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Stretching e corsa: come e quando eseguirlo

Stretching e corsa: come e quando eseguirlo

Il dibattito sull’utilità degli esercizi di stretching in ambito sportivo è acceso da molti anni e spesso le teorie successive sono state scardinate da nuove convinzioni.

ENDU

14 Settembre 2021

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Da anni la letteratura di settore ci ripete che lo stretching è uno strumento essenziale per supportare la performance e ridurre la possibilità di infortunio. 

Sapete però che a noi piace andre a fondo nelle cose e allinearci con gli studi più recenti per rendere a voi l’informazione più completa e aggiornata possibile. Oggi parleremo proprio di stretching e forse scardineremo qualche vostra solida convinzione. 

 

 

Il dibattito sull’utilità degli esercizi di stretching in ambito sportivo è acceso da molti anni e spesso le teorie successive sono state scardinate da nuove convinzioni. Nel mondo del running questo tema è quanto mai attuale. Sebbene non si sia ancora approdati ad una versione univoca sul tema, sono però emerse tra gli specialisti delle linee di tendenza molto specifiche. 

Quello che si sa oggi con certezza è che lo stretching statico eseguito prima della prestazione sportiva o comunque a ridosso di essa, quello classico dopo il riscaldamento e prima di allunghi e sparo dello starter, riduce le prestazioni quanto a forza, velocità e resistenza. Gli studi più radicali paventano persino con queste modalità pre-gara un’ipotesi verosimile dell’aumentato rischio di incorrere in infortuni.

Pensate che è scientificamente provato che la rigidità degli ischiocrurali, ossia della parte posteriore della nostra coscia, è associata a migliori prestazioni negli atleti su lunga distanza. Nella corsa l’essenziale infatti è avere una buona estensione dell’anca e una buona flessibilità dell’ileopsoas (i muscoli dell’inguine) che consente di aumentare l’ampiezza articolare necessaria per correre veloce.

Discorso in parte diverso è quello relativo allo stretching dinamico, di durata più breve e che implementa esercizi diversi. Ad oggi questo tipo di allungamento sembra preferibile, anche se non ci sono ancora evidenze chiare dei benefici che possa apportare; continuate a seguirci perchè affronteremo questo tema prossimamente e lo approfondiremo. 

Torniamo quindi al nostro stretching statico e vediamo di capire come e quando implementarlo. Se abbiamo visto che a ridosso di una prestazione sportiva, sia essa di allenamento o gara, non è vantaggioso eseguire stretching, molto diverso invece è il discorso per lo stretching eseguito lontano dalla prestazione, i cui benefici sembrano essere indubbi, seppur con alcune accortezze. 

Guarda il video per scoprire quali sono! 

 

Un ultimo consiglio o come diremmo noi ‘un mito da sfatare’: lo stretching non ha alcun effetto curativo o preventivo nell’insorgenza di quelli che vengono chiamati i DOMS, ovvero i dolori muscolari ad insorgenza ritardata. Anzi, se eccessivo potrebbe anche essere cause di contratture. 

I DOMS sono legati a microtraumi muscolari correlati a stress meccanici dei tessuti indotti dall’allenamento. Si manifestano quando il nostro carico di lavoro da un punto di vista meccanico eccede le nostre abitudini; pensate ad una corsa molto lunga, a una gara con molte discese e un lavoro eccentrico, a carichi di pesi non abituali per noi e così via. 

L’unico modo per prevenire i DOMS è pianificare un allenamento graduale e che preveda anche l’abitudine a situazioni particolari come la discesa o altri esercizi specifici.