Dalla Clinica Mobile al kit di primo soccorso

Per gli appassionati della MotoGP, puntata imperdibile di School of First Aid. Angelo Furlan, assieme con Michele Zasa, ci parlerà del lavoro svolto all’interno della Clinica Mobile e ci darà consigli su come comportarci di fronte agli infortuni in bicicletta.

Lorenza Bernardi

Entriamo in un luogo speciale, la Clinica Mobile, nata intorno agli anni ’70 a seguito dell’intuizione del dottor Costa di avere a bordo pista del Moto Mondiale una clinica specializzata per il soccorso dei piloti (d’ora in avanti, a seguito di un comunicato risalente a settembre ’22 da parte di Dorna, la Clinica Mobile servirà solo la Superbike, ndr).
Da allora ne sono state create ben sei (la settima è in arrivo) e oggi Michele Zasa ha preso il testimone.
Anche se oggi la Clinica Mobile ha più un ruolo di consulenza, la filosofia alla base è sempre la stessa: essere a fianco del pilota per ogni sua esigenza, che può andare dal consulto ortopedico alla fisioterapia sportiva alla terapia del dolore.

Vediamo ora come comportarci in caso di traumi o malori durante l’attività sportiva in bicicletta e come organizzare un kit di primo soccorso.

Traumi

In caso di caduta

Il soccorritore deve valutare bene la situazione e capire se può intervenire senza mettersi a sua volta in pericolo (es. traffico per strada). In questo caso deve cercare di segnalare subito l’incidente (se è in auto e ha assistito all’incidente, cercare di mettere il proprio mezzo di traverso prima della vittima, in modo da creare una specie di protezione; inserire le quattro frecce).
Chiamare al più presto i soccorsi.
La vittima non va spostata, a meno che tenerla lì non risulti ancora più pericoloso (es. pericolo che venga investita).

Condizioni della vittima

Chiamare la persona posizionandosi di fronte, di modo che questa non sia costretta a girarsi per trovarci: in questo modo eviteremo eventuali peggioramenti di danni cervicali.
La persona non va scossa (sempre per lo stesso motivo).
Se la persona è priva di conoscenza possiamo somministrare un piccolo pizzicotto per farla rinvenire.
Cercare più possibile di capire la dinamica dell’incidente per poter dare più informazioni possibili ai soccorsi allertati.

Precauzioni mentre si attendono i soccorsi

Non dare né da bere né da mangiare alla vittima, anche se ben cosciente, perché il suo stato potrebbe alterarsi nei minuti successivi e anche perché, se dovesse esserci bisogno di un’operazione successiva, la presenza di cibo e liquidi nello stomaco sarebbe d’intralcio per il lavoro dell’anestesista.
Non fare camminare la vittima, perché potrebbero essere presenti delle fratture.
Ciò che deve fare un soccorritore è di valutare sia la situazione che la vittima quando chiama i soccorsi: infatti è lui a essere ‘gli occhi’ dei soccorritori a distanza.

Quando chiamare il 118 (o 112, numero unico europeo)

Chiamare appena possibile e rispondere alle domande fatte dagli operatori (le risposte, quanto più precise, aiuteranno gli operatori a mandare i mezzi idonei). Questa fase, detta triage, è quella più importante per i soccorritori.

Malori

Sono tutti quegli stati di alterazione dello stato fisiologico non legati a un trauma. Possono essere legati a problematiche cardiache, respiratorie, neurologiche, a colpi di calore. Anche in questo caso è fondamentale allertare i soccorsi.

Svenimenti

In caso di svenimento, cercare di capire se il paziente si è adagiato o se è caduto a terra in modo secco, con la possibilità di traumi secondari. Allertare il 118 e, se la vittima si è solo accasciata, alzarle le gambe (la causa dello svenimento potrebbe essere un calo di pressione e in questo modo si aiuta il paziente a rimettersi).
Se la persona vomita (o rischia di vomitare) e non ha subito traumi, metterla in posizione laterale di sicurezza.

Kit di primo soccorso

Uno sportivo dovrebbe avere sempre con sé un kit di primo soccorso, composto da:

  • guanti (per proteggersi)
  • benda
  • piccola steccobenda

In collaborazione con Volkswagen Veicoli Commerciali e Spencer

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