Quel senso di malessere quando spingi al massimo non dipende da quello che hai mangiato, ma da come il corpo dirotta il sangue. Ecco perché succede e come tenerlo lontano.
Ci sei quasi. Ultimo tratto di una ripetuta tirata, la volata finale di una gara, o l’ennesimo chilometro di un lungo spinto. Le gambe reggono, il fiato pure, ma è lo stomaco a tradirti: si chiude, sale un senso di malessere, e per un attimo pensi che stai per stare male davvero. Poi rallenti e, piano piano, passa.
È una delle sensazioni più sgradevoli e più comuni dello sport di resistenza, e con la stagione delle maratone d’autunno alle porte, quando le sedute dure e i lunghi tornano protagonisti, tante persone la ritrovano. La reazione tipica è dare la colpa alla colazione o al gel di troppo. Ma la causa principale, quasi sempre, è un’altra.
Quando spingi forte, il corpo ha due priorità assolute: portare ossigeno ai muscoli che lavorano e dissipare il calore che produci. Per farlo, dirotta gran parte del sangue verso muscoli e pelle, togliendolo da dove in quel momento è meno indispensabile: l’apparato digerente.
Con meno sangue a disposizione, lo stomaco e l’intestino vanno in sofferenza. La digestione si blocca, i movimenti si alterano, e il risultato è quel senso di nausea. In pratica non è il cibo a farti stare male: è il tuo sistema digerente che, sotto sforzo intenso, viene temporaneamente messo in pausa.
Ecco perché la nausea arriva soprattutto alle intensità alte e nei finali, quando la richiesta è massima, e tende a passare appena rallenti e il sangue torna a ridistribuirsi.
Detto questo, quello che mangi e bevi ha un ruolo, anche se indiretto. Se lo stomaco è già in sofferenza per il sangue che manca, riempirlo nel modo sbagliato aggrava tutto:
Quindi il cibo raramente è la causa scatenante, ma quello sbagliato al momento sbagliato è benzina sul fuoco.
Non c’è solo l’intensità. Altri elementi la rendono più probabile:
Con qualche accorgimento la nausea si riduce parecchio:
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Un’ultima cosa importante. La nausea da sforzo intenso, quella che arriva quando spingi e passa quando rallenti, è normale e benigna. Ma se il malessere è forte, se compare a intensità basse o a riposo, o se si accompagna a dolore al petto, capogiri marcati o svenimenti, non è più routine: rallenta, fermati e, se serve, parlane con un medico. Ascoltare il corpo, qui, viene prima di qualsiasi tabella.
Per il resto, la prossima volta che lo stomaco si ribella nel finale, saprai che non è la colazione a tradirti: è solo il tuo corpo che sta dando tutto ai muscoli. Rallenta un attimo, e passa.
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