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Dobbiamo cavalcare l’onda del cambiamento con pazienza, fiducia e resilienza

Dobbiamo cavalcare l’onda del cambiamento con pazienza, fiducia e resilienza

Andrà tutto bene se coltiviamo l’arte del rallentare e del fermaci

Matteo Simone

27 Marzo 2020

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Quando non siamo disponibili al cambiamento, quando rinunciare ci fa stare troppo male, questi sono campanelli a cui dobbiamo prestare attenzione. Dobbiamo sempre cavalcare l’onda del cambiamento con pazienza, fiducia e resilienza. Tutto muta e si trasforma, ma questo non deve essere un problema anzi può diventare uno stimolo per nuove esperienze. Fermarsi ogni tanto è importante per riflettere e coltivare altre pratiche come la meditazione.

A volte cambiamenti di vita drastici e improvvisi possono essere considerati un’opportunità per riscoprire il piacere di rallentare o fermarsi riprendendo tante buone abitudini messe da parte per la frenesia della vita quotidiana, ad esempio: esercizi di respirazione, visualizzazioni positive, meditazione, esercizi di mobilità articolare, scrittura, lettura, cura di sé, visione vecchie foto, yoga, cibi e bevande sani come acqua, frutta e verdure.

Nella mia attività ho sviluppato un modello dal nome R.O.SA che è l’acronimo di Respiro, Osservazione, Sensazioni, Autoconsapevolezza. È importante fermarsi e ascoltarsi, notare il proprio respiro, guardarsi dentro e anche percepirsi come parte di un tutto: l’ambiente circostante, le persone che ci circondano. È fondamentale sviluppare più autoconsapevolezza attraverso la percezione di sé stessi, delle proprie sensazioni corporee, avvertire il dolore, il caldo o il freddo, ad esempio.

È importante accettare e rispettare le raccomandazioni suggerite del momento per un congruo periodo di tempo in attesa di ritornare alla quotidianità, a tal proposito segnalo il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 11 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (GU n.64 del 11-3-2020)

Interessante la dichiarazione in diretta video del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, di cui riporto alcune parole:

Vorrei cominciare ringraziando prima di tutto, ancora una volta, i medici, gli operatori sanitari, i ricercatori che mentre vi parlo stanno lavorando senza sosta negli ospedali per combattere l’emergenza sanitaria, per curare i nostri malati. Il mio grazie va anche a tutti voi, che state rispettando le misure che il Governo ha adottato per contrastare la diffusione del virus. Vi ringrazio perché so che state cambiando le abitudini di vita, state compiendo dei sacrifici, so che non è facile, ma sappiate che con questa vostre rinunce – piccole o grandi – stanno offrendo grande contributo prezioso al Paese. Soli pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre radicate abitudini di vita, rimanendo a casa il più possibile, uscendo solo lo stretto necessario. La stragrande maggioranza di voi italiani ha risposto in modo straordinario. Quando ho adottato queste misure – che limitano anche alcune delle nostre amate libertà – ero consapevole che si trattava di un primo passo e ragionevolmente non sarebbe stato l’ultimo, che a breve sarebbe stato necessario un passo ulteriore. Ora, questo è il momento di compiere un passo in più. Ma ora disponiamo anche la chiusura di tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di generi alimentari, di prima necessità, delle farmacie e delle parafarmacie. E voglio dirvi un’ultima cosa: se saremo tutti a rispettare queste regole, usciremo più in fretta da questa emergenza. Il Paese ha bisogno della responsabilità di ciascuno di noi, della responsabilità di 60 milioni di italiani che quotidianamente compiono piccoli grandi sacrifici. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore, per correre più veloci domani. Tutti insieme ce la faremo“.

Si è in tanti ad intervenire, ognuno diventa una risorsa se ben organizzata, se ben strutturata. Si creano relazioni, nuovi ponti, collaborazioni per aiutare coloro che hanno bisogno in questo momento a causa di qualcosa molto grande e terribile. L’aiuto psicologico può aiutare a riorganizzarsi, a trovare nuove risorse individuali, familiari, amicali, di rete locale. L’aiuto psicologico può aiutare a sviluppare fiducia in sé stessi e negli altri.

Anche il Governo ha avviato la campagna #iorestoacasa, per partecipare basta scaricare il cartellino: stamparlo, piegarlo, incollarlo, tagliarlo e poi appenderlo alla porta.

http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1725254.jpg

In tanti si stanno mobilitando per invogliare le persone a restare a casa e riporto di seguito le motivazioni della testimonial Chiara Chiavetta, attrice palermitana, attraverso un suo video dove elenca cinque motivi per stare in casa: ”1. Non voglio contagiare gli amici e chi mi sta intorno. 2. Non voglio tornare nella mia città di origine, Palermo, per non rischiare contagiare la mia famiglia. 3. Con gli amici basta mandarsi messaggi e telefonarsi. 4. Credo in una Italia solidale. 5. Ho scoperto la lettura, la scrittura e soprattutto la pittura. Mi sto divertendo tantissimo!

https://youtu.be/JTDTWJLCsew

L’aiuto psicologico può avere l’obiettivo di sviluppare la resilienza nelle persone, aiutare a ricostruire fiducia e relazioni, ricostruire sé stessi, la propria attività. L’aiuto psicologico può avere l’obiettivo di incrementare fiducia e pazienza in attesa di ritornare gradualmente alla quotidianità, di riprendere le cose lasciate in sospeso, di prendersi cura di sé.

L’impatto di un evento considerato imprevedibile, devastante, stressante sui bambini e gli adulti comporta sensazioni intense e insolite, forti emozioni, pensieri bizzarri, comportamenti non abituali, è possibile che si possa manifestare panico, confusione, congelamento, tutte sensazioni ed emozioni terribili che nessuno vorrebbe sentire e sperimentare che spiazzano. Si rimane sorpresi e impotenti davanti all’imprevisto e inimmaginabile che crea danni, lutti, dolore, perdite enormi.

Interessanti i consigli dell’Istituto Superiore di Sanità del 6 marzo 2020:

Colpiti dallo stress anche i bambini, più agitati, inquieti ed insistenti nelle loro richieste. Possiamo e dobbiamo aiutarli, come suggerisce l’OMS. Hanno bisogno anche loro di essere rassicurati, di una carezza in più, di spiegazioni, di ascolto. In caso di separazione, ad esempio per ricovero in ospedale, stabilite comunque contatti regolari con i vostri bambini, anche per telefono, e rassicurateli fornendo spiegazioni chiare con linguaggio adatto alla loro età: ad esempio, la mamma, il papà, o altra persona della famiglia, potrebbero iniziare a non sentirsi bene e potrebbero andare in ospedale per un po’ di tempo.”

https://www.iss.it/web/guest/primo-piano/-/asset_publisher/o4oGR9qmvUz9/content/id/5288044

Gli psicologi possono intervenire per contenere ed elaborare dolore, sofferenza, panico, disperazione, per accompagnare vittime e familiari per indirizzarli ad accettare e affrontare l’onda del cambiamento imposta della routine giornaliera in attesa di poter gradualmente ritornare alla quotidianità quando sarà possibile.

Interessanti le parole dell’Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia Santo Marcianò, del 9 marzo 2020, soprattutto la parte finale:

Dobbiamo sentire fratelli gli uomini di scienza, che si stanno adoperando nella ricerca e nelle cure, nella speranza di vincere questa dura battaglia per la vita; gli uomini delle Istituzioni, impegnati a ridare al Paese ordine e protezione, per limitare la diffusione del contagio; e come non ringraziare con forza il nostro Presidente della Repubblica, capo delle Forze Armate, che tanto equilibrio, lucidità di guida, forza d’animo e capacità di incoraggiamento sta mostrando anche in questo frangente? Dobbiamo sentire fratelli gli uomini e le donne che più ci sono vicini e più hanno bisogno di noi, perché anziani, fragili, soli. Chi è solo ha paura e non ritrova motivi per sperare. La storia di questo virus, con le restrizioni imposte, ci sta ricordando il valore della vita, di ogni suo attimo e del suo orizzonte di eternità, ben superiore a guadagni personali e bilanci pubblici, e ci sta insegnando che possiamo fare a meno di tante cose superflue, persino di tante cose utili… Ma non possiamo fare a meno gli uni degli altri!”

A seguito di eventi critici, oltre alle cure mediche, ai consigli da parte della comunità scientifica, ai provvedimenti delle istituzioni; l’aiuto psicologico può essere importante e fondamentale per la persona che ha bisogno di sentirsi tutelato, compreso, ricevere un rinforzo sulle proprie capacità di affrontare la situazione.

Di seguito alcune informazioni utili, a cura degli psicologi dell’emergenza CISOM, che possono aiutarci ad evitare due errori possibili: sopravvalutare o sottovalutare (negare) il problema.

https://www.cisom.org/news-2/covid-19-reazioni-psicologiche-e-vademecum-per-bambini/

Andrà tutto bene se coltiviamo l’arte del rallentare, fermaci, della creatività, fiducia apprendendo dall’esperienza, qualsiasi esperienza. Se riusciamo a essere pazienti e responsabili possiamo sviluppare resilienza e potremmo uscirne fuori anche più rafforzati.

Dott. Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR
Sito web: www.psicologiadellosport.net