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T2, la gestione dalla transizione ciclismo-corsa

T2, la gestione dalla transizione ciclismo-corsa

Se la T1 è una transizione abbastanza standard, la T2 bici-corsa richiede un po’ più di abilità che si può comunque allenare, vediamo come prepararla e viverla.

Andrea Toso

22 Giugno 2021

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Il triathlon come detto nel contenuto precedente è uno sport che prevede 5 discipline più che 3, perché le transizioni sono parte integrante delle gare.

Abbiamo già nuotato e affrontato la T1, transizione tra nuoto e ciclismo, ci stiamo quindi avvicinando alla T2, il passaggio dalla bicicletta alla corsa.

Se la T1 è più un esercizio meccanico e mentale, quello della T2 è decisamente più tecnico. Dovremo infatti incastrare diverse abilità e districarci tra il traffico Analizziamo come affrontare la T2, partendo dalla preparazione della zona cambio, perché una buona organizzazione ci risparmierà diversi secondi e diminuirà il rischio di imprevisti.

Fondamentale decidere a bocce ferme se usare o meno i calzini.
Dipende ovviamente dall’abitudine al correre senza, dalla distanza (oltre sprint ed olimpico generalmente non vale la pena), dalla nostra competitività, dal comfort che ci garantiscono le scarpe.
Come amiamo sempre ricordare, niente si improvvisa in gara: se non abbiamo un chilometraggio decente percorso senza calzini non ha senso testarsi nel giorno della gara! Il rischio di vesciche e lacerazioni è altissimo, specialmente se non si è fatta esperienza con il talco, quanto e dove spargerlo.

Analizzare i flussi di ingresso ed uscita della zona cambio ci aiuterà a capire come impostarla.
Se in allestimento zona cambio abbiamo una direzione obbligata per la disposizione della bici, nel rientro in T2 possiamo scegliere in che verso inserirla sul supporto, usando l’aggancio più veloce al rientro nella nostra postazione.
Questo può influenzare anche la direzione in cui posizioneremo le scarpe: il verso utile è ovviamente con il tallone verso di noi, azzerando un passaggio, visto che questo è il verso con cui le calziamo. Per noi amatori con transenna e doppio verso di posizionamento bici sapere da che parte attaccheremo la bici in T2 farà sì che indirizzeranno le scarpe in quel verso.

T2

L’esperienza ci insegna che il tragitto più breve da scegliere sia quello con bicicletta a mano, mentre una decina di metri con le scarpe da corsa influiranno poco niente.

Se siamo dei triathleti con un minimo di esperienza, abbiamo sostituito i lacci delle scarpe da running con cordini elastici rapidi, e con questa allacciatura abbiamo percorso diversi km, specialmente a ritmo gara. Sebbene venga ritenuto un segno distintivo da triathleta, consigliamo di usare questa allacciatura rapida solo sui modelli dedicati alla gara. L’efficienza di una buona allacciatura preserva i piedi da vesciche e lesioni, e ci permette allenamenti migliori.
Quando arriviamo in T2 entrare nella scarpa con lacci elastici richiede un minimo di esperienza, sia per come scivolarci dentro, sia, specialmente, per decidere quanto lassi lasciarli. In occasione della WTC Arzachena abbiamo visto scarpe con allacciature minime ai piedi di atleti che hanno poi corso sotto i 3’ i 5 km di frazione; per noi amatori è necessario testare larghezza dei lacci in ingresso e livello di chiusura in corsa! Il talco da inserire nella scarpa aiuterà anche il piede sudato dalla frazione ciclismo a scivolare agevolmente nella tomaia. Meglio abbondare e dedicare attenzione a cospargere le zone di frizione in ingresso.

Se prevediamo di usare un cappello, occhiali da sole, gel di carboidrati aggiuntivi, dobbiamo prepararli in maniera comoda accanto alle scarpe, rispettando sempre il nostro vicino di zona cambio senza invaderlo, sapendo che la sua foga di T2 quanto la nostra, potrebbe scomporre l’assetto preparato.

Ci siamo è T2.

La zona cambio è allestita, stiamo pedalando la frazione di ciclismo e dall’ ultimo chilometro inizia la routine della T2, la seconda e importantissima transizione.

L’allenamento specifico a questa transizione farà la differenza.

Allenarsi a sfilare le scarpe da ciclismo nell’ultimo km, e pedalare poggiati su queste fino all’ingresso, eviterà di perdere secondi in T2 nonché qualche metro di corsa sulle tacchette, vale lo stesso discorso fatto per l’uscita dalla T1.
Da questo momento si possono prendere due diverse strade, in base alla confidenza con la bici: abbiamo scalzato le scarpe e in vista della linea di ingresso in T2 scavalliamo la sella e rimaniamo in equilibrio su una scarpa/pedale per correre velocemente, oppure arrivati all’ingresso freniamo e scendiamo, perdendo qualche secondo in più.

Questione di allenamento, fiducia e magari un pelo di elasticità, focus su cui bisogna sempre lavorare con lo stretching.

T2

Siamo entrati in T2, stiamo correndo scalzi o con le scarpe verso la nostra postazione.
Sangue freddo!
Memorizzare la postazione e la strada più breve per arrivarci ci risparmierà sprechi di secondi, ed una volta individuata, sperando di aver ritrovato il verso deciso in preparazione, dobbiamo agire.

Attacchiamo la bici per la sella, se abbiamo ancora addosso le scarpe da ciclismo dobbiamo toglierle e posizionarle dalla parte sinistra, quella della catena in preparazione, pena la squalifica.

Togliamo il casco e appendiamolo al manubrio o per terra (sempre a sinistra!).

È tempo di calzare le scarpe da running!
Scegliere in negozio un modello adatto al nostro piede accelererà l’ingresso, ma ormai siamo in gara. Calziamo e chiudiamo i lacci, recuperiamo tutto il necessario previsto, non improvvisiamo (regola universale) e via di corsa!

Prima dell’uscita sarà necessario girare la fettuccia con il pettorale sul davanti, o i giudici ci richiameranno all’attenzione, niente di grave, ma sarà una distrazione evitabile.

Usciamo dalla T2, generalmente a cannone, ma attenzione!

I muscoli da utilizzare non sono gli stessi del ciclismo ed un eccesso di ritmo iniziale si farà sentire, generalmente dopo circa un km.
Gestire la gara con il cardiofrequenzimetro ci permetterà di andare forte, senza uscire dalla soglia e produrre eccessivo acido lattico.

La fascia cardio ci darà risposte ancor prima delle sensazioni, usarla sempre in allenamento ci permetterà di non cadere in un eccesso di entusiasmo il giorno della gara.

Abbiamo finito le transizioni, T1 e T2 sono passate, ma abbiamo reso l’idea di quanto siano da allenare queste due transizioni.
Per gli atleti professionisti fanno la differenza tanto quanto un cambio gomme in Formula 1, per noi amatori invece avere la sicurezza dei passaggi permetterà di affrontare con meno ansia questi passaggi.