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Yoga per lo sport: perché è importante praticarlo

Yoga per lo sport: perché è importante praticarlo

La parola YOGA richiama subito l’immagine della posizione statica a gambe incrociate . Per converso, la parola SPORT richiama un film più che un’immagine, un’attività di movimento. Yoga e sport sembrano quindi una combinazione insolita, niente di più errato.

Andrea Toso

01 Luglio 2020

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Perché è importante lo Yoga per lo sport? Partiamo da un concetto fondamentale:
Conoscere gli altri è intelligenza. Conoscere sé stessi è saggezza.

Chi vince gli altri è potente. Chi vince sé stesso è forte.

Conoscere ciò che è abbastanza è libertà.

Lao Tsu, Tao Te Ching, Vi sec. a.C.

La parola YOGA richiama subito l’immagine della posizione statica a gambe incrociate . Per converso, la parola SPORT richiama un film più che un’immagine, un’attività di movimento. Yoga e sport sembrano quindi una combinazione insolita: lo sport è un’attività competitiva, mentre lo yoga è una filosofia che riguarda una concezione olistica, globale della vita. Quindi la domanda sorge spontanea per comprendere appieno lo Yoga per lo sport,  se ci sia un qualche comune denominatore tra questa antica filosofia indiana e il mondo dello sport.

Ma chi fa sport sa che lo sport non è solo competizione e che quest’ultima è il fotogramma di un lungo film di pratica graduale e costante più simile a quella di un monaco certosino (o di un samurai) e chi pratica lo yoga sa che lo yoga non è solo meditazione statica ma anche intensa attività fisica che ottimizza la circolazione energetica, produce calore e sudore.

Se si guarda alla storia, lo yoga come il kung fu in Cina e gli sport in occidente, hanno in sè sia l’origine marziale che quella ascetica per cui entrambe sono forme , arti (kung) del corpo Nella cultura indiana ci sono 6 forme d’arte: la prima è lo YOGA, la 2a (Malla Vidya) è l’arte del combattimento e dello sport  in genere, seguiti da teatro e dalla vita professionale.

Nella Bagavad Gita, il  poema epico medievale dell’India, lo yoga viene definito  come “KARMASU KAUSALAM” , la complessa capacità di essere in uno stato meditativo e concentrato nella situazione più estrema (di stress diremmo oggi)  come quella di un combattimento, o di un gesto atletico tanto più se in una competizione .

Lo Yoga vede il corpo in modo diverso rispetto agli sport occidentali. L’atletica e tutti gli sport richiedono una dura disciplina fisica per sviluppare velocità, forza, resistenza, precisione e agilità. Ma mentre si sviluppa il fisico, molto spesso il prezzo è interno, fisiologico, ossia il funzionamento vitale dei sistemi autonomi come quello digestivo, immunitario e riproduttivo e i sistemi nervosi.

Ed è qui che l’arte dello yoga viene in aiuto in più aspetti vitali per la vita sportiva: enfatizzando l’aspetto salutistico interno a quello esteriore della performance, permette di ottimizzare gli sforzi, liberare da tensioni , prevenire infortuni e quindi ottimizzare anche le performance.

Nella consapevolezza dell’intrinseco intrecciarsi tra stato emotivo, movimento postura e respiro, l’ arte dello yoga fornisce una cornice e un metodo per coltivare il corpo per quella stabilità della mente che le neuroscienze chiamano “stato di Flow” o Zona o stato meditativo e che è sempre più chiaro essere la vera meta anche dello sport.

“Credo che gli atleti di qualsiasi disciplina sarebbero d’accordo che avere tale dominio sul corpo, sul respiro, e sulla mente può essere solo un vantaggio per le prestazioni.” BKS Iyengar in Yoga per lo Sport ed. Mediterranee.

Pic by Fabio Menino

tite togni
www.yogaxrunners.com