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Un nuovo appuntamento con il Pilates

Un nuovo appuntamento con il Pilates

Un nuovo appuntamento con il Pilates e un nuovo focus, oggi vi lascio qualche informazione sulla mobilità delle anche.

Mikol Garulli

15 Novembre 2021

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Un nuovo appuntamento con il Pilates e un nuovo focus, oggi vi lascio qualche informazione sulla mobilità della coxo femorale ovvero mobilità e importanza del lavoro dei flesso estensori dell’anca e tutti i muscoli annessi e connessi!

Nella nostra Pilates routine molti esercizi coinvolgono questa grande articolazione. Diamo per scontato che eseguiamo questi movimenti più e più volte in una giornata (pensiamo solo a tutte le volte che ci alziamo da una sedia, ci sediamo sull’auto o semplicemente camminiamo o rimaniamo in piedi/seduti per lungo tempo). Stiamo sempre e comunque sollecitando il nostro centro e soggetti alla forza di gravità, scarichiamo il nostro peso a terra ma come lo facciamo, spesso, fa la differenza. Così, prima di catapultarci negli esercizi del metodo Pilates, vorrei spendere due parole su come impostare il lavoro, rendendolo molto più interessante e sensoriale. 

 

 

 

Faccio qualche domanda come spunto di riflessione: 

Non portate mai attenzione per esempio, alla distribuzione del vostro peso corporeo sulle vostre gambe? O ancora più precisamente sui vostri piedi? Ecco, come “portiamo” il peso del nostro corpo influisce sulle possibili rigidità muscolari e ancora più sulla postura in generale.

Bilanciate, equilibrate e rendete più simmetrici possibili i vostri gesti quotidiani, mentre in allenamento o nella pratica del Pilates prediligete un lavoro differente in modo da rendervi conto di tipiche asimmetrie da correggere con gli esercizi stessi. Potremo accorgerci di una maggiore forza in un arto, così come un miglior equilibrio su uno dei due piedi, maggiore stabilità e controllo generale in un movimento coordinato su un lato, rispetto all’altro. Portateci attenzione, ascoltatevi.

In questo modo svilupperemo quella sensibilità che ci permetterà di migliorare in generale la postura di partenza per poter lavorare con un pacchetto sempre più ampio di esercizi eseguiti nel migliore dei modi. Ora, con spunti di riflessione maggiori e più attenzione, posso entrare nel dettaglio con alcuni esercizi proprio dedicati all’argomento di oggi.

Non vi limitate quindi ad eseguire i “classici” esercizi come l’esercizio della sedia, ma mettetevi alla prova con la variante più destabilizzante di “swimming” in piedi. A terra invece vi rinforzerete sul centro e sulle cosce, inserendo i flessori delle anche con l’esecuzione di “scissors”o ancora tutte le varianti che inseriscono i “leg circle” ovvero le circonduzioni delle gambe che prevedono che il movimento parta esattamene dalla coxo femorale, lavorando a gamba tesa e la muscolatura attiva. Potrete inserire i leg circle nel “front support” (l’esercizio dell’appoggio frontale che in altre discipline viene chiamato plank) o nella sua posizione ribaltata ovvero nel ponte sospeso chiamato “leg pull”. 

Sperimentate anche gli esercizi del metodo in posizione laterale come il “side kick kneeling” dove in appoggio sul ginocchio dx e mano dx, in posizione laterale appunto, dovrete calciare avanti e dietro, in sospensione con la gamba sx mantenendo il controllo della coxo femorale e la stabilità appunto del bacino data dalla tenuta del centro eseguendo il calcio in connessione con il respiro. 

Le possibilità sono infinite! 

Cercate di mantenere anche l’elasticità del vostri flessori, non solo sollecitandoli negli esercizi. Prendetevi tempo per qualche tenuta di posizione in stretching e il vostro corpo vi ringrazierà.

Come esercizio di stretching propongo l’affondo basso con ginocchio a terra che coinvolge l’allungamento di psoas e illeo psoas, aggiungo la posizione seduta con le gambe divaricate per sollecitare meglio i muscoli profondi del perineo e gli adduttori. 

Come sempre buon lavoro!