Quel momento in cui lo stomaco si ribella
Ci sei quasi. Ultimo tratto di una ripetuta tirata, la volata finale di una gara, o l'ennesimo chilometro di un lungo spinto. Le gambe reggono, il fiato pure, ma è lo stomaco a tradirti: si chiude, sale un senso di malessere, e per un attimo pensi che stai per stare male davvero. Poi rallenti e, piano piano, passa.
È una delle sensazioni più sgradevoli e più comuni dello sport di resistenza, e con la stagione delle maratone d’autunno alle porte, quando le sedute dure e i lunghi tornano protagonisti, tante persone la ritrovano. La reazione tipica è dare la colpa alla colazione o al gel di troppo. Ma la causa principale, quasi sempre, è un’altra.
Cosa succede davvero: il sangue cambia indirizzo
Quando spingi forte, il corpo ha due priorità assolute: portare ossigeno ai muscoli che lavorano e dissipare il calore che produci. Per farlo, dirotta gran parte del sangue verso muscoli e pelle, togliendolo da dove in quel momento è meno indispensabile: l'apparato digerente.
Con meno sangue a disposizione, lo stomaco e l’intestino vanno in sofferenza. La digestione si blocca, i movimenti si alterano, e il risultato è quel senso di nausea. In pratica non è il cibo a farti stare male: è il tuo sistema digerente che, sotto sforzo intenso, viene temporaneamente messo in pausa.
Ecco perché la nausea arriva soprattutto alle intensità alte e nei finali, quando la richiesta è massima, e tende a passare appena rallenti e il sangue torna a ridistribuirsi.
Non è (quasi mai) colpa del cibo, ma il cibo può peggiorare
Detto questo, quello che mangi e bevi ha un ruolo, anche se indiretto. Se lo stomaco è già in sofferenza per il sangue che manca, riempirlo nel modo sbagliato aggrava tutto:
- Un pasto troppo abbondante o troppo vicino allo sforzo lascia cibo ancora da digerire proprio mentre la digestione si ferma
- Cibi grassi, fritti o ricchi di fibre rallentano lo svuotamento dello stomaco e restano lì
- Bevande o gel troppo concentrati di zuccheri richiamano acqua nello stomaco e peggiorano la sensazione, specie senza abbastanza liquidi
Quindi il cibo raramente è la causa scatenante, ma quello sbagliato al momento sbagliato è benzina sul fuoco.
Gli altri fattori che accendono la nausea
Non c'è solo l'intensità. Altri elementi la rendono più probabile:
- Il caldo e la disidratazione, che sottraggono ulteriore sangue all'apparato digerente
- Partire troppo forte, che manda il corpo in debito prima che si sia adattato
- La tensione pre-gara, che di suo chiude lo stomaco
- Bere troppa acqua liscia tutta insieme, che diluisce e riempie senza aiutare
Come tenerla lontana (la parte pratica)
Con qualche accorgimento la nausea si riduce parecchio:
- Lascia passare il tempo giusto dal pasto. Almeno 2-3 ore prima di uno sforzo intenso, di più se hai la digestione lenta
- Prima di partire, punta su cose semplici. Carboidrati facili da digerire, poche fibre, pochi grassi
- Scalda e sali di intensità gradualmente. Dare al corpo il tempo di adattarsi riduce lo choc sullo stomaco
- Bevi poco e spesso, non tutto in una volta, e con il caldo aggiungi i sali
- Testa tutto in allenamento. Gel, bevande e tempistiche si provano nei lunghi, mai in gara
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Quando invece devi ascoltarla
Un'ultima cosa importante. La nausea da sforzo intenso, quella che arriva quando spingi e passa quando rallenti, è normale e benigna. Ma se il malessere è forte, se compare a intensità basse o a riposo, o se si accompagna a dolore al petto, capogiri marcati o svenimenti, non è più routine: rallenta, fermati e, se serve, parlane con un medico. Ascoltare il corpo, qui, viene prima di qualsiasi tabella.
Per il resto, la prossima volta che lo stomaco si ribella nel finale, saprai che non è la colazione a tradirti: è solo il tuo corpo che sta dando tutto ai muscoli. Rallenta un attimo, e passa.
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