Finisci accaldato e dopo pochi minuti tremi di freddo, anche a settembre. Non è un colpo di freddo: è come il corpo gestisce la temperatura quando ti fermi. Ecco perché e cosa fare.
Hai appena chiuso il lungo, o tagliato il traguardo di una gara. Sei sudato, accaldato, il corpo sembra una stufa. Ti fermi, magari ti concedi due parole con qualcuno, e nel giro di pochi minuti scatta l’interruttore: brividi, pelle d’oca, mani gelate, i denti che iniziano a battere. Da fornace a frigorifero in un attimo.
La spiegazione istintiva è che “ti sei preso freddo” o che sei un po’ debole. In realtà non è né l’una né l’altra cosa: è una reazione del tutto normale, e con l’arrivo di settembre e delle prime giornate più fresche la sentirai sempre più spesso.
Durante lo sforzo il corpo è una macchina che produce tantissimo calore. Per non surriscaldarsi fa due cose: manda il sangue verso la pelle e ti fa sudare, così l’evaporazione ti raffredda. Finché ti muovi, produzione di calore e raffreddamento restano in equilibrio.
Quando ti fermi, quell’equilibrio salta di colpo:
Il risultato è che la temperatura interna può addirittura scendere sotto il normale, e il corpo reagisce con i brividi, che sono micro-contrazioni per produrre calore in fretta. Dopo un lungo o una gara impegnativa, le scorte di zuccheri basse peggiorano le cose, perché rendono più difficile scaldarsi.
D’estate il fenomeno è attenuato: l’aria calda ti tiene tiepido anche da fermo. Da settembre in poi cambia tutto. L’aria è più fresca, spesso c’è un filo di vento, magari un po’ di umidità del mattino, e i vestiti fradici diventano una compressa gelata sulla pelle. È la stagione in cui, dopo i lunghi e le gare, quei brividi si fanno sentire di più, ed è anche quella in cui vale la pena farci attenzione.
Chiariamo un punto: il brivido in sé non è un’infezione, e per prendere un raffreddore serve comunque un virus. Ma attenzione a non cadere nell’eccesso opposto, cioè pensare che il freddo non c’entri nulla. C’entra, e parecchio: restare a lungo bagnati e infreddoliti abbassa le difese, in particolare quelle della mucosa del naso, la nostra prima barriera contro i virus. Studi recenti mostrano che pochi gradi in meno nel naso bastano a ridurre in modo netto questa protezione, rendendo più facile ammalarsi se in quel momento incontri un virus. Ecco perché il problema non è il brivido di per sé, ma quanto a lungo resti fradicio e infreddolito dopo lo sforzo.
La regola è semplice: togli l’umido e trattieni il calore, il prima possibile. Ecco come:
Come vestirsi nella mezza stagione
Correre nel freddo e nella pioggia in sicurezza
Un brivido che passa in fretta appena ti copri è del tutto normale. Diverso è se il tremore diventa intenso e incontrollabile, se fai fatica a coordinarti o a parlare, se ti senti confuso: sono segnali di un abbassamento eccessivo della temperatura, da prendere sul serio. Ci si copre subito, ci si mette al caldo e, se non migliora, si chiede aiuto. Capita soprattutto alle gare lunghe in condizioni fredde e umide, quando si resta fermi ad aspettare dopo l’arrivo.
Per il resto, la prossima volta che dopo il lungo inizi a battere i denti, sai che non ti stai ammalando: è solo il tuo termostato che si sta ritarando. Copriti, muoviti un po’, e in pochi minuti torni te stesso.
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