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Tutti gli esercizi per migliorare la gambata a dorso

Il movimento delle gambe è fondamentale nel nuoto a dorso perché serve a stabilizzare la nuotata. Una buona azione delle gambe rende più fluido il movimento in acqua. Ecco quali sono gli esercizi consigliati da Luca Sacchi.

Redazione ENDU

28 Luglio 2022

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Dopo aver parlato delle basi del nuoto a dorso e degli errori da NON commettere, con il video di oggi approfondiamo lo studio di questo stile esplorando la gambata.

Quali sono le funzioni della gambata a dorso?

  • dare stabilità alla nuotata (visto che è presente una forte rotazione di spalle quindi una continua ondulazione del corpo)
  • dare propulsione

Bisogna creare equilibrio tra queste due funzioni, cercando di essere propulsivi ma nello stesso tempo non perdere la stabilità.
Abbiamo accennato all’oscillazione delle spalle: il bacino segue di conseguenza e anzi deve assecondare il movimento. È qui che entra in gioco la gambata come stabilizzatrice.

Nella gambata è fondamentale sentire l’acqua sul collo del piede, che è il terminale naturale dell’azione. Bisogna infatti spingere l’acqua con la punta del piede, con un movimento simile a una pennellata (in tutto ciò la caviglia deve rimanere morbida). Per aumentare questa sensibilità possiamo esercitarci nuotando con le pinne.
Le ginocchia devono essere morbide ma non devono piegarsi (la gambata infatti parte dal bacino, non dalle ginocchia).

Quali esercizi fare per migliorare la gambata?

  1. Per mantenere una buona linea di galleggiamento, muovere le gambe a dorso usando supporti come tubo o tavoletta da posizionare a turno sopra la pancia, davanti alle ginocchia, sopra la testa (e ogni volta adattare la linea di galleggiamento in base alle posizioni diverse). Passare poi a una nuotata a gambe senza l’ausilio di attrezzi.
  2. Muovere la gambe a dorso concentrandosi sull’ampiezza della gambata (da un’escursione piccola aumentare l’ampiezza fino alla sua massima espressione)
  3. Inserire una bracciata per volta: un braccio lungo il corpo e l’altro che viene posizionato prima a 90° rispetto a noi e poi a 180° (quindi disteso sopra la testa)

Abbiamo quasi completato l’approfondimento dello stile a dorso. Manca solo la virata e Luca ce ne parlerà nella prossima puntata.

In collaborazione con Volkswagen Multivan