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La crisi non arriva all'improvviso: i segnali da riconoscere

Gambe vuote, testa annebbiata, freddo improvviso: la cotta si annuncia molto prima di arrivare. Ecco i segnali da cogliere e come salvare l'uscita quando accade.

di Redazione · ·Lettura: 4 minuti
Ciclista su strada beve da una borraccia durante un'uscita estiva tra le colline

Il momento in cui si spegne la luce

Sei in giro da un paio d'ore. Fino a un attimo prima girava tutto: ritmo buono, gambe presenti, testa lucida. Poi, nel giro di pochi minuti, il mondo cambia. Le gambe si svuotano, il passo cala da solo, la testa si annebbia. Chi pedala la chiama cotta, chi corre lo chiama muro. La sensazione è la stessa: qualcuno ha spento la luce.

La convinzione più diffusa è che arrivi di colpo, senza preavviso. Ed è proprio lì che sbagliamo quasi tutti. Il corpo avvisa, e lo fa parecchi minuti prima. Il punto è che quei segnali sono discreti e facilissimi da scambiare per normale fatica.

Non è una crisi sola: il muro e il calo di zuccheri

Sotto la stessa parola mettiamo due cose diverse, con cause e rimedi diversi.

La prima è l’esaurimento del glicogeno muscolare, il classico muro. I muscoli hanno una scorta limitata di carburante pregiato: quando finisce, il corpo deve ripiegare sui grassi, che rendono molto meno. Il risultato è un calo netto della velocità anche se continui a spingere uguale.

La seconda è il calo degli zuccheri nel sangue, che tocca soprattutto il cervello. Qui i sintomi sono più subdoli: confusione, irritabilità, sensazione di freddo, mani un po’ tremanti, vista appannata.

Spesso viaggiano insieme, ma capire quale domina cambia la risposta. Dal calo di zuccheri si rientra abbastanza in fretta mangiando. Dal muro no: quello si può solo gestire fino a casa.

I segnali che il corpo manda prima

Ecco cosa notare, di solito nei 10-20 minuti che precedono il crollo:
  • Il ritmo che scivola senza che tu lo decida. Stessa fatica percepita, ma passo o watt che scendono
  • La testa che si distrae. Fatichi a fare due conti banali, perdi il filo, ti innervosisci per motivi stupidi
  • Un freddo fuori luogo. Brividi o pelle d'oca in una giornata calda sono un campanello classico
  • Bocca impastata e voglia improvvisa di dolce. Il corpo chiede carburante nel modo più diretto che conosce
  • Fame vera e insistente. È il segnale più tardivo di tutti: quando arriva, sei già in ritardo
Un solo segnale può non voler dire nulla. Due o tre insieme sono un avviso da prendere sul serio.

Cosa fare quando sei già dentro

Se ci sei finito, resistere a testa bassa non serve. Serve un piano in poche mosse:
  • Rallenta subito. Non è una resa: abbassare l'intensità riduce il consumo e ti tiene in movimento
  • Zuccheri veloci, meglio se liquidi. Una bevanda zuccherata o un gel accompagnato da acqua entrano in circolo prima di una barretta da masticare
  • Dai tempo al corpo. Servono 10-15 minuti per sentire un miglioramento: nel frattempo prosegui piano e continua a bere
  • Non fermarti al primo gel. Uno tampona ma non ricostruisce: continua con piccole quantità regolari fino a casa
Una precisazione che conta: se i sintomi sono intensi, se ti senti davvero confuso o non migliori dopo aver mangiato e rallentato, fermati e chiedi aiuto. Con il caldo di queste settimane vale doppio.

Focus bici: perché in sella la crisi è più insidiosa

Ieri si è chiuso a Parigi il Tour de France, tre settimane in cui gestire l'energia ha pesato quanto avere le gambe. Ma non serve correre la Grande Boucle per conoscere la cotta: in bici è più frequente e più difficile da intercettare, per ragioni molto concrete.
  • Le uscite durano di più. Tre o quattro ore in sella sono normali anche per un amatore, e il conto energetico si allunga
  • Il vento ti inganna. Pedalando ti raffreddi e non percepisci quanto stai sudando: la disidratazione avanza in silenzio e accelera la crisi
  • Lo sforzo è discontinuo. Tra discese, tratti a ruota e rilanci è facile perdere il filo di quanto stai spendendo davvero
  • Quando arriva, sei lontano. A differenza di una corsa sotto casa, la cotta in bici ti coglie spesso a chilometri dal rientro
Proprio su questo il Team Ricerca e Sviluppo di EthicSport ha realizzato una guida gratuita dedicata al ciclista moderno: come preparare un'uscita lunga o una gara, come leggere l'intensità tra watt e frequenza cardiaca, quando usare carboidrati liquidi, gel e barrette, come gestire idratazione e sali in base a temperatura e intensità.

Scarica la guida gratuita per il ciclista moderno

Come non arrivarci più

  • Mangia prima di avere fame. Comincia presto e vai a intervalli regolari, senza aspettare il segnale: quando arriva è tardi
  • Parti più conservativo di quanto vorresti. I primi minuti devono sembrarti facili: è lì che decidi come finirai
  • Bevi e reintegra i sali. Con queste temperature l'acqua da sola non basta sulle uscite lunghe
  • Prova tutto in allenamento. Prodotti, tempi e quantità si testano nei lunghi, non il giorno della gara
La crisi non è una sentenza sul tuo livello: è quasi sempre un problema di lettura dei segnali e di programmazione. Impara ad ascoltarti e quelle giornate in cui si spegne la luce diventeranno un ricordo.

Tag  alimentazione · integrazione · idratazione

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