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Corsa e fatica: è la scienza, bellezza!

Corsa e fatica: è la scienza, bellezza!

Quando corro, non importa che sia un semplice allenamento o una gara magari più impegnativa, mi capita sempre la stessa […]

Matte in fuga

18 Maggio 2015

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Quando corro, non importa che sia un semplice allenamento o una gara magari più impegnativa, mi capita sempre la stessa cosa: i primi dieci minuti circa di corsa sono l’inferno. È come se il mio corpo si ribellasse a quello che sto facendo: gambe pesanti, dolori alle articolazioni e alla schiena e anche il mio cervello va in black out. Mi sento come se fosse la prima volta che corro in vita mia!

È una lotta continua e odio correre sentendo queste sensazioni. Continuo solo a pensare a quanto manca alla fine del mio allenamento, mi costa una terribile fatica sia fisica che mentale e per qualche minuto contemplo anche l’idea di mollare e tornarmene a casa (confesso anche che qualche volta l’ho fatto!).

Poi mi ricordo di come mi sento alla fine, tengo duro e magicamente inizia tutto ad andare al meglio: i muscoli cominciano a rispondere come si deve e li sento pronti e scattanti, il respiro si fa regolare e comincio a sentirmi piena di energia, felice, come se potessi continuare all’infinito. Per non parlare delle sensazioni che ho dopo aver terminato l’allenamento: quel senso di euforia per essere riuscita a portare a termine qualcosa, per aver raggiunto un risultato, mi carica e mi spinge a ricordarmi che quei primi pochi minuti sono solo un piccolo ostacolo da affrontare.

Parlando con gli altri runner ben più allenati ho scoperto, fortunatamente, che non capita solo a me! Che tu corra da un mese o da anni, i primi minuti di corsa sono sempre i peggiori. All’inizio pensavo fosse colpa mia, perché partivo magari troppo veloce, con poco riscaldamento (e questo è in parte è vero), ma anche se provavo a partire più lentamente, prima o poi quel momento ‘critico’ arrivava sempre e comunque.

Ho scoperto invece, anche cercando in rete, dell’esistenza di quelli che vengono chiamati i ‘Toxic 10‘: i primi difficili dieci minuti di corsa (per alcuni sono 20, per altri ancora 5), che ad un certo momento fanno pensare anche ai runner più esperti ed allenati di voler mollare tutto.
Esiste anche una spiegazione scientifica (‘È la scienza, bellezza!’ come direbbe Jovanotti).

È semplicemente il processo attraverso cui passano i corpi di tutti all’inizio dell’esercizio aerobico: quando si comincia a correre i muscoli hanno bisogno di maggiore ossigeno, ma il corpo non è subito pronto a fornirglielo. Fino al momento in cui il nostro cervello non entra in azione e comincia a far pompare il nostro cuore più forte e a modificare il nostro respiro (questo è il momento in cui di solito ci si chiede perché non si è deciso di rimanere a casa sul divano davanti alla tv oppure a letto a dormire).

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Ci vuole un po’ di tempo per sistemare questa situazione ed è questo che rende questi primi dieci minuti così difficili. Dopo invece comincia tutto a girare per il meglio: il respiro rallenta e si acquista il ritmo giusto. Correre diventa divertente e rilassante e ti sembra davvero che potresti correre all’infinito. Una volta scoperto che succede un po’ a tutti di sicuro ti senti meglio e meno schiappa, ma comunque non risolvi il tuo problema nell’affrontare questa situazione.

Come fare per superare questo momento? Innanzitutto fare un buon riscaldamento e poi, semplicemente, NON MOLLARE! È importante essere consapevoli che quello è solo un momento passeggero, e in qualche modo inevitabile, e che quelle sensazioni negative che proviamo all’inizio non sono la corsa, ma… semplice biologia!

Non è forse questo uno dei più grandi insegnamenti della corsa: resistere e tenere duro anche quando ci sembra di non farcela più, anche quando ci sembra impossibile continuare? Lottare soprattutto contro noi stessi e contro il nostro cervello che in quel momento ci dice di fermarci?

(Roberta)