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Suunto, 90 anni di avventura: la storia del brand in mostra a Milano

Dalla bussola a liquido del 1936 al mitico Vector: a Milano la mostra From Depths to Heights ha aperto gli archivi Suunto per raccontare 90 anni di esplorazione, design e innovazione outdoor.

di Redazione · ·Lettura: 5 min
La sala della mostra Suunto From Depths to Heights a Milano: un lungo tavolo nero con bussole, orologi e cataloghi d'archivio, fotografie alle pareti e sgabelli in legno

From Depths to Heights: 90 anni di Suunto, dagli abissi alle vette

Ci sono marchi che hanno accompagnato la storia dell’outdoor e altri che l’hanno scritta. Suunto appartiene alla seconda categoria: da 90 anni il brand finlandese costruisce strumenti che hanno permesso a esploratori, subacquei, alpinisti e atleti di immergersi più a fondo, salire più in alto ed esplorare più lontano.

Per celebrare l’anniversario, Suunto ha aperto i propri archivi e ha portato in giro per l’Europa “From Depths to Heights”, una mostra itinerante che dopo le tappe di Londra, Monaco di Baviera, Helsinki e Chamonix il 16 ottobre è arrivata anche a Milano allo Spazio Pestalozzi 10, per un viaggio attraverso quasi un secolo di storia, innovazione e passione.

Pezzi d'archivio Suunto esposti alla mostra: una custodia in pelle consumata, una bussola in metallo e la scatola verde Suunto Made in Finland

Una mostra d'archivio tra prodotti, storie e curiosità

Curata e progettata da Werneri Vanhanen insieme al collettivo Garbadura, la mostra ripercorre l’evoluzione del marchio attraverso una selezione di pezzi rappresentativi: strumenti storici, cataloghi, documenti, fotografie, materiali pubblicitari, filmati e oggetti di design, molti dei quali mostrati al pubblico per la prima volta. Più che una semplice esposizione di prodotti, un racconto di ciò che si cela dietro gli strumenti e del ruolo che hanno avuto nell’evoluzione dell’outdoor moderno.

Il percorso segue il filo che dà il nome all’esposizione, dagli abissi alle vette: dalle bussole di precisione agli strumenti per l’immersione, fino ai moderni orologi GPS. Ogni oggetto racconta un’innovazione, un’esigenza da risolvere o un’avventura vissuta al polso di chi lo indossava.

Anche l’allestimento parla delle radici del marchio e della tradizione del design finlandese, fatta di funzionalità, essenzialità e durata nel tempo: tra le teche trovano spazio icone del design nordico come gli sgabelli Artek progettati da Alvar Aalto e le sedute di Yrjö Kukkapuro, reinterpretate per l’occasione con i colori del brand. Materiali, forme e spazi richiamano i paesaggi finlandesi in cui gli strumenti Suunto vengono progettati e testati: foreste, laghi, inverni rigidi e stagioni in continuo cambiamento.

«Questa non è solo una mostra ma una retrospettiva e un invito a riflettere sul modo in cui prodotti, persone e ambienti interagiscono nel tempo», ha spiegato Werneri Vanhanen, curatore e responsabile del design della mostra. «L’intreccio di questi elementi mette in risalto la profondità e la continuità dell’eredità Suunto, che ha contribuito a plasmare il panorama dell’outdoor e della tecnologia indossabile per quasi un secolo».

Un patrimonio che Suunto ha scelto di condividere anche oltre la mostra, contribuendo all’Outdoor Recreation Archive, l’archivio pubblico sviluppato con la Utah State University che raccoglie materiali storici sull’evoluzione dell’industria outdoor, a sostegno di ricerca, formazione e conservazione della memoria del settore.

Una bussola Suunto d'epoca con la cassa in rame e il quadrante rosso, verde e nero esposta sul tavolo della mostra

1936: tutto inizia da una bussola

La storia di Suunto parte in Finlandia, nel 1936, dall’intuizione di Tuomas Vohlonen, topografo e appassionato di orientamento. Vohlonen sviluppa una bussola a liquido più stabile e precisa delle bussole a secco dell’epoca, pensata per funzionare anche nelle difficili condizioni del clima nordico. Il primo modello prodotto è la bussola da polso M-311, che a Milano era tra i pezzi esposti.

Una bussola legata anche a una delle storie più curiose del brand: secondo quanto racconta Suunto, nel 1939, durante la Guerra d’Inverno, una M-311 fermò un proiettile e salvò la vita al tenente finlandese Norrback, che la portava con sé.

Anche il nome racconta la missione del brand: Suunto deriva dalla parola finlandese suunta, che significa “direzione”. Dopo la scomparsa del fondatore, nel 1939, è la moglie Elli a guidare l’azienda per oltre un decennio. Già nel 1953, con la prima bussola marina K-12, i prodotti Suunto vengono esportati in oltre 50 paesi.

Scarpe da trail con un sensore rosso sui lacci accanto alla confezione del Suunto t6 Triathlon e ad altri strumenti d'archivio

Dalle profondità del mare…

La svolta subacquea arriva quasi per caso: negli anni Sessanta un sub inglese scopre che la sua bussola Suunto funziona perfettamente anche sott’acqua. Nasce così, nel 1965, la SK-4, la prima bussola da immersione del brand.

Da lì Suunto diventa un punto di riferimento per il mondo della subacquea: nel 1987 arriva il primo computer per immersioni, che manda in pensione le tabelle di decompressione, e nel 1997 lo Spyder, il primo computer subacqueo con le dimensioni di un orologio da polso.

Una bombola rossa in primo piano sul tavolo della mostra, con fotografie d'avventura e pannelli From Depths to Heights alle pareti

…fino alle vette più alte: il mito del Vector

Se c’è un oggetto che più di altri rappresenta la storia di Suunto, è il Vector. Lanciato nel 1998, è stato il primo orologio outdoor a riunire altimetro, barometro e bussola (oltre al termometro) in un unico strumento da polso, il cosiddetto “ABC watch”. Con la sua iconica combinazione di giallo e nero, il Vector è diventato un compagno fedele di alpinisti ed esploratori ed è considerato da molti l’orologio outdoor più famoso di sempre.

Non a caso, proprio al Vector si ispira la Suunto Vertical 2 Titanium Limited Edition realizzata per i 90 anni: unisce il design della bussola originale, i colori del Vector e un quadrante che richiama la fine degli anni Novanta, ed è prodotta in soli 1.936 esemplari, come l’anno di fondazione.

Orologi outdoor Suunto esposti alla mostra, uno con la ghiera gialla che segna l'altitudine e uno in titanio

Dagli orologi ABC all'allenamento con l'HRV

Negli anni Duemila Suunto porta la sua esperienza anche nel mondo dell’allenamento e degli sport di endurance. Nel 2004 il t6 introduce l’analisi del carico di allenamento basata sulla variabilità della frequenza cardiaca. Seguono il Core (2007), la famiglia Ambit (dal 2012), che porta il GPS al polso di trail runner e appassionati di outdoor, e poi le linee Spartan (2016) e Suunto 9 (2018), pensate per le sfide di ultra-endurance.

Il filo conduttore resta lo stesso: strumenti affidabili, costruiti per funzionare quando le condizioni si fanno estreme. Oggi questa eredità prosegue con gli orologi GPS sportivi della gamma attuale, fino all’ultimo nato, il Suunto Race 3S, presentato proprio in occasione dei 90 anni insieme al nuovo Suunto AI Coach, e che presto metteremo alla prova sul campo.

Novant’anni dopo quella prima bussola, la missione di Suunto non è cambiata: creare compagni di viaggio per chi ama esplorare, dalle profondità del mare alle cime più alte.

Un uomo mostra verso l'obiettivo un orologio Suunto di ultima generazione con il cinturino viola, appoggiato su un cubo con il logo Suunto

Photo Credits: ©Claudio Bellosta Studio / 4Actionmediasrl

Tag  suunto · outdoor

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