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Throwback Thursday,  Marzo 2020

Throwback Thursday, Marzo 2020

Davide Labanti in questo lungo anno si è dedicato con ancora più impegno a seguire gli atleti e loro problematiche, usando la corda come allenamento alternativo

Davide Labanti

10 Marzo 2021

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La denuncia obbligatoria e l’isolamento furono mantenuti:
le case dei malati dovevano essere chiuse e disinfettate,
i congiunti sottoposti ad una quarantena di sicurezza,
i seppellimenti organizzati.

Albert Camus, La Peste (1947).

 

“Per gli atleti sono settimane di campi sportivi e piscine chiusi, attività di gruppo soppresse, attività all’aperto più o meno vietate, in tutto ciò io sono e resto Allenatore, Tecnico e Coach.

In tutto ciò mi sono dedicato con ancora più impegno nel seguire i miei atleti, nel prendermi letteralmente cura di loro e delle loro problematiche.”

Io, (Marzo 2020).

Abbastanza Attuale?

Pur essendo un fervido sostenitore del Panta Rei, amante degli Afterhours e di conseguenza della loro “Non è per sempre”, comprendo le difficoltà dei miei atleti, mi dedico a loro per curarne il benessere psicofisico e motivazionale.

“Non ho obiettivi, non ci sono gare.”

Sbagliato, al Cubo.

Divertirsi e stare bene, prima di tutto, in seconda battuta gli obiettivi possono essere quantitativi e qualitativi, costruiamo capacità metaboliche e tecniche in preparazione dei palcoscenici principali che prima o poi arriveranno.

Veniamo al sodo.

Nello scorso Marzo, avevamo meno libertà di ora e ho cominciato a proporre su larga scala il salto della corda, allenamento con la funicella, jump rope, chiamatelo come volete, ma questo è.
(Utilizzato inizialmente coi ragazzi del Gruppo Csi Triathlon come riscaldamento ed esercizio per la coordinazione, può essere un arma in più anche per gli adulti).

Cosa si può migliorare con il salto della corda?

Resistenza, rapidità, capacità di ritmo, stiffness (flessibilità/elasticità), coordinazione motoria e attenzione in condizione di affaticamento, in più si rinforzano tutte le catene cinetiche impiegate. Tutto questo in poco spazio e relativamente poco tempo.

Scegliete una corda, perché non tutte le corde sono uguali: pelle, cotone o sintetico, si differenziano per usura e possibilità di ruotare velocemente, va da sé bisogna selezionare quella giusta per il nostro livello tecnico.  Quelle sintetiche sono un buon compromesso e non troppo costose.

corda

Familiarizziamo con lo strumento.

La lunghezza della corda deve essere tale che, passata sotto i piedi, i capi arrivino al petto.

Chi non si è mai cimentato può cominciare saltellando sul posto, simulando di avere la corda tra le dita, focalizzandosi sulla acquisizione di un ritmo regolare.  Successivamente si può tenere la corda con una sola mano, ottimizzando la sincronizzazione tra i gesti e, al termine delle prove, saltarla.

Obiettivo di durata dell’esercizio:

20’, inserendo degli intervalli regolari, ad esempio 1’ di lavoro ed 1’ di recupero, per poi aumentare gradualmente, in progressione dei carichi fino a raggiungere i 3’ di lavoro ed 1’ di recupero.

Ho parlato di obiettivi quantitativi, ma esistono tanti tipi di esecuzioni diverse: Movimento Alì o Boxer Step, Corsa, Doppio impulso, Skip e Doppio Skip ecc..

Esistono video esplicativi per imparare le varie andature e l’obiettivo qualitativo potrebbe essere impararle ed inserirle in un esercizio a tempo, segmentandolo in base ai cambi di intensità e tecniche.

Ultimo ma non meno importante, può essere utile saltarla allo specchio e magari filmarsi per valutare la postura, la tecnica, i progressi o i punti di miglioramento.

Vi interessa l’obiettivo che mi sono posto ad inizio anno? Correre più rilassato. Come?
Lavorando anche con la corda.
Informazione di servizio: io la inserisco in una seduta tecnica e non la faccio mai precedere o seguire una seduta intensa, sia quantitativamente che qualitativamente.

Non dovremmo farci sorprendere dagli eventi, ormai, dobbiamo sfruttare le risorse che abbiamo a disposizione.

In conclusione, speriamo di stare bene e che la situazione si redima al più presto, perché, prendendo in prestito una bella  frase che ho sentito, rivisitando la predetta canzone degli Afterhours: I NOSTRI FIORI NON SI SONO ROVINATI ed aggiungo ABBIAMO TANTE ABILITA’.