Dal nuoto in vasca alle acque libere: gli esercizi “salvavita” per il triathlon
La piscina è rassicurante, ma la gara è un’altra storia. Scopriamo come simulare le dinamiche delle acque libere, gestire il fiato e strutturare la settimana di allenamento per arrivare al top della forma.
Dopo le prime bracciate per ritrovare l’acquaticità, torniamo in acqua per l’ultimo capitolo dedicato al nuoto.
In questo nuovo episodio di School of Triathlon, insieme a Daniel Hofer e alla guida esperta di Luca Sacchi, affrontiamo il passaggio cruciale dalla tecnica di base all’allenamento funzionale e specifico per la gara. La piscina è un ambiente controllato, ma sappiamo bene che le acque libere nascondono imprevisti, contatti e cambi di ritmo improvvisi. Ecco perché è fondamentale preparare il corpo e la mente ad affrontare ogni situazione senza farsi prendere dal panico.
Cosa scoprirai nel video:
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Pianificazione e volumi: Quante volte nuotare a settimana? L’ideale per chi prepara un triathlon è tre, ma due sessioni sono il requisito minimo. All’inizio, la durata può essere contenuta a 45-50 minuti, focalizzandosi sull’esecuzione tecnica anziché sul conteggio ossessivo dei chilometri percorsi.
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La struttura perfetta: Ogni sessione in corsia deve rispettare tre fasi ben precise: un buon riscaldamento, il blocco centrale di lavoro e l’immancabile defaticamento finale.
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Simulare le acque libere: In gara serve anche saper scattare. Esercizi a testa alta, partenze da fermo e frequenti cambi di ritmo sono essenziali per simulare i giri di boa e le ripartenze concitate all’interno del gruppo.
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Il trucco del respiro: Lavorare in ipossia, abituandosi a respirare ogni 3, 5 o più bracciate, aiuta a costruire una solida resistenza. In particolare, impostare la respirazione ogni tre bracciate nelle fasi lente favorisce un migliore assetto in acqua e preserva le articolazioni.
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Gli errori da matita blu: Vietato prendere la tabella di un grande campione e copiarla pari pari. Allo stesso modo, in questa fase della preparazione, bisogna evitare di ingaggiare sfide sfiancanti con chi nuota nella corsia a fianco.
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Sonno e recupero: Per assimilare il lavoro svolto, il sonno è il nostro primo vero alleato. Un’integrazione serale specifica, a base di magnesio e minerali, può ottimizzare il riposo notturno e farci trovare pronti per l’allenamento successivo.
Il consiglio da PRO Come ci ricorda saggiamente Luca Sacchi al termine della sessione: “La forma arriva se non la forzi”. La stagione agonistica è lunga, per cui c’è tutto il tempo per progredire con gradualità e metodo.
Guarda il video completo e scopri tutti gli esercizi combinati per rivoluzionare la preparazione in vasca. Con questo episodio chiudiamo il capitolo nuoto: preparate le scarpe, perché dalla prossima puntata si passa alla corsa!
School of Triathlon: allenati con testa, rispettando i tempi del tuo corpo per costruire una performance che dura tutta la stagione.
In collaborazione con Cetilar e Swimprove
Grazie a Hardskin
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