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Perché con il fresco corri più forte (ed è la stagione dei record)

Appena arriva il fresco ti senti di volare, e non è suggestione: il corpo rende di più col freddo. Ecco perché l'autunno è veloce e come sfruttarlo per la tua gara.

di Redazione · ·Lettura: 4 minuti
Runner sorride correndo su una strada di campagna bagnata, tra alberi dal fogliame autunnale e una casa colonica sullo sfondo

Quella sensazione di volare (che non è una sensazione)

Sono bastati pochi giorni. La settimana scorsa faticavi a tenere il ritmo, ti sentivi pesante, il cuore andava su per niente. Poi è arrivato il fresco, un po' di pioggia, l'aria è cambiata, e all'improvviso le gambe girano: gli stessi ritmi che a luglio erano un supplizio ora scorrono via quasi da soli. Ti senti di volare.

La buona notizia è che non te lo stai immaginando. Il fresco ti fa correre davvero più forte, e c’è una spiegazione fisiologica precisa. È lo stesso motivo per cui le grandi maratone d’autunno, a cominciare da Berlino a fine settembre, sono le più veloci del mondo e il posto dove cadono i record.

Perché il caldo ti rallenta (e il fresco ti libera)

Per capire perché il fresco aiuta, bisogna capire cosa fa il caldo. Quando la temperatura è alta, il corpo ha un problema in più da risolvere: smaltire il calore che produci. Per farlo manda una quota importante di sangue verso la pelle, dove il calore si disperde e il sudore evapora.

Il punto è che quel sangue è lo stesso che servirebbe ai muscoli. Così il cuore deve battere più forte per accontentare tutti, la fatica percepita sale, e a parità di ritmo ti stanchi molto prima. Con il fresco, invece, il problema del raffreddamento quasi sparisce: quasi tutto il sangue resta a disposizione dei muscoli, il cuore lavora meno per lo stesso passo, e quell’andatura diventa improvvisamente sostenibile.

In pratica, col fresco non sei diventato più forte in una settimana: hai semplicemente smesso di sprecare energie a raffreddarti.

La temperatura giusta: dove sei più veloce

I numeri sono sorprendentemente precisi. L'analisi delle grandi maratone internazionali mostra che i tempi migliori arrivano quando la temperatura è più o meno tra 5 e 15 gradi, con un punto ideale intorno ai 7-10 gradi. Sopra questa fascia, ogni grado in più si paga: più sale la colonnina, più il passo rallenta, e oltre i 20-25 gradi la penalità diventa pesante anche per i migliori.

Ecco perché settembre e ottobre, con le loro mattine fresche, sono la finestra perfetta per puntare a un tempo.

Attenzione: più freddo non vuol dire sempre più veloce

Qui però serve onestà, perché è facile passare da un eccesso all'altro. Il fresco aiuta, ma non esiste la regola "più freddo, più veloce". Sotto una certa soglia il vantaggio si ferma e arrivano altri problemi: muscoli più rigidi e lenti a rispondere, articolazioni meno sciolte, il respiro che con l'aria molto fredda può dare fastidio, e il rischio di raffreddarsi troppo se ci si veste male.

Detto semplice: la penalità del caldo è molto più severa di quella del freddo, ma il vantaggio del fresco esiste solo fino a un certo punto. Il “clima da record” è quello fresco e asciutto dell’autunno, non il gelo di gennaio.

L'autunno è la stagione dei record, sfruttalo

Se hai una gara in programma, sei nel periodo giusto e le condizioni giocano per te. È il momento di trasformare il lavoro estivo in risultati: i ritmi che in estate sembravano proibitivi adesso sono alla portata, in gara come nelle sedute di qualità. Se invece non hai gare, è comunque la stagione ideale per un test onesto sui tuoi progressi, o solo per goderti qualche uscita in cui tutto gira.

Come arrivare fresco al via con lo scarico giusto

Come cavalcare il fresco al meglio

  • Riscaldati bene. Col fresco i muscoli partono più rigidi: qualche minuto in più di riscaldamento e qualche allungo evitano partenze legnose
  • Non coprirti troppo. Dopo pochi minuti ti scaldi: vestiti come se fuori ci fossero un paio di gradi in più di quelli reali. Meglio partire con un filo di freddo che finire zuppo
  • Bevi lo stesso. Col fresco senti meno la sete e sudi meno, ma sulle uscite lunghe perdi comunque liquidi: non saltare l'idratazione
  • Metti in tabella la qualità. Ripetute e ritmo gara rendono molto di più adesso: è il momento di sfruttarli

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Perché col caldo il cuore accelera, la deriva cardiaca

E la prossima volta che esci e ti senti una scheggia, goditela: non è fortuna, è la stagione che gioca dalla tua parte. Il tuo compito è solo non sprecarla.

Tag  allenamento corsa · maratona · clima

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