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Perché si cade in MTB e come evitarlo

Perché si cade in MTB e come evitarlo

Partendo dal recente errore di Mathieu Var Der Poel a Tokyo, abbiamo deciso di dedicare un articolo sulle cause delle cadute in mtb. Leggi 8 consigli!

Cristiano Guarco

27 Luglio 2021

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Le cause più comuni delle cadute in mountain bike e i migliori consigli per evitare che si ripetano.

Quanto è pericoloso andare per sentieri in MTB? La risposta è solo una: dipende.

Per molti di noi si diventa un vero biker solo dopo aver guadagnato qualche bella cicatrice sparsa per il corpo. Questo indipendentemente dal fatto che si viaggi sempre al limite o che adotti un approccio più rilassato. L’errore e l’imprevisto, infatti, sono sempre dietro l’angolo.

Come limitare quindi il rischio di cadere e farsi male? Innanzi tutto seguendo una delle basi del mountain biking, e di ogni sport in cui la padronanza del mezzo è fondamentale: progredire in modo costante.

La maggior delle cadute dipendono dal desiderio di strafare, dal voler passare al livello successivo troppo in fretta, affrontando ostacoli – naturali e artificiali – senza la necessaria preparazione o per la troppa sicurezza di sé. Anche una perdita di concentrazione – chi non ne è mai stato vittima! – può portare a conseguenze disastrose. Solo Mathieu Var der Poel, caduto malamente e poi ritiratosi per le conseguenze, sa cosa è capitato in gara alle Olimpiadi di Tokyo, giusto per citare un caso molto recente.

 

Mathieu Var der Poel alle olimpiadi di Tokyo

 

Detto questo, forse non è la mountain bike a essere pericolosa di per sé, quanto invece i biker nel loro modo di praticarla. La buona notizia è che pochi ed essenziali cambiamenti nel vostro modo di approcciare mentalmente la MTB ridurranno il rischio di finire a terra in numerosi scenari, dai rock garden ai salti passando per i letti di radici e i drop. E cosa ancora più importante, vi metteranno in condizione di guidare in modo più fluido e dinamico, portando il divertimento (in sicurezza) a un livello superiore.

 

  1. Non progredite troppo in fretta

Una cattiva – o insufficiente – tecnica di guida funziona fino a un certo punto, oltre il quale le conseguenze delle nostre azioni possono diventare nefaste.

Per fortuna, per la maggior parte di noi, l’istinto di auto conservazione prende quasi sempre il sopravvento. Quindi, se vi trovate di fronte a un drop di un metro, e non ne avete mai superato con fluidità e sicurezza uno alto la metà, è meglio girarci intorno.

Limitatevi a quest’ultimo, fino a quando non siete completamente sicuri dei vostri mezzi, escludendo non solo la velocità ma anche e soprattutto la pura fortuna dall’equazione che porta al successo ogni maledetta volta che l’avete fatto. Dovrete essere in grado di superarlo con diversi approcci, dal più lento al più veloce del normale, sempre con il massimo controllo. Solo allora avrete la padronanza della tecnica, per passare a drop più grandi.

 

  1. Non siate troppo tesi

Anche i pro adottano un approccio rilassato e tranquillo, anche se in gara sembrano tesissimi e impegnati allo spasimo. Devono digerire ogni ostacolo senza colpo ferire, e la mancanza di lucidità e tranquillità è una cattiva alleata in tutto questo.

Ricollegandoci al primo punto, quando si possiedono tecnica, fluidità, ed equilibrio, allora si procede sugli ostacoli invece di farlo contro di essi. Tutto con la massima naturalezza.

 

  1. Guardate avanti

Quante volte lo abbiamo ripetuto: se vi allenate a guardare avanti, memorizzando gli ostacoli che si presentano davanti a voi lungo il percorso, è più facile che li affrontiate con la giusta traiettoria e velocità. Questo vi impedisce anche di fissarvi sulla caratteristica del terreno più vicino a voi, percorrendola di conseguenza in modo più fluido (sì, se non l’avete ancora capito, un’altra parola d’ordine è fluidità, il famigerato Flow).

Provate a ripetere quello che dovete fare, passo dopo passo, nella vostra testa. Questo vi aiuta a pianificare in anticipo le vostre azioni e, ritornando al punto due, a ridurre la tensione, mentale e muscolare.

 

 

  1. Esplorate i sentieri

Un concetto dovrebbe essere chiarissimo: potete affrontare un ostacolo o scegliere la più facile chicken line, ma non potete mai – e poi mai! – cambiare idea sulla rampa di un drop roccioso o su un letto di radici. Anche sui sentieri di media difficoltà è una buona idea fermarsi lasciando la bici al di fuori del percorso, e andare a vedere come potete passare su una determinata caratteristica, prima di tornare indietro e superarla con la massima fluidità.

Questo vi aiuterà tantissimo anche e soprattutto prima di affrontare i percorsi più difficili, perché vi dà la possibilità di mettervi alla prova in vista di difficoltà di livello superiore.

 

  1. Abbiate tutto sotto controllo

Con la giusta esperienza e mentalità, un rider è nelle condizioni di affrontare e superare ogni scenario, dalle radici troppo scivolose all’eccessiva velocità, passando per un cattivo setup della bici. Solo chi non ha la completa padronanza del mezzo, trasformandosi in un passeggero impotente sulla bici, si prepara a schiantarsi in modo inesorabile.

In discesa rimanete bassi e centrali sulla MTB, nelle migliori condizioni possibile per controllarla in sicurezza di fronte a ogni ostacolo.

 

  1. È una questione di fiducia

Cosa fate quando vi imbattete in una caratteristica del tracciato dall’aspetto insidioso e non vi sentite sicuri?

Ponetevi queste semplici domande: avete mai affrontato qualcosa di simile? Riuscite a visualizzare nella vostra mente come la affronterete?

Se non riuscite a immaginare un modo di superarla, o semplicemente vi sentite insicuri, allora è meglio passare di fianco, almeno questa volta. Non dovete vergognarvi, ma semplicemente rimandare la sfida. Come? Facendo pratica su una caratteristica assimilabile ma più semplice e piccola, fino a quando non siete in grado di portare la vostra preparazione fisica e mentale su quella più difficile.

Potrebbe volerci una mattina così come mesi. Rimanete rilassati e procedete per gradi (punti 1 e 2).

 

  1. Fate un corso di guida

Esiste un divario enorme tra quello che pensiamo di fare e quello che stiamo effettivamente facendo. Pensiamo di aver superato un drop roccioso con sicurezza e stile e invece eravamo contratti e con lo sguardo troppo basso.

Solo un maestro certificato ed esperto è in grado di individuare cosa sta andando bene e cosa no, non a caso anche molti atleti di alto livello sono seguiti e consigliati da team manager che svolgono anche la funzione di mentori (il caso del discesista australiano Troy Brosnan “guidato” dal mitico francese Fabien Barel, un esempio tra tanti).

Prendete una lezione privata o aggregatevi a uno dei tanti corsi – di varia tipologia e livello – organizzati a livello locale e nazionale, è uno dei migliori investimenti che possiate mai fare per progredire nella guida della MTB.

Poi continuate a praticare quello che avete appreso fino a quando non è profondamente radicato in voi.

 

  1. Ricordatevi dei fondamentali

Per finire, anche se si tratta di tecniche di base della pedalata e della guida, continuate a eseguire i classici esercizi di equilibrio – ad esempio – nel riscaldamento, prima di un allenamento, una gara, o una semplice pedalata tra amici. Sembra banale, ma tutto questo contribuirà a mantenere “vive” le vostre skill e migliorerà il riding nella vostra vita di biker.