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Triathlon Olimpico Di Pietra Ligure

Triathlon Olimpico Di Pietra Ligure

All’inizio della mia seconda stagione da triatleta, in un momento di “avventato entusiasmo”, ho deciso di iscrivermi ad una gara […]

Dad 2 Tri

20 Maggio 2015

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All’inizio della mia seconda stagione da triatleta, in un momento di “avventato entusiasmo”, ho deciso di iscrivermi ad una gara “importante”: il Triathlon Olimpico di Pietra Ligure. Una gara famosa tra i triatleti, e temuta per la frazione di ciclismo molto impegnativa.

Non sono propriamente un forte ciclista: sempre alla ricerca del giusto equilibrio tra allenamenti ed impegni familiari, non dedico molto tempo all’allenamento in bici. Sono quindi consapevole che i quasi 1000m di dislivello che mi aspettano sui monti liguri saranno per me una bella sfida!

Ma gli atleti di endurance si nutrono di sfide con se stessi!

Così, la domenica mattina della gara, quando è il momento di sistemare il materiale in zona cambio, mi ritrovo faccia a faccia con questa sfida personale.

Già da alcuni giorni, man mano che si avvicina il giorno della gara, sento crescere in me un po’ di preoccupazione e d’incertezza: sarò all’altezza di questa gara, o sto osando troppo?

Gli amici e i compagni di squadra, a cui ripeto che il mio obiettivo sarà semplicemente di riuscire a finire questa gara, credono che queste parole siano solo una strategia per nascondere le mie vere ambizioni. Invece dentro di me so che è proprio vero: sarò felice se riuscirò a finire la gara stando bene, e non trascinandomi!

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La partenza dei Triathlon Olimpico di Pietra Ligure

 

Il grande giorno è arrivato!

Il giorno della gara, il clima si preannuncia perfetto: il cielo è sereno e c’è una provvidenziale brezza a rinfrescare l’aria dai raggi di un sole già molto estivo. All’ora della partenza comunque ci sono già 28 gradi: sarà una gara molto calda!

Quando mi incammino sulla spiaggia verso la linea di partenza, mi rendo conto che non è più il momento dell’incertezza: sono finalmente sereno e determinato. Affronterò questa sfida con fiducia!

 

Il nuoto, vorrei non finisse mai!

La partenza della frazione di nuoto è piuttosto insolita: tutti gli uomini partono insieme, in un’unica batteria. Siamo quasi 400 e questa soluzione mi lascia perplesso: chissà per quale ragione gli organizzatori hanno deciso di non farci partire nelle batterie già previste.

La frazione di nuoto del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure
La frazione di nuoto del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure

Un gruppo così numeroso, unito al fatto che la prima boa non era di fronte alla spiaggia, ma alcune centinaia di metri più a destra, ha comportato due problemi: alcuni atleti hanno sbagliato direzione, puntando direttamente alla seconda boa; e poi, al primo giro di boa, l’angolo molto stretto, unito all’affollamento, ha comportato un certo intasamento di nuotatori, con inevitabili colpi e un forte rallentamento.

In ogni caso, le mie sensazioni in acqua sono state molto positive: non ho nuotato velocissimo, perché ho deciso di risparmiare le energie per le frazioni successive, ma l’acqua era calma e trasparente, e questa serenità mi ha messo a mio agio. La frazione è scivolata via tranquillamente, e ad un certo punto mi sono sorpreso a fantasticare sulle prossime gare!

Quando, dopo l’ultima boa, ho puntato verso l’arco rosso dell’uscita, ero quasi dispiaciuto: tra pochi minuti avrei dovuto lasciare la tranquillità del nuoto per affrontare la vera difficoltà di questa gara: la “spaventosa” frazione di ciclismo!

Il momento della verità

Ed ecco, ci siamo: faccia a faccia con il mio momento cruciale!

Il tracciato della frazione di ciclismo è composto da due salite: la prima, che scala l’entroterra di Pietra fino a Portio, è lunga 6 km e ha una pendenza media del 6%; da qui, passando da Calice, si scende fino a Finale Ligure, dove si svolta e si risale in direzione Melogno per la seconda salita, che ci riporta a Pietra passando un po’ più in alto, da Nicei; questa seconda salita è lunga 8 km con una pendenza media del 7%.

Tutto questo si concretizza in 1 ora e 45 minuti (per me) di pedalata davvero impegnativa: sia in salita, dove fiato, cuore e muscoli sono messi a dura prova, ma anche nelle discese, velocissime (per me fino a 60 km/h) e molto tecniche, con alternanza di curvoni veloci e stretti tornanti a sfiorare i muri delle case.

Percorro quasi tutta la frazione in compagnia degli atleti con cui sono uscito dall’acqua: il gruppo si allunga e si ricompatta continuamente, e c’è anche l’occasione di scambiare qualche parola con i compagni di fatica.

La frazione di ciclismo del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure
La frazione di ciclismo del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure

In bici, il caldo si fa sentire. Il ristoro con acqua al 18° km, all’inizio della seconda salita, è provvidenziale: l’unica borraccia che avevo portato con me non sarebbe stata sufficiente!

Fortunatamente le discese concedono un po’ di riposo: peccato che, a fronte di salite di 30-40 minuti, seguono discese di soli 10 minuti!

Sono comunque particolarmente soddisfatto di come ho condotto le discese: i ciclisti poco esperti, come me, non hanno confidenza con la velocità e con le traiettorie in discesa.

Ma questa volta mi sono sentito in perfetta sintonia con la mia bici, l’ho sentita stabile e sicura e, pur senza rischiare inutilmente, in discesa ho guadagnato terreno sugli altri concorrenti.

Alla fine dell’ultima veloce discesa, rientro a Pietra e vedo i primi triatleti già impegnati nell’ultima frazione, quella di corsa.

Tra pochi secondi arriverà per me il momento della verità: come stanno le mie gambe? Riusciranno a farmi correre per i 10 km previsti?

Quanto sono lunghi 10 km?

10 km sono una distanza strana: li corro abitualmente in allenamento, è una distanza con cui ho molta confidenza. Pur essendo una misura per me “normale”, affrontarli dopo una frazione di ciclismo così, mi preoccupa molto!

Se stai male, 10 km possono essere un calvario. E oggi di possibili motivi ce ne sarebbero: muscoli contratti, caldo, disidratazione… molti rischi!

E qui arriva la sorpresa più bella della giornata: dopo aver rimesso la bici in zona cambio e aver cambiato le scarpe, quasi senza pensare, inizio a correre.

Correre… sì sto correndo! Senza dolore, senza crampi, senza problemi! Me ne rendo conto solo dopo qualche centinaio di metri: sto bene! Sono davvero sorpreso: “Bene – penso – questi 10 km me li voglio proprio godere!”. Il passo è un po’ corto, non è agile, ma va bene così.

Un percorso di due giri a bastone: un breve tratto sul lungomare e poi su verso l’entroterra, il leggera salita. Un dislivello di circa 15 m, ma che si fa sentire! Ma in compenso il ritorno è in discesa.

I percorsi multilap (su più giri) mi piacciono: nel primo giro scopri le caratteristiche del tracciato, i suo tratti difficili e quelli facili, e al secondo giro sai già cosa aspettarti.

Puoi immaginare che piacere sapere che tra pochi metri inizia la discesa che ti porterà al traguardo!

Incrocio alcuni compagni di squadra, e come sempre ci salutiamo. Uno di loro, che sfortunatamente ha forato in bici e si è dovuto ritirare, ci aspetta sul percorso e ci incoraggia.

Mentre corro gli ultimi km penso al momento dell’arrivo: lo speaker è l’amico Daddo, non vedo l’ora di sentirlo chiamare il mio nome al traguardo (lo fa con tutti i finisher, un bel gesto!).

Ultimi metri, mi dirigo verso il traguardo: alzo le mani e applaudo, Daddo invita il pubblico a ricambiare… che soddisfazione!

L'arrivo del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure
L’arrivo del Triathlon Olimpico di Pietra Ligure

Come ti senti davvero dopo il traguardo?

Durante il ciclismo e la corsa, mi immaginavo dopo il traguardo: sfinito, steso sul prato all’ombra… In un certo senso, questa immagine mi confortava: sognavo il senso di sollievo come contropartita della fatica che stavo provando.

In realtà, dopo il traguardo mi coglie sempre un grande senso di euforia. Cerco gli amici, subito ci raccontiamo com’è andata la gara, e la fatica magicamente scompare. Forse è il pieno di adrenalina!

Pochi istanti dopo aver tagliato il traguardo, provo una strana, bella sensazione: è finita questa fatica, sì… ma mi dispiace! Mi dispiace che questa bellissima avventura sia finita. Ricomincerei qui ora, subito.

Penso che quando sei dentro a un’esperienza così totalizzante, è quasi una delusione tornare alla normalità…

Si dice spesso che quando stai per finire una gara di endurance pensi “mai più” ma appena l’ha finita pensi subito alla prossima. Ecco oggi ho provato esattamente questa sensazione!

Okay, quando si ricomincia? :-)