazioni sportive endurance outdoor che ogni anno vengono realizzate sul territorio nazionale.

Quest’anno, per le 2.080 previste nel I semestre, il 91% a causa della epidemia in corso, è stato annullato.

Per capire nei dettagli cosa stiano affrontando in questo momento gli attori della comunità sportiva, ENDU in collaborazione con Nielsen Sports, multinazionale leader nella misurazione e analisi dei dati, ed il sostegno di Ital Communications, Trentino Sviluppo ed Invest in Trentino, ha realizzato la prima indagine nazionale su “Impatto Covid-19 & Sport endurance – Analisi Atleti, Brand, Organizzatori e Territorio” al fine di misurare l’impatto sulle gare ed eventi delle discipline del mondo endurance.

L’analisi, presentata il 6 maggio, ha fotografato l’effetto dal punto di vista dei praticanti degli sport, degli organizzatori e degli sponsor delle competizioni, limitatamente al periodo febbraio – giugno 2020. Un danno economico fino a 535 milioni di euro, circa l’11% del valore dell’indotto endurance, legato alla spesa di chi pratica questi sport; 1900 quindi le gare annullate inizialmente previste fino a giugno, con un valore medio di mancato incasso che arriva a 208 milioni di euro che andrà a impattare sui bilanci dei circa 1560 organizzatori di eventi coinvolti.

Un quadro dettagliato e accurato quello fornito da ENDU che ha permesso di analizzare il mancato indotto per gli organizzatori e le località in cui dovevano svolgersi gli eventi annullati. Ma non solo.

La ricerca ha ascoltato quasi 20.000 atleti, facendosi raccontare le intenzioni sui propri “consumi di sport”, il mancato acquisto di prodotti e di attrezzature e, in generale, lo status attuale e le intenzioni per il futuro.

Il fatto di non aver potuto mettersi addosso un numero di gara ha visto gli atleti endurance costretti a rimandare l’acquisto di articoli sportivi e a ridurre la spesa per le gare annullate, un  danno economico derivante da questa situazione stimato tra i 475 e 535 milioni di euro.

In media l’88% degli sportivi aveva previsto di partecipare ad almeno un evento e quasi la metà (42%) è pessimista sulla possibilità di recupero. Il 56%, tuttavia, ha continuato ad allenarsi a casa. Interessante il profilo socio-demografico dei consumer: 70% uomini, età media 49 anni, in prevalenza del Nord-Ovest (46%), lavoratori dipendenti (40%), reddito medio di 2500 euro mensili.

Tornando agli organizzatori di eventi endurance in Italia, dalla ricerca si ricava una forbice del danno economico tra i 176 e 208 milioni di euro, la maggior parte relativi a sponsor e turismo.

Un comportamento responsabile e professionale quello degli organizzatori italiani, testimoniato dal fatto che il 70% di coloro che hanno rinviato o cancellato le gare lo hanno fatto senza imposizioni dalle autorità, autorità con cui ci si attende il primo dialogo per ripartire, cercando interventi con contributi e finanziamenti diretti verso gli eventi, primi tra questi Comuni (52%) e Regioni (49%).

Lato aziende, il 78% dei brand sponsor ha visto rimandati o annullati i propri investimenti sulle gare a causa del loro mancato svolgimento, un settore però ritenuto imprescindibile per le proprie strategie commerciali quello degli eventi outdoor su cui si vuole continuare a investire ancora e di più in futuro! Un futuro dove prevale un generale ottimismo: oltre l’80% dei brand continuerà a sponsorizzare e ben oltre la metà investiranno più o alla pari del passato.

E di futuro dello Sport outdoor italiano hanno parlato i Relatori intervenuti alla tavola rotonda, condotta da Andrea Casalini, board member e investitore di Engagigo Srl.

“Qualità e ancora più qualità in ogni singolo elemento delle nostre manifestazioni, partendo dal rapporto con il territorio e sinergia!” quella che dovranno sempre più garantire gli organizzatori di eventi nei prossimi mesi secondo Roberto Sgalladi Formula Bici, una qualità che potrà venire anche dalle Amministrazioni comunali che, seppur in un momento di bilanci pesantemente condizionati dall’epidemia, vedrà l’ANCI costantemente presente per far ritornare lo Sport sotto i campanili d’Italia, volontà più volte ribadita nel corso della tavola rotonda dall’On. Roberto Pella, vicepresidente vicario dell’ANCI con delega allo Sport.

Pubblico e privato insieme, una sinergia indispensabile secondo Andrea Trabuio, responsabile RCS mass events “Ad oggi non abbiamo ancora deciso cosa fare con i tanti eventi annullati. Qualcosa ricalendarizzato a settembre in attesa di linee guida su cui a livello nazionale e internazionale ci stiamo confrontando con organizzatori e ricercatori, analizzando dei dati di distanziamento in gara su cui stanno lavorando vari gruppi di lavoro a livello UCI, ITU e IAF”.

Un contributo, quello dalla comunità scientifica per aiutare lo Sport a ripartire e migliorarsi, puntando ad una maggior sostenibilità e resilienza degli eventi outdoor.

Scienza & Sport, un binomio che ha visto fin da marzo una sistematica collaborazione tra ENDU e alcune università italiane del CINSA (Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali) sia in termini di letteratura scientifica per ispirare al meglio le future linee guida, sia nella stesura di progetti di ricerca ed innovazione per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche immediatamente fattibili e finalizzate alla progressiva riapertura delle attività sportive, prevenendo, riducendo o annullando il rischio di contaminazione da COVID-19.

Ricevi la presentazione “Impatto Covid-19 & Sport Endurance: I° indagine nazionale 2020. Atleti, Brand, Organizzatori, Territorio”