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Alimentazione Vegana – Parola a Re Giorgio Calcaterra

Alimentazione Vegana – Parola a Re Giorgio Calcaterra

Abbiamo intervistato Giorgio Calcaterra, uno dei più conosciuti (ultra)maratoneti italiani. Abbiamo parlato di alimentazione: Giorgio è vegetariano da quando ha 15 anni e da diversi anni è anche vegano.

Eleonora Corradini

11 Febbraio 2022

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Giorgio Calcaterra è uno dei più conosciuti (ultra)maratoneti italiani. Nato a Roma l’11 febbraio 1972 ha ottenuto diversi record mondiali e il suo palmares è ricco di risultati invidiabili.
Giorgio nel 2000 stabilisce il suo personale in maratona (2h 13’ 15’’) e riceve un prestigioso riconoscimento dalla rivista specializzata americana Runner’s World per il record mondiale raggiunto, correndo sempre nello stesso anno (2000) ben 16 maratone sotto le 2h 20’.
Dal 2006 al 2017 ha vinto consecutivamente tutte e 12 le edizioni della straordinaria 100 km del Passatore (Firenze – Faenza) stabilendo, nel 2011, anche il record del tracciato: 6h 25’ 49’’.
Nel 2008, nel 2011 e nel 2012 si è laureato campione del mondo di 100 km, mentre nel 2009 e nel 2015 è salito sul gradino più basso del podio.
Oggi ho la fortuna e l’opportunità di fare due chiacchiere con lui, e ne approfitto per condividere questo momento con tutti coloro che vorranno inoltre conoscere un altro aspetto della vita di Giorgio, cioè la sua decisione di sposare uno stile di vita vegan.


Ciao Giorgio, grazie innanzitutto per il tempo che mi concederai.
Non avevi bisogno di presentazioni, sei uno degli ultra maratoneti più conosciuti e tra i più vincenti nel panorama nazionale e oltre, ma era giusto sottolineare brevemente alcuni importanti traguardi raggiunti.
I risultati parlano per te e il tuo palmares è ricchissimo di risultati incredibili. Dimostri giornalmente una notevole e immensa passione per questo sport, continuando incessantemente a correre e a gareggiare per tutto lo stivale.
Oggi però, oltre al fattore sportivo, vorrei soffermarmi ed addentrarmi, un poco più in profondità, sulle tue scelte personali e su una tematica molto interessante; il cambio del tuo stile di vita, da onnivoro a vegano.

Giorgio, partiamo dall’inizio: quando e, soprattutto, perché hai deciso di diventare vegano?

Sono vegetariano da quando ho 15/16 anni (tranne un periodo nel quale mi convinsero a riprovare ad essere onnivoro, ma che non mi diede nessun beneficio ulteriore). In quell’età adolescenziale nessuno mi ispirò o incoraggiò al cambiamento, ma nella mia mente scattò qualcosa che aveva a che fare con il rispetto della vita altrui. Divenni appunto vegetariano e mangiavo molto spesso derivati animali. Per fare un esempio, ero convinto, e me ne vergogno ora a dirlo, che le mucche producessero latte in automatico, perciò ero dell’idea che l’essere umano attuava un gesto benevolo nel liberarle dal loro latte. Qualche anno fa, invece, ho compreso che la realtà non è assolutamente questa, anzi.
Informandomi autonomamente sono venuto a conoscenza di diverse teorie ed esperienze, che sostenevano (e sostengono) che eliminando dalla propria alimentazione anche i derivati animali si possono ottenere ulteriori benefici a livello salutare. Ho provato e testato sulla mia pelle e mi sono convinto che nel mio caso tutto ciò è veritiero. Se sono diventato vegano è anche per motivi di salute.

Hai avuto difficoltà ad affrontare il cambiamento? E’ avvenuto drasticamente da un giorno all’altro oppure hai trascorso un periodo di transizione?

Il cambiamento è avvenuto da un giorno all’altro e non ho avuto alcuna difficoltà nell’attuarlo. Le difficoltà non sono state principalmente nella pratica, anche se mi è accaduto in alcune circostanze di faticare a trovare cibo esclusivamente vegetale in qualche circostanza, ma le difficoltà più considerevoli sono arrivate dopo il confronto e le reazioni di molte persone, le quali hanno tentato di convincermi che stavo sbagliando, alcuni addirittura ridicolizzando la mia scelta.

Alimentazione 100% vegetale e ultra maratona: c’è mai stato un momento in cui hai pensato che non fossero compatibili?

No, non l’ho mai pensato, le due cose si sposano completamente e per fortuna l’esempio di diversi ultamaratoneti vegani ce lo dimostra.

Ti ha aiutato un professionista a bilanciare la tua dieta, oppure sei un “autodidatta”?

Sono un autodidatta, ma credo che, in alcuni casi, lasciarsi consigliare e guidare da chi è più esperto di noi possa essere una buona cosa.

Il cambio di alimentazione ha influenzato le tue prestazioni sportive? Se sì, in che modo?

Non riesco a dirlo con certezza, posso dire sicuramente che l’evitare alcuni cibi come il latte, soprattutto se prima dell’allenamento, mi aiuta a stare meglio, più leggero.  Posso però affermare che questo stile di vita non mi ha limitato e peggiorato le prestazioni.

Dove ti porteranno i tuoi prossimi impegni sportivi?

Non ho ancora ben chiare le gare alle quali parteciperò. Posso dire che vorrei sicuramente correre bene, con lo spirito giusto e il giusto entusiasmo.

Qual è il tuo piatto vegan preferito, al quale proprio non potresti mai rinunciare?

Non ne ho uno, posso dire pero che mi piacciono molto le patate, il riso, i pomodori e gli spinaci.

Quali sono i tuoi consigli per chi si volesse avvicinare all’alimentazione 100% vegetale?

Consiglio di informarsi approfondendo l’argomento e di bilanciare ad ogni pasto proteine e carboidrati senza ovviamente trascurare le verdure. Consiglio di non vedere come una privazione l’eliminazione di alcuni cibi dalla nostra dieta, ma di cogliere tutto ciò come un arricchimento. A parer mio è chi si nutre di prodotti animali che si priva della fantastica sensazione di benessere derivata dalla consapevolezza di star facendo del bene all’ambiente, agli animali e a se stessi.