Telaio, gomme, manubrio e stile di guida: cosa trasforma una gravel in una monster gravel e come capire quando un sentiero è da mountain bike. Con i consigli su linee, sguardo e presa al manubrio.
Strade che si fanno più rotte, sentieri sempre più tecnici, canaloni pieni di sassi. Prima o poi ogni gravelista se lo chiede: fin dove può spingersi davvero una gravel? E soprattutto, esiste un confine netto con la mountain bike?
La risposta passa da una categoria sempre più diffusa: la monster gravel, una gravel in versione “cattiva”, pensata per affrontare terreni che a prima vista sembrerebbero roba da MTB.
In questo episodio di School of Gravel, Marco Aurelio Fontana spiega cosa distingue una monster gravel da una gravel racing, come adattare la propria bici senza per forza comprarne una nuova e come capire quando è il momento di scendere di sella.
Rispetto a una gravel racing, il telaio di una monster gravel ha in genere:
Spesso questi telai sono in acciaio: un materiale senza tempo, che richiama le origini della monster gravel, nata mescolando telai quasi da mountain bike con manubri da strada (o anche dritti). Il telaio non si può cambiare, ma come vedremo ci sono diversi accorgimenti per rendere la propria bici più “monster”.
Per una monster gravel servono gomme generose: una sezione da 42-45 mm è già importante, mentre 50 mm è a tutti gli effetti una misura da monster gravel. Molte monster gravel montano anche ruote da 650B (27,5”) con coperture praticamente da mountain bike.
Prima di montare gomme più larghe, però, bisogna verificare il passaggio ruota di telaio e forcella: se la gomma passa “al pelo”, come quella da 50 mm sulla bici di Marco, quello è il limite. Per andare oltre serve una forcella diversa, più alta e generosa, in carbonio o anche una piccola forcella ammortizzata.
Profili, carcasse, mescole e TPI meritano un approfondimento a parte: li trovi nella puntata dedicata a pressione delle gomme della gravel e nella guida su come scegliere la misura delle gomme gravel.
Gomme larghe, angoli più aperti e manubri più larghi aiutano, ma non trasformano una gravel in una mountain bike. Quando la pendenza diventa estrema, la gravel fa fatica rispetto a una MTB con forcella ammortizzata e geometrie ancora più distese.
Il criterio proposto da Marco è semplice: il limite è quando sei sempre attaccato ai freni. Se non riesci mai a mollarli, a prendere un po’ di velocità, frenare e poi guidare, significa che il sentiero è troppo ripido o troppo rotto per la tua bici e per te. A quel punto la scelta giusta è scendere e fare quel tratto a piedi, oppure girarsi e tornare da dove si è arrivati.
Un canalone con pietre e compressioni, ma non troppo pendente, è il terreno ideale per una monster gravel. Ecco come affrontarlo:
Nel mondo gravel si vedono manubri sempre più stretti, ma sulla monster gravel vale il contrario: manubrio largo, con le estremità che si aprono verso l’esterno (Marco usa un 42 che si allarga a 44).
In discesa la scelta della presa dipende dall’assetto:
Per rendere la bici più monster si può intervenire sull’assetto: spessori sotto l’attacco per alzare il manubrio e un attacco più corto, quasi da enduro. L’anteriore diventa più alto e controllabile su rocce e radici. Attenzione però: con meno peso sull’anteriore dovrai imparare a caricarlo di più. La tua gravel si può trasformare in una monster? Sì e no: puoi aiutarla, ma dovrai anche adattare il tuo stile di guida.
Chi arriva dalla mountain bike sa già cosa può succedere su un sentiero difficile. Chi arriva dalla strada o è nuovo del gravel deve invece procedere per gradi. Cadere fa parte del gioco, ma l’approccio deve essere prima di tutto mentale: davanti a un passaggio difficile fermati, fai un respiro, valuta la situazione e poi parti.
Bici preparata bene, assetto giusto e approccio corretto: è così che la gravel, anche in versione monster, regala i giri più divertenti.
E tu cosa ne pensi? La monster gravel è “la mountain bike dei poveri” o qualcosa di davvero cool? Diccelo nei commenti al video.
Vuoi saperne di più? Guarda l’episodio completo e scopri fin dove può spingersi la tua gravel!
In collaborazione con Cetilar Nutrition. Grazie a Shimano
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Ciao! Secondo me ha ancora dei limiti rispetto ad una MTB, non ha le sospensioni che in certi terreni molto sconnessi e pendenti aiutano. Forse mettendo un reggisella telescopico, su sentieri molto pendenti, potrebbe avvicinarsi ad una MTB ( anche se io non uso il telescopico). Mi ricorda sempre una bici da corsa, la vedo più idonea su sentieri classici, ma no su single track tipo down hill... parere mio comunque ♂️