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Corri, corri, che la torre ti aspetta

Corri, corri, che la torre ti aspetta

E’ andata in scena domenica 17 dicembre la 19a edizione della Maratona di Pisa. Al suo interno anche la Pisanina […]

Enrico Cavallini

09 Gennaio 2018

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E’ andata in scena domenica 17 dicembre la 19a edizione della Maratona di Pisa. Al suo interno anche la Pisanina Half Marathon. Record di iscritti con oltre 4000 presenze, di cui 750 gli stranieri. L’arrivo in piazza del Duomo non ha prezzo.

Sono le 8.55 di domenica 17 dicembre. Il cielo è terso e la temperatura sfiora i 10 gradi. Oltre 4000 runners sono ammassati in via Buonanno Pisano pronti a prendere il via per la 19a edizione della Maratona di Pisa, al cui interno è racchiusa anche la Pisanina Half Marathon, più i percorsi non competitivi da 14, 7 e 3 chilometri. Ce n’è veramente per tutti i gusti.

L’aria si riempie delle note di Thunderstruck degli AC/DC, mandate dai DJ di RadioBruno, gli speaker ufficiali della manifestazione.

Non potevo mancare alla Maratona di Pisa, anche se rivolto ai 21.097 metri. Non sono ancora pronto per affrontare la distanza di Filippide.

Partecipai alla Maratona di Pisa un paio di anni prima, ma in veste totalmente diversa: mi offrii per il servizio di scorta dei primi, ma in bici. Fu una bella esperienza e rimasi innamorato del percorso, soprattutto del tratto cittadino.

Quel giorno mi dissi che io, alla Maratona di Pisa, avrei partecipato; ai tempi ancora non correvo a piedi.

E così è stato. Finalmente quest’anno avevo la giusta preparazione, essendo questa la terza mezza messa in fila in due mesi.

A Pisa, poi, sono particolarmente legato. Da ex paracadutista della Folgore, qui passai i 90 giorni più importanti del mio svezzamento, che mi trasformò da ragazzo a uomo.

5,4,3,2,1, PAM! Si parte! Negli ultimi giorni non ho proprio tenuto uno stile di vita da atleta. Tanti gli impegni, poco il riposo, soprattutto il sonno e poi, è tempo di feste, di auguri, tra amici, lavoro, una cena dietro l’altra e mica quelle dove vai per fare solo il giro attorno al tavolo.

Anche la sera prima una bella e ricca cena a Viareggio con gli amici di lunga data, organizzatori la manifestazione ciclistica Granfondo della Versilia. Buon pesce e ottimo vino!

Mi trovo per caso con alcuni compagni di squadra e ne approfittiamo per fare qualche passo di riscaldamento, ben sapendo che l’attesa in griglia lo avrebbe comunque vanificato.

Si va! L’obiettivo è quello di chiudere in 1 ora e 45′, il miglior tempo che ho registrato qualche settimana prima a Busto Arsizio.

Nella fretta ho dimenticato a casa il Garmin. Ho lanciato comunque Strava sul telefono che ho con me, ma non mi è possibile guardarlo, per cui non riferimenti del passo che sto tenendo. Mi accodo subito ai pacer dell’ora e 45 e mi accorgo che la velocità è un tantino più bassa della mia di crociera, per cui aumento un pelo. «Alla peggio mi raggiungeranno sul finale e mi unirò» penso tra me e me.

I miei compagni di viaggio sulla mezza, Enrico e Daniela, allungano il passo e li lascio andare. So perfettamente che hanno almeno 30”/km in meno di me e non voglio cuocermi. Intanto sfiliamo per il centro, costeggiamo l’Arno, prima da una riva, poi dall’altra. Pisa è sempre molto affascinante e la scenografia aggiunta dall’organizzazione rende l’atmosfera veramente unica.

Siamo al quinto chilometro e alle mie spalle sento un ansimare famigliare; mi volto e vedo Roberto, il compagno di squadra del Biella Running. Gli chiedo a velocità e mi risponde 4’45”. Buon passo per chiudere dentro il termine che mi sono proposto. Al decimo chilometro, mi “ciuccio” il gel e mi fermo il tempo necessario per bere qualcosa. Il ristoro sembra una festa di paese dal personale che c’è. L’amico Roberto intanto prende qualche metro, ma in breve rientro su di lui e mi rimetto a fare il passo.

Piano piano si esce dalla città volgendo verso Tirrenia, dove i maratoneti sfileranno sul lungo mare per poi fare ritorno. Noi, della mezza, al dodicesimo chilometro invertiamo la rotta e prendiamo la strada del ritorno.

Non sento più l’ansimare di Roberto; si è staccato! Spero sia solo stanchezza.

Sono al 15°; mi ciuccio il secondo e ultimo gel; altra sosta al ristoro per un sorso d’acqua per mandarlo giù e via! Al 18°, come sempre, ecco il cedimento! Ma il peggio è che non ho il controllo della situazione. Non so se sto scendendo troppo con il passo o se va ancora bene. Questo mi destabilizza e mi accorgo che rallento oltre modo, ma i pacer ancora non mi hanno preso. Tengo duro! Manca poco… i chilometri scorrono meno velocemente del voluto e la fatica iniziare a diventare tribolazione. Ecco le ultime curve e finalmente in lontananza spunta la torre più famosa al mondo. Ancora pochi metri e si fa ingresso in piazza dei Miracoli con la cupola del Duomo ad ammirare incuriosita queste migliaia di amanti della  fatica.

Vengo accolto da una sorridente signorina che si appresta ad infilarmi al collo la meritata medaglia da finisher. Guardo il timer della SDAM, che segna 01:45:11. In virtù del Real Time ho chiuso la mia prova personale in 01:44:48, 26 secondi peggio del mio PB.

Arrgh! Se sono avessi avuto la situazione sotto controllo, 26” non li avrei persi e forse avrei anche registrato il mio nuovo PB! Amen, sarà per la prossima volta. Ora, per la 20a edizione della Maratona di Pisa, sarà mia cura prepararmi per i 42195 metri. E godermi nuovamente questo spettacolo.

Incontro Daniela; ha chiuso alla grande ed è soddisfattissima. Mi piace vedere la gente felice, così la sua felicità mi rallegra la giornata. Torno indietro, verso l’arrivo, per fare qualche foto e per attendere l’arrivo di Roberto, che finalmente è giunto al traguardo. Una fitta lo ha costretto a rallentare. Nulla di grave.

L’aria intanto si è resa freschina a causa di una velatura del cielo e ho anche un appuntamento a Carrara da lì a poco, per cui non posso nemmeno godermi l’arrivo del siciliano Antonio Lollo, che in 2h24’18” chiude i 42,195 chilometri.

Ora sono contento di avere tra i miei ricordi questa esperienza.

Un complimento speciale alla 1063AD e a tutto il suo prezioso staff.