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(Pre)Vedere la Gara: Visualizzazione Virtuale in Noi

(Pre)Vedere la Gara: Visualizzazione Virtuale in Noi

La Visualizzazione è una tecnica multidisplinare usata per ripercorrere con la mente episodi vissuti ma anche per crearsi preventivamente episodi futuri. Vediamo come può aiutarci nello sport.

Riccardo Mares

14 Dicembre 2020

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Chiudi gli occhi.

Respira profondamente.

Guarda.

Cosa vedi con gli occhi chiusi?

Cosa immagina la tua mente?

Gli occhi, come il resto dei nostri rilevatori, non sono altro che strumenti per inviare impulsi al nostro centro elaborazione dati: il cervello.

Non vediamo con gli occhi: canalizziamo la luce e trasmettiamo impulsi neurali, componendo immagini che dovrebbero rappresentare la realtà.

Nel pieno dell’era virtuale, galvanizzata dal Covid e dal ritorno guerriero di Second Life sottoforma di Fortnite, andiamo a scoprire quanto sia importante anche per noi sportivi la visualizzazione, ovvero il processo di riprodurre situazioni con la mente: immagini, suoni, profumi, sensazioni.

Con la visualizzazione abbiamo la possibilità di pianificare una gara importante, soprattutto se si tratta di una gara molto lunga. Conoscere il percorso, essere in grado di visualizzare i passaggi, ricordarsi le principali difficoltà o i portali dei 5-10-… è un grande aiuto.

A me spesso capita, al termine di qualche gara quando c’è più cuore che gambe, di ricorrere all’immagine degli ultimi km del mio percorso usuale, come se fossero più semplici.

Quanto paura ci fa l’ignoto e quanto è difficile da affrontare? Anche in caso di corse su piano, senza effettive difficoltà, avere la possibilità di aggrapparsi a punti di riferimento permette di macinare chilometri con più facilità.

In modo particolare, gli ultimi 10 km di una maratona, diventano più “fattibili” se ne conosciamo i dettagli e se siamo in grado mentalmente di visualizzare cosa vedremo tra pochi passi.

Ricordo, come fosse ieri, la difficoltà di affrontare il Trail degli Eroi sul Monte Grappa, non sapendo cosa aspettarmi, avendo studiato poco il percorso e essendo stata la prima volta. Così come le prime volte in cui affrontai alcuni percorsi sui Colli Euganei, edulcorati successivamente una volta che ogni passaggio, angolo, difficoltà diventa noto, prevedibile e previsto.

Facendo un po’ di ricerche si scopre che la tecnica della visualizzazione non solo è usata in psicologia e in numerose attività di rilassamento/meditazione, ma anche lo storico Mr Olimpia, Arnold Swarzenegger, usava la visualizzazione per prepararsi ad allenamenti particolarmente intensi.

Ovvio che non può fare miracoli e che se mi metto a crearmi un film che corro la mezza a 4:00 col cavolo che ci riesco.

Però può diventare un forte aiuto per superare anzi prevenire momenti di difficoltà.

Riassumendo:

  • Cerchiamo di eseguire gli allenamenti più impegnativi in percorsi noti con numerosi agganci mnemonici e distanze “interiorizzate”
  • Cerchiamo di studiare al meglio i percorsi di gara e se non possiamo andare in loco analizziamo cartine, tracciati e virtualizzazioni 3d di Google
  • Nel caso di gare lunghe concentriamoci sul memorizzare traguardi intermedi soprattutto nei tratti finali: alberi, torri, negozi, case, … Vediamoci passare quei punti con il tempo che abbiamo stabilito.

Anche nel caso delle virtual race, ciò che ci resta di questo momento di crisi, può essere utile immaginarsi in un percorso stimolante o, meglio ancora, immaginare avversari da superare.

Siamo sportivi, curiamo il nostro corpo, ma non dimentichiamoci che siamo burattini guidati dal cervello.

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foto JazzRossi