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Va dove ti porta il Gravel!

Va dove ti porta il Gravel!

Gravel, un sostantivo che tradotto in italiano sta per “ghiaia” o “terriccio”. Eddy Sartorato, fondatore di AMG ci racconta come ha scoperto questo mondo.

Andrea Toso

27 Novembre 2020

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Va dove ti porta il Gravel!

Parto dal significato di questo vocabolo, un sostantivo che in italiano sta per “ghiaia” o “terriccio”.
Mi piace iniziare da qui a parlarvi di Gravel e dal significato che ha per me pedalare su una bici che ti permetta percorsi la maggior parte delle volte off-road, passando da polvere e fango al centro urbano attraverso vie sperdute, argini, tratturi o single track.

Mi sono avvicinato al mondo gravel, dopo anni di attività agonistica su bici da strada e mtb, un intervento chirurgico ad un’arteria mi ha fermato dalle competizioni, i medici consigliarono di rallentare appendendo la bicicletta al chiodo!

Ma son troppo cocciuto per mollare. Ho cercato un’alternativa che mi permettesse di rimanere nel mio amato mondo del ciclismo, sebbene senza numero di gara appeso sulla schiena.

Facendo “zapping” su Facebook mi compare un evento gravel.
Incuriosito decido di partecipare all’evento facendomi prestare la bici da un amico e mi ritrovo a metà percorso con in mano un bel panino con la porchetta e una birra, contro ogni mia aspettativa e abitudine.

Fantastico!

Ebbene sì! Quel ristoro mi cambiò la vita. Il mio modo di vedere e di praticare questo sport venne stravolto. Da quel momento decisi di abbracciare il mondo gravel!

Così siamo al mio secondo anno gravel: una disciplina, uno stile di vita in espansione continua.
Lo si vive nei social, dove si trovano, in continuo aumento, percorsi, eventi, blog, pagine Facebook a tema.

Lancio un appello un appello ai ciclisti indecisi, e un po’ a tutte le persone: chi avesse voglia di avvicinarsi a questo mondo non necessita di una bici specifica, più tanta curiosità e voglia di mettersi in gioco.
Per capire se fa per voi il gravel, partecipate ad un evento o fate semplicemente un giro con un amico che già frequenta questo mondo, buttatevi senza pregiudizi.

Vi ho parlato della mia esperienza personale e devo dire che tutt’ora ogni giro mi regala grandi emozioni. Pedalare in mezzo alla natura e lontano dal traffico mi arricchisce; attraversare piccoli borghi poco conosciuti e cimentarmi nel gravel di montagna è linfa vitale per me. Adoro scoprire nuovi tragitti e percorsi inesplorati magari impraticabili, tanto che tocca fare “deportage” (caricare la bici in spalla e proseguire a piedi). Ma è un’esperienza.

Spesso ricevo richieste di consigli su che gomme montare, che rapporti, che telaio utilizzare, ma la risposta è sempre soggettiva, dipende da come si sa guidare la bicicletta, a quali terreni e percorsi si è abituati. Meglio testare materiali diversi, ed eventualmente variarli nel tempo con l’esperienza, la propria.

Come deve essere un percorso gravel?

Mai porsi limiti o stereotipi.

Personalmente preferisco percorsi misti: pochissimo asfalto e continui cambi di ritmo, diverse tipologie di fondo e single-track.

Spinto da questo entusiasmo e da tanta energia positiva, ho fondato con orgoglio nel 2018 il gruppo AMG Alta Marca Gravel con il quale organizziamo eventi e social ride, cercando di coinvolgere più appassionati possibili in belle esperienze, pedalando tutti insieme.

Aver scoperto il mondo gravel è stata la vittoria più bella di sempre!

Eddy Sartorato